I videogame non istigano alla violenza

Non ci sono prove di una maggiore aggressività nella vita reale

L'aggressività e la violenza di alcuni videogame sembrerebbero restare confinati nella realtà virtuale, senza avere echi in quella reale. Lo dimostra uno studio dell'Università di Londra pubblicato sul Journal of Economic Behavior & Organization da un team guidato da Agne Suziedelyte.
Lo studio ha separato i comportamenti violenti contro altre persone da quelli contro oggetti o proprietà, prendendo in considerazione bambini e ragazzi di età compresa fra 8 e 18 anni.
Non sono emerse prove sul presunto legame fra sessioni di gioco e violenza contro altre persone. Secondo i genitori dei ragazzi presi in esame, però, c'erano più probabilità che i figli manifestassero comportamenti distruttivi nei confronti di oggetti dopo aver giocato a videogame violenti.
"I videogiochi possono contribuire ad aumentare il livello di agitazione e gli stimoli dei bambini - sostiene Suziedelyte - ma questo non si traduce in un'inclinazione alla violenza contro altre persone. È pertanto improbabile che le politiche di restrizione della vendita dei videogiochi ai minori possano portare a una riduzione dei tassi di violenza".

05/11/2021 15:57:00 Andrea Sperelli


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