Un antiepilettico per l'Alzheimer

L'efficacia di levetiracetam nei pazienti con Alzheimer e attività epilettica

Spesso i pazienti affetti da morbo di Alzheimer mostrano anche una certa attività epilettica nel cervello. Uno studio pubblicato su Jama Neurology ha dimostrato l'efficacia del farmaco antiepilettico levetiracetam nel migliorare l'apprendimento, la memoria e altre funzioni cognitive dei pazienti con demenza.
«Abbiamo usato levetiracetam, un farmaco per l'epilessia piuttosto economico, nei pazienti con Alzheimer che mostravano prove di attività epilettica silente», spiega Keith Vossel del Mary S. Easton Center for Alzheimer's Disease Research della University of California Los Angeles, autore principale dello studio.
Circa il 10-22% dei pazienti con Alzheimer sviluppa convulsioni, mentre un altro 22-54% un'attività epilettica silente. Studi precedenti hanno dimostrato che i pazienti con questo tipo di attività epilettica hanno un declino più rapido della funzione cognitiva.
Gli scienziati hanno sottoposto a screening per attività epilettica silente 54 pazienti con lievi sintomi di Alzheimer servendosi di un elettroencefalogramma (EEG) per monitorarli durante la notte, oltre che di un magnetoencefalogramma (MEG) per registrare le onde magnetiche generate dall'attività elettrica.
Solo 34 erano i pazienti adatti a partecipare alla sperimentazione, e il 40% di questi presentava attività epilettica. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto placebo per 4 settimane, con un periodo di altre 4 settimane senza alcun farmaco e successivamente una dose di 125 mg di levetiracetam 2 volte al giorno per 4 settimane. Il secondo gruppo ha ricevuto gli stessi trattamenti, ma in ordine inverso. Sono state quindi testate le capacità di ragionare, risolvere problemi, ricordare parole e di navigare su Internet.
I pazienti trattati con il farmaco hanno mostrato una tendenza al miglioramento della funzione cognitiva, soprattutto quelli con attività epilettica silente.
«Ci sono alcune caratteristiche cliniche che indicano i pazienti di Alzheimer che hanno maggiori probabilità di avere un'attività epilettica silente, e il principale è avere meno di 65 anni quando iniziano i sintomi», spiega Vossel.
Il farmaco, tuttavia, sembrava esercitare benefici anche ai pazienti più giovani senza attività epilettica. Saranno necessari ulteriori studi per capire se l'assunzione del farmaco a lungo termine possa rallentare la progressione della malattia.

Fonte: JAMA Neurology 2021. Doi: 10.1001/jamaneurol.2021.3310
Jama Neurology

19/07/2022 09:30:00 Andrea Sperelli


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