Covid, difficile il contagio toccando un oggetto contaminato

Le probabilità sono basse ma è bene comunque lavarsi le mani

La possibilità di essere contagiati dal nuovo coronavirus attraverso il contatto con un oggetto contaminato è in realtà molto bassa. A sostenerlo è un nuovo studio della Tufts University che ha analizzato le superfici presenti in diversi contesti pubblici, dalle maniglie delle porte dei negozi ai tasti del bancomat.
Sebbene in molti casi queste superfici siano risultate contaminate da Sars-CoV-2, la carica virale presente era troppo bassa per impensierire la prima linea di difesa del sistema immunitario, ammesso che il soggetto si tocchi il viso dopo aver toccato l’oggetto contaminato.
La stragrande maggioranza delle infezioni, quindi, avviene per via aerea, attraverso droplet e aerosol prodotti dalle persone contagiate.
Lo studio, pubblicato al momento solo su MedRxiv – portale che ospita ricerche ancora in attesa di revisione paritaria -, ha analizzato fra marzo e giugno 33 diverse superfici di luoghi pubblici nella città di Somerville, nel Massachusetts.
Dei 347 campioni analizzati, l’8% mostrava tracce di Rna virale di Sars-CoV-2, tracce nella maggior parte dei casi non in grado di causare un’infezione. Le superfici più contaminate sono risultate essere un bidone della spazzatura e le maniglie di un negozio di liquori.
Malgrado la scarsa incidenza della contaminazione delle superfici nella diffusione del contagio, lo studio suggerisce che l’analisi delle superfici possa essere utilizzata per predire l’evoluzione dei casi in un determinato contesto.
Gli scienziati hanno infatti scoperto che il picco di positività in un’area si verificava in media 7 giorni dopo il picco di positività riscontrato sulle superfici. Tuttavia, anche se rimane improbabile, il contagio attraverso il contatto con un oggetto contaminato è possibile e quindi è indispensabile continuare ad attuare un’accurata igiene delle mani.

12/11/2020 11:32:00 Andrea Sperelli

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