Come reagisce il cervello a un arto virtuale

Esperimento utile a migliorare i percorsi di neuroriabilitazione

La perdita della capacità di controllo degli arti è uno degli effetti dell'ictus. Per recuperare la funzionalità perduta, si possono utilizzare degli arti virtuali, ma in che modo reagisce il cervello a questo innesto? Se lo sono chiesti i ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, che hanno indagato appunto il fenomeno dell'embodiment, ovvero l'illusione di possedere e controllare un arto virtuale.
A seconda di quanto è forte l'illusione, il cervello abbandona il braccio reale, con un decremento di attività della corteccia motoria.
Grazie alla realtà virtuale immersiva e alla stimolazione magnetica transcranica, i ricercatori - che hanno pubblicato gli esiti sul Journal of Neuroscience - hanno esaminato le reazioni del cervello quando viene 'incorporato' un braccio virtuale, con l'obiettivo di perfezionare lo sviluppo di protocolli di neuroriabilitazione e ausili o protesi esterne.
È stata analizzata l'attività della corteccia motoria, situata nel lobo frontale e deputata al movimento del braccio che il soggetto osservava virtualmente.
"L'esperimento ha mostrato come pochi secondi prima che il soggetto iniziasse a percepire il braccio virtuale come appartenente al proprio corpo - spiega il ricercatore Elias Casula - l'attività della corteccia motoria diminuiva sensibilmente, come se il corpo stesse 'abbandonando' il braccio reale per 'incorporare' il braccio virtuale. Nello stesso tempo è stato trovato che le aree posteriori, dette parietali e responsabili della rappresentazione mentale dello schema corporeo, erano maggiormente attive e comunicanti con le aree deputate al movimento. Questo fenomeno - conclude Casula - ci consente di capire quali caratteristiche deve avere un arto esterno per essere più facilmente 'incorporabile': un'informazione essenziale nello sviluppo di protesi e nella neuroriabilitazione".

04/02/2022 11:50:00 Andrea Sperelli


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