Malaria, la resistenza ai farmaci non si diffonde

Il parassita può sviluppare resistenza ma non diffonderla

Una buona notizia per i tanti medici e ricercatori che combattono contro la malaria. Secondo uno studio dell'Università di Melbourne, il parassita responsabile della malaria non avrebbe la capacità di diffondere la resistenza ai farmaci.
La ricerca, pubblicata su Science, dimostra che il parassita può sviluppare una resistenza nei confronti del farmaco atovaquone, ma per farlo deve operare un'alterazione tale da compromettere il proprio ciclo vitale.
Gli scienziati hanno esaminato l'intero ciclo di vita del parassita della malaria sia negli animali che nelle zanzare, riconfermando la sua propensione allo sviluppo della resistenza. Tuttavia, l'alterazione necessaria a sviluppare la resistenza modifica anche il modo in cui il parassita vive in un'altra specie. In altre parole, sviluppando resistenza all'interno di un topo, il parassita non può replicarla all'interno di una zanzara, escludendo così la possibilità di una diffusione del fenomeno.
I medici australiani hanno operato 44 tentativi di diffondere il parassita resistente da un topo a un altro attraverso 750 punture di zanzara. Il fenomeno si è verificato solo una volta, e per di più la resistenza non è stata in grado di diffondersi ulteriormente.
Geoff McFadden, autore dello studio, spiega: «Lo sviluppo di resistenza ai farmaci non può essere un grosso problema, se la resistenza non può diffondersi. Questo significa che il farmaco atovaquone potrebbe essere utilizzato più ampiamente per il controllo della malaria».
Lo studio peraltro ha mostrato ai ricercatori la natura della mutazione genetica all'origine del fenomeno della resistenza, il che potrebbe consentire lo sviluppo di nuovi e più specifici farmaci.

19/04/2016 11:10:00 Andrea Piccoli


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