Cos'è l'afasia e come si può curare

Problemi di comunicazione e limiti nell'elaborazione cognitiva

Afasia è il termine diventato improvvisamente comune dopo la notizia che l'attore Bruce Willis ne soffre da qualche tempo, tanto da indurlo ad abbandonare la carriera nel mondo del cinema.
Ma cos'è esattamente l'afasia? Si tratta di un disturbo del linguaggio che ha conseguenza anche a livello cognitivo. Chi è affetto da afasia non riesce a capire cosa gli viene detto e a produrre frasi di senso compiuto, di conseguenza il processo comunicativo si interrompe. Inoltre, non riesce a leggere, scrivere, a fare i calcoli, tutte funzioni connesse con quella del linguaggio.
Uno dei motivi più comuni che portano all'insorgenza del disturbo è l'ictus, anche se ci sono altre possibili cause, come spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione Logopedisti Italiani: "Le malattie che più frequentemente provocano afasia sono quelle vascolari e i traumi cranici, ma anche tumori, malattie infettive o altro possono colpire le aree del linguaggio”.
Delle 120.000 persone che ogni anno in Italia sono vittime di ictus, un terzo accusa disturbi del linguaggio in fase acuta e 15.000 ancora dopo un anno. Ciononostante, l'afasia rimane perlopiù una malattia poco nota: "Questo silenzio - spiega Rossetto - è in parte spiegabile se si pensa che gli afasici sono colpiti proprio nella loro capacità di esprimersi e non sanno raccontare cos'è la loro malattia. Le persone afasiche scompaiono perché non sono più in grado di interagire normalmente con i propri familiari, di reinserirsi nell'ambiente lavorativo. Spesso vengono esclusi o si auto-escludono dal proprio ambito sociale e rimangono isolate nella loro sofferenza".
Il lato positivo è che spesso, dopo i primi mesi, si assiste a un certo recupero spontaneo: "Numerosi studi sperimentali - prosegue Rossetto - hanno dimostrato che l'unico trattamento efficace, anche se molto raramente risolutivo, è il trattamento logopedico, purché sufficientemente protratto e intenso. Una ricerca condotta sui servizi di riabilitazione in Italia ha purtroppo messo in evidenza il fatto che molto raramente il servizio offerto risponde alle richieste di intensità e durata necessarie a ottenere un risultato significativo".

31/03/2022 15:32:00 Andrea Sperelli


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