Un vaccino per il virus respiratorio sinciziale

Fra le principali cause di polmonite

Sembra funzionare il vaccino per il virus sinciziale sviluppato da Pfizer e sottoposto a fase 3 di sperimentazione. Lo studio MATISSE - randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo - ha lo scopo di valutare l'efficacia di RSVpreF o PF-06928316, un vaccino bivalente contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), nel proteggere i neonati quando somministrato alle madri.
«L'RSV è un virus respiratorio comune che di solito provoca sintomi simili al raffreddore. Tuttavia, potendo causare malattie gravi in un numero significativo di bambini di età inferiore a 1 anno, rappresenta la principale causa di morte per infezioni respiratorie in questa sottopopolazione. In particolare, nei bambini piccoli può comparire un interessamento dell'apparato respiratorio inferiore e nei lattanti con meno di 6 mesi il primo sintomo può essere un breve interruzione della respirazione (apnea) con successivo distress respiratorio grave che in alcuni casi conduce alla morte», spiega Annaliesa Anderson, responsabile dello sviluppo del vaccino Pfizer.
Stando ai dati, RSVpreF, se somministrato alle gestanti, è efficace nel prevenire complicanze da RSV in quasi l'82% dei bambini nei primi 90 giorni di vita e nel 69,4% durante i primi sei mesi di vita.
Inoltre, RSVpreF è efficace nel 57% dei casi nel prevenire le infezioni del tratto respiratorio inferiore che richiedono visite mediche nei primi 90 giorni del bambino.
«L'efficacia del vaccino nel proteggere i neonati è massima se somministrato alle gestanti verso il termine della gravidanza», riprende Anderson, aggiungendo che Pfizer farà domanda alla Food and Drug Administration per l'approvazione del vaccino entro la fine del 2022, e presenterà per la revisione tra pari e la pubblicazione i risultati positivi di MATISSE, cui hanno preso parte finora 7.400 gestanti di età pari o inferiore a 49 anni.
Nessun problema di tolleranza è stato registrato né fra le gestanti né nei bambini dopo la nascita.
Il virus respiratorio sinciziale è uno pneumovirus che si caratterizza per epidemie a cicli annuali con picchi durante la stagione invernale. La trasmissione avviene per via aerea o per contatto diretto con materiale infetto. È una delle principali cause di bronchiolite e polmonite.
Il virus non colpisce solo i neonati, ma anche soggetti con più di 60 anni o più di 18 anni con patologie predisponenti allo sviluppo di malattia severa del basso tratto delle vie respiratorie (LRTD). Tra il 3-7% degli adulti più anziani (dai 60 anni in su) e il 4-10% degli adulti ad alto rischio (dai 18 anni in su) sono affetti da RSV in un anno tipico.
Anche l'azienda farmaceutica Jannsen ha presentato i risultati di uno studio di fase 2b sul suo candidato vaccino per adulti.
"Siamo molto orgogliosi di rinnovare il nostro costante impegno nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni che possano contribuire a mantenere la popolazione in salute, prevenendo malattie come quella indotta dal virus respiratorio sinciziale - ha dichiarato Alessandra Baldini, Medical Director in Janssen Italia. - I risultati ottenuti sinora ci hanno permesso di fare un ulteriore passo in avanti verso lo sviluppo di un vaccino potenzialmente first in class nella protezione dall'RSV, e crediamo fortemente che abbia il potenziale per prevenire la morbilità e mortalità causata ogni anno da questo virus".
“I risultati dello studio CYPRESS mostrano che il vaccino sperimentale ha un'efficacia dell'80% nella prevenzione delle forme più severe di infezione da RSV negli adulti di età pari o superiore ai 65 anni - continua Baldini - Per questo motivo, Janssen ha avviato lo studio globale di Fase III, EVERGREEN, che valuterà l'efficacia, la sicurezza e l'immunogenicità del vaccino sperimentale negli adulti di età superiore a 60 anni per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie causata da RSV".
I sintomi dell'Rsv possono essere difficilmente distinguibili da quelli dovuti all'influenza o ad altre infezioni respiratorie come Covid-19. Per questo, è difficile giungere a una diagnosi corretta e si fa pressante la necessità di uno strumento che aiuti a prevenire la diffusione dell'infezione.

23/11/2022 Andrea Sperelli


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