Nuova combinazione per il cancro dell'esofago

Nivolumab e ipilimumab come trattamento di prima linea

È stato approvato nivolumab in associazione a ipilimumab per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con carcinoma a cellule squamose dell'esofago (OSCC), avanzato non resecabile, ricorrente o metastatico con espressione tumorale del PD-L1 ≥ 1%.
La decisione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di Fase 3 CheckMate -648, in cui il trattamento con nivolumab più ipilimumab ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale (OS) statisticamente significativo e clinicamente rilevante rispetto a chemioterapia a base di fluoropirimidina e platino, all'analisi ad interim predefinita. Il profilo di sicurezza di nivolumab più ipilimumab era in linea con gli studi riportati in precedenza.
“Nivolumab più ipilimumab è una delle due terapie di associazione a base di nivolumab appena approvate nell'Unione Europea, che mostra un beneficio di sopravvivenza superiore alla chemioterapia da sola in questo gruppo di pazienti,” afferma Ian M. Waxman, M.D., responsabile sviluppo, tumori gastrointestinali, Bristol Myers Squibb. “Il carcinoma a cellule squamose dell'esofago è un tumore molto aggressivo e, con la progressione della malattia, diventa sempre più difficile da trattare. La possibilità di utilizzare nivolumab più ipilimumab in prima linea in questi pazienti in fase avanzata può risultare utile per migliorare la loro sopravvivenza rispetto alla chemioterapia da sola”.
L'approvazione della Commissione Europea permette di utilizzare nivolumab più ipilimumab per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con carcinoma a cellule squamose dell'esofago, avanzato non resecabile, ricorrente o metastatico, con espressione tumorale del PD-L1 ≥ 1% nei 27 Stati membri dell'Unione Europea, in Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
La Commissione Europea ha inoltre approvato nivolumab in associazione a chemioterapia di combinazione a base di fluoropirimidina e platino per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con carcinoma a cellule squamose dell'esofago, avanzato non resecabile, ricorrente o metastatico, con espressione tumorale del PD-L1 ≥ 1%.

Risultati di efficacia e sicurezza dello studio CheckMate -648

I risultati dello studio CheckMate -648 comprendono:

Sopravvivenza globale (OS) nei partecipanti con espressione tumorale del PD-L1 ≥ 1%. (endpoint primario): la OS mediana era di 13,70 mesi (95% Intervallo di Confidenza [CI]: 11,24; 17,02 per nivolumab più ipilimumab rispetto a 9,07 mesi (95% CI: 7,69; 9,95) per la chemioterapia (Hazard Ratio [HR] = 0,64; 98,6% CI: 0,46 ; 0,90; p=0,0010).
Sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei partecipanti con espressione tumorale del PD-L1 ≥ 1%. (endpoint primario): PFS mediana era di 4,04 mesi (95% CI: 2,40; 4,93) per nivolumab più ipilimumab rispetto a 4,44 mesi (95% CI: 2,89 ; 5,82) per la chemioterapia (HR = 1,02; 98,5% CI: 0,73 ; 1,43; p=0,8958).
Tasso complessivo di risposta (ORR) (endpoint secondario): ORR era 35,4% (95% CI: 28,0; 43,4) per nivolumab più ipilimumab rispetto a 19,7% (95% CI: 13,8 ; 26,8) per la chemioterapia.
Sicurezza (sulla base dei dati aggregati in diversi tipi di tumore): l'incidenza di reazioni avverse di Grado 3-5 è stata del 62% per nivolumab in associazione a ipilimumab e del 52% per la chemioterapia da sola, con l'1,0% di reazioni avverse fatali attribuite a nivolumab più ipilimumab, inclusa polmonite. La durata mediana della terapia è stata di 3,79 mesi (95% CI: 3,52 ; 4,60) per nivolumab in associazione a ipilimumab e 3,48 mesi (95% CI: 3,45 ; 3,48) per la chemioterapia.

Lo studio CheckMate -648

CheckMate -648 è uno studio randomizzato di Fase 3 per la valutazione di nivolumab più ipilimumab (N=325) o nivolumab con fluorouracile e cisplatino (N=321) rispetto a fluorouracile più cisplatino (N=324) nei pazienti con carcinoma a cellule squamose dell'esofago, precedentemente non trattato, non resecabile avanzato, ricorrente o metastatico.
Gli endpoint primari dello studio sono la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) secondo una revisione centrale indipendente in cieco (BICR) in pazienti con espressione tumorale del PD-L1 ≥1% per entrambe le associazioni a base di nivolumab rispetto a chemioterapia. Gli endpoint secondari dello studio comprendono la OS e la PFS secondo una revisione centrale indipendente in cieco in tutta la popolazione randomizzata.
Nel braccio con nivolumab e chemioterapia i pazienti sono stati trattati con nivolumab 240 mg ogni 2 settimane nei giorni 1 e 15, fluorouracile 800 mg/m²/die nei giorni da 1 a 5 (per 5 giorni), e cisplatino 80 mg/m² il giorno 1 (di un ciclo di quattro settimane). I pazienti hanno ricevuto nivolumab fino ad un massimo di 24 mesi o fino a progressione di malattia, tossicità inaccettabile o revoca del consenso.

Nel braccio con nivolumab e ipilimumab i pazienti sono stati trattati con nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane e ipilimumab 1 mg/kg ogni 6 settimane fino a un massimo di 24 mesi o fino a progressione di malattia, tossicità inaccettabile o revoca del consenso.

Il carcinoma dell'esofago

Il carcinoma dell'esofago è il settimo tumore più comune e la sesta causa di morte per cancro a livello mondiale, con circa 600.000 nuovi casi e più di 540.000 morti nel 2020. I due tipi più comuni di carcinoma dell'esofago sono il carcinoma a cellule squamose e l'adenocarcinoma, che rappresentano circa l'85% e il 15% di tutti i carcinomi esofagei, rispettivamente, anche se l'istologia tumorale esofagea può variare a seconda della regione e del Paese. Il carcinoma a cellule squamose costituisce circa il 60% dei casi di carcinoma esofageo in Europa.

14/04/2022 12:10:00 Andrea Sperelli


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