Covid-19 danneggia il cuore senza infettarlo

Esaminato il danno nelle persone con sindrome da distress respiratorio

Anche senza infettarlo, il virus Sars-CoV-2 sembrerebbe danneggiare il cuore. A rivelare la sorprendente novità è uno studio pubblicato su Circulation da un team della Harvard Medical School di Boston.
La ricerca ha analizzato nello specifico il danno al cuore delle persone con sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) associata a Sars-CoV-2. L'infezione da Covid è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e Long Covid, e oltre il 50% delle persone infettate mostra infiammazione o danno al cuore.
Il dubbio finora riguardava la modalità con la quale il virus danneggiava il tessuto cardiaco, se direttamente per l'infezione o a causa dell'infiammazione provocata dalla risposta immunitaria del paziente.
I ricercatori si sono concentrati sulle cellule immunitarie note come macrofagi cardiaci, che normalmente svolgono un ruolo critico nel mantenere sano il tessuto ma possono diventare infiammatorie in risposta a lesioni come un infarto o un'insufficienza cardiaca.
Sono stati analizzati campioni di tessuto cardiaco di 21 pazienti deceduti per Ards associato a Sars-CoV-2, e sono stati messi a confronto con campioni di 33 pazienti morti per altre cause.
I ricercatori hanno anche infettato topi con Sars-CoV-2 per verificare cosa succede ai macrofagi dopo l'infezione. È così emerso che Sars-CoV-2 aumenta il numero totale di macrofagi cardiaci che, oltretutto, diventano infiammatori.
Nel momento in cui i macrofagi non riescono più a svolgere i loro compiti, fra cui il mantenimento del metabolismo del cuore e l'eliminazione di batteri dannosi o altri agenti estranei, allora finiscono per indebolire il cuore e il resto del corpo, spiega Matthias Nahrendorf, autore principale dello studio.
A rendere i macrofagi infiammatori non è quindi la presenza del virus nel corpo, ma la risposta immunitaria dell'organismo.

18/04/2024 10:40:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate