La modalità notte degli smartphone non migliora il sonno

La regolazione dei colori sul display non offre risultati apprezzabili

Impostare la modalità notturna sugli smartphone non servirebbe a niente. Lo dice una ricerca della Brigham Young University pubblicata su Sleep Health. L'opzione, ormai presente su tutti gli smartphone, agisce sui colori del display, virando verso gradazioni più calde per favorire il rilassamento e ridurre l'affaticamento visivo legato all'emissione di luce blu, noto fattore di disturbo del sonno. Ciononostante, i risultati non sembrano mostrare grandi miglioramenti.
Allo studio hanno partecipato 167 adulti fra i 18 e i 24 anni che utilizzavano ogni giorno gli smartphone. I ricercatori hanno chiesto loro di trascorrere almeno 8 ore a letto e indossare un accelerometro al polso per registrare l'attività notturna legata al riposo.
Negli smartphone era stata installata un'app per monitorare l'utilizzo del telefono. I soggetti sono stati divisi in tre categorie: quelli che usavano lo smartphone di notte con la modalità notturna attivata, quelli che lo usavano senza e quelli che non usavano per nulla il telefono prima di andare a letto.
Fra i primi due gruppi non è emersa alcuna differenza in termini di qualità e durata del sonno. La qualità del sonno era invece significativamente migliore nel gruppo di chi non usava il telefono prima di dormire.
È evidente quindi che il vero discrimine in tema di qualità del sonno sia nell'uso o meno dello smartphone prima di dormire e non nell'attivazione o meno della modalità notturna.

28/04/2021 12:21:00 Andrea Sperelli


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