Gli ipertesi e i farmaci che aumentano la pressione

Quasi 1 paziente su 5 assume medicinali che peggiorano la situazione

Sono troppi gli ipertesi che assumono farmaci in grado di aumentare ulteriormente i valori pressori. Lo segnala uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine, secondo cui il fenomeno riguarderebbe almeno il 18% degli adulti con ipertensione negli Stati Uniti.
La maggior parte dei soggetti affetti da ipertensione non riesce a raggiungere gli obiettivi di pressione raccomandati, e l'uso di farmaci controproducenti potrebbe essere un fattore rilevante: «Date le tendenze nazionali di aumento della polifarmacia, l'uso di farmaci che aumentano la pressione sanguigna può contribuire a scarsi tassi di controllo della pressione e anche peggiorare la polifarmacia», scrivono i ricercatori.
Lo scopo dello studio era individuare la prevalenza dell'uso di farmaci che possono elevare la pressione e valutarne l'associazione con il controllo della pressione stessa e con l'uso di antipertensivi. Sono stati esaminati i dati di 5 cicli del sondaggio National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), relativi agli anni 2009-2018, per un totale di 27.599 adulti inclusi. Dall'analisi è emerso che il 14,2% dei partecipanti ha riportato l'uso di farmaci che possono causare pressione elevata.
I farmaci più prescritti erano antidepressivi, antinfiammatori non steroidei, steroidi ed estrogeni.
Fra chi assumeva antipertensivi, l'uso di farmaci che possono alzare la pressione si associava a maggiori probabilità di ipertensione non controllata. Il loro uso, inoltre, era associato a un maggior uso di antipertensivi, sia tra i soggetti con ipertensione controllata sia in quelli con ipertensione non controllata.
In molti casi esistono alternative terapeutiche ai farmaci che aumentano la pressione: «I nostri risultati indicano, quindi, un'importante opportunità per migliorare il controllo della pressione sanguigna ottimizzando i regimi terapeutici, un approccio che ha il potenziale di ridurre anche la polifarmacia e la complessità dei regimi terapeutici», scrivono i ricercatori, secondo i quali i medici dovrebbero eseguire con regolarità lo screening dei farmaci che possono causare pressione elevata e considerare la possibilità di non prescriverli, sostituirli o, se ciò non fosse possibile, ridurne il dosaggio o la durata di utilizzo.

28/03/2022 10:30:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate