Irradiazione totale del midollo per la leucemia

Tecnica di radioterapia mirata che salvaguarda i tessuti sani

Uno studio apparso su The Lancet Oncology propone l'utilizzo dell'irradiazione totale del midollo per i pazienti affetti da leucemia destinati a trapianto di midollo osseo.
La “total marrow irradiation” consente di colpire esclusivamente il midollo risparmiando così il resto dell'organismo. La radioterapia viene prescritta al 60% dei malati di cancro, ma esistono tanti tipi diversi a seconda della neoplasia e del macchinario utilizzato.
Anche nel caso della leucemia, i medici possono prescrivere la radioterapia per preparare il sistema immunitario di chi riceverà un trapianto di midollo. I raggi infatti servono a prevenire il rigetto del midollo del donatore e a eliminare le cellule neoplastiche che rimangono anche dopo il trattamento chemioterapico.
In genere, però, i pazienti ricevono un'irradiazione corporea totale, subendo effetti tossici anche nei tessuti sani.
Nel 2005, Jeffrey Wong, professore e direttore del dipartimento di Radioterapia al City of Hope National Medical Center di Duarte, in California, e primo autore dello studio, ha proposto di irradiare in maniera specifica il midollo osseo. La tecnica è utilizzata in pochissimi centri italiani perché richiede macchinari di ultima generazione e team con formazione specifica.
Nell'articolo, gli esperti - fra cui gli italiani Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia di Humanitas e docente di Humanitas University, Pietro Mancosu, fisico di Humanitas e Andrea Filippi, direttore della Radioterapia del Policlinico San Matteo di Pavia e professore dell'Università di Pavia - ne promuovono un utilizzo più diffuso.
L'uso dell'irradiazione totale del midollo sarebbe fondamentale soprattutto nel nostro paese, dove la leucemia acuta colpisce in prevalenza soggetti con oltre 65 anni che assumono farmaci per altre patologie. La tecnica consentirebbe di alleggerire il trattamento radioterapico, rendendo il decorso della malattia più tollerabile e aumentando così anche le probabilità di sopravvivenza.

15/12/2020 Andrea Sperelli


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