Epilessia, la chirurgia migliora la connettività cerebrale

Diventa simile a quella delle persone sane

L'intervento chirurgico in caso di epilessia sembra consentire un miglioramento evidente della connettività cerebrale, portandola quasi al livello delle persone sane.
Lo dimostra uno studio pubblicato su Neurosurgery da un team della Vanderbilt University.
«Le reti cerebrali coinvolte nello studio sono importanti per mantenere il cervello sveglio e vigile», afferma l'autore senior Dario Englot.
Lo studio dimostra il miglioramento della rete cerebrale dopo intervento chirurgico su 15 persone con epilessia del lobo temporale messe a confronto con altre 15 persone sane.
La ripetitività degli attacchi epilettici porta nel tempo a un degrado della rete cerebrale spesso correlato con deficit cognitivi.
«I nostri nuovi risultati mostrano che alcune attività del network cerebrale possono migliorare se gli attacchi epilettici si interrompono», spiega Englot.
Uno studio precedente aveva dimostrato che gli attacchi cronici possono influenzare le connessioni in regioni cerebrali distanti, il che potrebbe spiegare i problemi cognitivi presenti negli epilettici, come difficoltà di attenzione e concentrazione.
In molti casi, le persone epilettiche possono soffrire di convulsioni anche con l'assunzione di farmaci. Una condizione invalidante che riduce di molto la qualità di vita dei soggetti colpiti.
«Ad oggi, la chirurgia resta ancora un trattamento poco utilizzato e bisognerà capire se i pazienti che hanno recuperato la connettività cerebrale vedano un effettivo miglioramento nella loro cognizione e nella loro qualità di vita», concludono i ricercatori.

10/06/2019 17:10:00 Andrea Piccoli


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