La carne rossa aumenta il rischio di cancro all'esofago

Nesso evidente fra il consumo dell'alimento e l'insorgenza della patologia

Sono davvero tanti gli studi sugli effetti che la carne produce nell'organismo. Una nuova ricerca sottolinea il rischio maggiore di insorgenza del cancro esofageo in quelle persone che mangiano la carne in quantità elevate.
In particolare, per chi predilige carne rossa il rischio maggiore sarà legato all'insorgenza di un cancro esofageo a cellule squamose, mentre per chi preferisce le carni lavorate è più probabile lo sviluppo di un adenocarcinoma.
Al contrario, il consumo di pesce abbassa di molto il rischio, secondo quanto sostiene una metanalisi pubblicata su Nutrition Reviews da un gruppo di scienziati iraniani. La prof.ssa Maryam Salehi, della Scuola di medicina dell'Università di Mashhad, in Iran, spiega: “il cancro dell'esofago è l'ottavo tumore maligno più comune al mondo e il sesto per mortalità. Ma nonostante i miglioramenti del trattamento, la diagnosi precoce è difficile e il tasso di sopravvivenza a un anno rimane basso, poco sopra il 10 per cento. La carne rossa contiene molto più ferro emoglobinico della carne bianca, e questo può irritare il rivestimento epiteliale del tratto digestivo causando alla lunga un danno cellulare. Inoltre, la cottura ad alte temperature contribuisce alla formazione di cancerogeni, come le ammine eterocicliche mutagene e gli idrocarburi policiclici aromatici”.
Il gruppo di ricercatori iraniani ha studiato le varie ricerche pubblicate sull'argomento, stabilendo un'associazione fra il consumo di carne totale e rischio tumorale, andando poi nello specifico dei diversi tipi: carne rossa, lavorata, bianca, pollame e pesce.
“Sono stati selezionati quattro trial di coorte e 31 studi caso-controllo”, spiega Salehi. “Questa metanalisi apre la strada a ulteriori studi prospettici, necessari per approfondire l'associazione tra consumo di vari tipi di carne e pesce e rischio di neoplasia esofagea”.

Andrea Sperelli


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