L'ipertensione giovanile causa invecchiamento cerebrale

Danni al cervello più probabili per chi soffre di pressione alta

La pressione alta è un killer silenzioso per il cuore, ma a volte anche per il cervello. È quanto rivela uno studio della Australian National University secondo cui livelli elevati di pressione sanguigna da giovani hanno l'effetto di aumentare i rischi di invecchiamento cerebrale una volta superati i 50 anni.
Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience. I ricercatori hanno esaminato 2.000 scansioni tridimensionali del cervello di soggetti sani fra i 44 e i 76 anni e le hanno incrociate con le letture della pressione. Hanno poi stimato, grazie a processi di machine learning, l'età osservata, che non sempre coincide con quella anagrafica.
È emerso che a parità di fattori di rischio chi ha la pressione più alta mostra anche un cervello mediamente più vecchio, con micro-danni visibili nei vasi sanguigni che rendono più probabili varie malattie come l'ictus, la demenza, la depressione o il declino cognitivo.
“Rispetto a chi ha una pressione intorno ai 135/85 mmHg - spiega Walter Abhayaratna, professore di Medicina Cardiovascolare alla Anu, tra gli autori dello studio - chi si aggira sul valore ottimale di 110/70 mmHg arriva a 50 anni con un cervello fino a sei mesi più giovane".
Interessante il dato che riguarda i giovani fra i 20 e i 30 anni. "Se, come abbiamo notato, i danni concreti dell'ipertensione cominciano a essere significativi già su individui quarantenni - spiega Nicholas Cherubin, primo autore dell'analisi - significa che i primi effetti negativi potrebbero iniziare a manifestarsi verso i 20 anni, per poi "lavorare" e degradare le funzionalità con il tempo. Sarebbe ovviamente meglio introdurre cambiamenti allo stile di vita e alla dieta per evitare che la pressione salga, invece che aspettare che diventi un problema".
Un collegamento, quello fra ipertensione e salute del cervello, da indagare con maggiore attenzione e che potrebbe presto rendere necessario un aggiornamento delle linee guida e dei valori considerati normali finora.


11/01/2022 15:30:00 Andrea Sperelli


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