Demenza, la rigidità aortica è un fattore di rischio

Rischi maggiori per chi mostra rigidità della parete dell'aorta

La rigidità della parete dell'aorta e la pressione del polso sono due elementi potenzialmente connessi con un rischio maggiore di demenza. Lo evidenzia uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team del Vassar College di Poughkeepsie guidato da Leroy Cooper.
La ricerca ha preso in considerazione 257 adulti dello studio Framingham Third Generation con un'età media di 54 anni e appartenenti all'etnia europea occidentale.
È così emerso che a misurazioni più alte di rigidità dell'aorta e della pressione del polso corrispondeva un maggior carico di tau a livello di corteccia entorinale e rinale, soprattutto tra gli adulti di età pari o superiore a 60 anni.
L'associazione è rimasta significativa anche dopo aver aggiustato i risultati rispetto alla proteina beta-amiloide; lo studio non ha invece rilevato associazioni fra beta-amiloide e rigidità dell'aorta e pressione del polso.
“Questi risultati suggeriscono che una emodinamica vascolare anomala può contribuire a un maggior carico di tau nelle regioni del cervello più vulnerabili alla deposizione precoce della proteina”, hanno scritto gli autori, secondo i quali “la rigidità dell'aorta è potenzialmente modificabile, quindi potrebbe essere un obiettivo indipendente per la prevenzione di patologie correlate alla proteina tau. Il nostro studio fornisce un'ulteriore prova che la disfunzione arteriosa a monte può contribuire a tossicità neuronale associata a un aumento dei depositi di tau”.

21/06/2022 11:22:00 Andrea Sperelli


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