Nuovo farmaco per la leucemia mieloide acuta

Ivosidenib migliora il tasso di sopravvivenza

Negli ultimi anni i malati di leucemia mieloide acuta hanno potuto accedere a nuove terapie che hanno affiancato e in alcuni casi sostituito la chemioterapia. Il tumore del sangue colpisce ogni anno circa 3.000 persone in Italia, soprattutto in età avanzata.
Uno studio presentato al Convegno della Società Americana di Ematologia di Atlanta ha evidenziato l'efficacia di una nuova combinazione di farmaci nell'allungamento della sopravvivenza dei malati non candidabili alla chemioterapia intensiva.
I dati a 5 anni dalla diagnosi indicano che soltanto il 20% dei pazienti è ancora in vita, non solo a causa della malattia, ma anche perché spesso si tratta di persone anziane che non tollerano i trattamenti aggressivi necessari a sconfiggere il tumore.
In questi pazienti lo standard di trattamento è rappresentato dai farmaci demetilanti come azacitidina o decitabina. Questi medicinali, tuttavia, agiscono in maniera efficace solo nel 20-25% dei pazienti, per i quali quindi sono necessarie alternative.
Lo studio AGILE mostra l'efficacia di un nuovo farmaco - ivosidenib - da somministrare in combinazione con azacitidina. In pazienti adulti con mutazione di IDH1 e leucemia mieloide non trattata in precedenza, la terapia ha prodotto un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza globale rispetto ad azacitidina più placebo. Il rapporto è di 24 mesi contro 8.
Fra chi ha assunto ivosidenib, superiori anche i tassi di pazienti che hanno risposto alla cura e quelli nei quali si è ottenuta una remissione completa.


17/12/2021 11:00:00 Andrea Sperelli


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