Nuove linee guida per le cure palliative in neurologia

Attenzione massima per ogni fascia d'età

Sono disponibili nuove linee guida sulle cure palliative per i pazienti colpiti da ictus, demenza, morbo di Parkinson e altri disturbi neurologici. Le ha pubblicate l'American Anademy of Neurology sulla rivista Neurology.
Lynne Taylor, coordinatrice del documento e ricercatrice per la University of Washington, spiega: «Le cure palliative includono molto più dei servizi di hospice».
Nel nuovo documento ha trovato spazio una guida alle cure palliative per diversi disturbi neurologici nel corso della vita, a partire dai neonati.
Nel caso dei bambini più grandi, le decisioni vanno prese tenendo in considerazione una serie di elementi: le capacità cognitive del bambino, il livello di sofferenza, la diagnosi, la comprensione della prognosi da parte dei familiari.
Quando i trattamenti diventano inutili, i medici devono spiegare le ragioni che li spingono a non offrire altre opzioni, cercando di preservare al massimo la qualità di vita del bambino. Gli hospice, che forniscono cure mediche incentrate sul comfort e supporto psicosociale e spirituale, sono riservati ai pazienti che si ritiene siano negli ultimi sei mesi della loro vita.
Un caso particolare è quello delle malattie segnate da un disturbo della coscienza, che rende più complicata la diagnosi e le previsioni sullo sviluppo della malattia. Nei pazienti con stato di paralisi irreversibile spesso con paralisi respiratoria e vocale, la coscienza può variare da uno stato cronico di minima coscienza a cognizione intatta.
Per il morbo di Parkinson, i neurologi devono puntare ad anticipare la comparsa dei sintomi, affrontare il disagio psicosociale e spirituale e il carico del caregiver.
Per i pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e disturbi correlati, i medici dovrebbero mirare a documentare gli obiettivi e le preferenze di trattamento prima di estrema debolezza e afonia.
In ogni caso, i pazienti in grado di comprendere hanno il diritto di rifiutare le terapie atte a prolungarne la vita. In caso di obiezione di tipo morale, i medici devono obbligatoriamente trasferire la cura del paziente a un altro collega.

Neurology

18/03/2022 17:30:00 Andrea Sperelli


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