Il defibrillatore impiantabile può causare depressione

La possibilità dello shock elettrico può influire sulle condizioni psicologiche

Salva la vita, ma può provocare ansia e depressione. È il defibrillatore impiantabile, uno strumento tecnologico che consente la cardioversione, sebbene possa causare anche ansia e depressione nel soggetto.
Lo dice una ricerca dell'Ospedale Universitario di Odense presentata nel corso del congresso scientifico della Società Europea di Cardiologia (Esc) dalla dott.ssa Susanne Pedersen. Lo studio ha preso in esame i dati di oltre 1.000 pazienti che hanno avuto un defibrillatore impiantabile con funzione di cardioversione. I soggetti sono stati seguiti per 2 anni, compilando con regolarità un questionario su ansia, depressione e qualità della vita al basale e poi a 3, 6, 12 e 24 mesi.
I dati dimostrano che l'ansia ha riguardato il 14,5% dei casi, mentre l'11,3% ha sviluppato un quadro depressivo. I numeri sembrano suggerire che gli anziani rischiano meno questo effetto collaterale dell'impianto.
La dott.ssa Pedersen ipotizza l'uso di supporti digitali che consentano alle persone di rimanere in contatto e di essere informate per tenere sotto controllo il proprio malessere psicologico.
“Nelle situazioni di impianti salvavita, abbinare un supporto psicologico di presenza o a distanza è senz'altro utile”, spiega il co-presidente della Società Italiana di Psichiatria (Sip) Enrico Zanalda. “Il dato che deriva dallo studio mostra un incremento significativo dell'ansia e della depressione rispetto alla popolazione generale (disturbi d'ansia circa 8% e depressione 3-5%): pertanto possiamo considerare che divenire portatori di impianto sia un importante fattore di stress, anche positivo visto che non esserlo potrebbe voler dire morire. Comunque, l'attenzione agli aspetti psicologici dell'innovazione in medicina aumenta l'efficacia degli interventi e la qualità della vita dei pazienti. Per cui ben venga la sistematica proposta di supporto in questa categoria di pazienti che si sono avvicinati al rischio di una morte improvvisa”.

05/05/2021 17:00:00 Andrea Sperelli


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