Sesso, piacere femminile legato alla frequenza dei rapporti

Lo spessore dell'area cerebrale coinvolta aumenta con rapporti più frequenti

Più fai sesso, più ne otterrai piacere. È il senso di una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience da un team della Charité Universitätsmedizin di Berlino diretto da Christine Heim.
Secondo le conclusioni dello studio, lo spessore dell'area che rappresenta i genitali femminili nella corteccia somatosensoriale varia in relazione alla frequenza dei rapporti sessuali intrattenuti dalla donna.
I ricercatori tedeschi hanno quindi individuato il punto esatto del cervello legato al piacere sessuale femminile: «La corteccia somatosensoriale è la regione del cervello che rileva il tatto in generale, con punti diversi al suo interno che rappresentano parti diverse del corpo. Ma la posizione esatta che riceve la stimolazione sensoriale del clitoride non è mai stata individuata con precisione», spiegano gli autori.
Per arrivare a farlo, gli scienziati hanno analizzato 20 donne sane senza precedenti di
gravidanza, disturbi psichiatrici o neurologici, abusi o traumi infantili, malattie sessualmente trasmissibili, disturbi sessuali o altre patologie. Al momento dello studio, inoltre, non dovevano avere il ciclo né assumere farmaci psicotropi.
«Ogni partecipante è stata sottoposta a risonanza magnetica (MRI) cerebrale, con scansioni effettuate indossando biancheria intima usa e getta con un dispositivo collocato sull'area del clitoride tenuto in posizione con nastro adesivo e una cintura in velcro», scrivono gli autori. Il congegno veniva fatto vibrare il necessario per una stimolazione clitoridea. Sono state così ottenute delle immagini MRI, messe a confronto con quelle acquisite stimolando il dorso della mano destra con lo stesso dispositivo. È così emerso che lo spessore dell'area variava in base alla frequenza dei rapporti sessuali avuti nel corso dell'ultimo anno da ogni donna.
«In sintesi, l'ubicazione e la grandezza della struttura fisica che rappresenta la regione cerebrale legata al tocco clitorideo dipende anche dalla frequenza con cui viene utilizzata», conclude Heim.

Fonte: Journal of Neuroscience

16/02/2022 15:10:00 Andrea Piccoli


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