La dieta vegetariana non è l'ideale per i bambini

Maggiori rischi di sottopeso nella fase di crescita

La dieta vegetariana è sempre più di moda in Occidente, anche fra i bambini. Il più delle volte i figli di genitori vegetariani vengono alimentati seguendo gli stessi principi, ma uno studio pubblicato su Pediatrics ammonisce gli adulti sui potenziali rischi connessi con questo tipo di alimentazione durante l'età pediatrica.
I ricercatori hanno esaminato bambini di età compresa fra 6 mesi e 8 anni correlando l'esclusione della carne dall'alimentazione con la crescita e lo stato nutrizionale. Uno dei parametri preso in considerazione era il Bmi, acronimo inglese che sta per indice di massa corporea.
Lo studio ha evidenziato un rischio più alto di basso peso nei bambini che seguivano una dieta vegetariana. All'interno del campione, 8.659 bambini erano non vegetariani e 248 vegetariani. In entrambi i gruppi è stata somministrata una supplementazione di vitamina D ai bambini.
La percentuale di supplementazione con ferro è invece risultata superiore nel gruppo dei bambini vegetariani.
I ricercatori concludono che è necessario farsi seguire da un pediatra nella scelta della corretta alimentazione del proprio bambino. C'è assoluto bisogno di un professionista per monitorare la crescita e lo sviluppo psicomotorio del piccolo, anche in relazione al tipo di apporto nutrizionale.
Ci sono tuttavia studi che sottolineano i benefici di una dieta a base di vegetali anche per i più piccoli. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics da un team della Cleveland Clinic coordinato dal pediatra Michael Macknin, la dieta vegetariana ridurrebbe il rischio di ipertensione e di malattie cardiovascolari nei più piccoli.
I ricercatori hanno analizzato per 4 settimane una dieta vegetariana, confrontandola con quella consigliata dall'American Heart Association, su un campione di 28 obesi fra i 9 e i 18 anni affetti da colesterolemia. La stessa dieta è stata proposta anche ai genitori.
«L'alimentazione vegana era a base di vegetali e cereali integrali, con avocado e noci, senza grassi o prodotti animali», spiega il ricercatore. I miglioramenti legati a questo tipo di alimentazione hanno riguardato nove parametri: indice di massa corporea, circonferenza a metà braccio, pressione arteriosa sistolica, colesterolo totale, lipoproteine a bassa intensità (Ldl) e insulinemia, oltre a due marcatori di cardiopatia, la mieloperossidasi e la proteina C-reattiva ad alta sensibilità.
«Viceversa, la dieta Aha consisteva in frutta, verdura, cereali integrali e non, poco sodio, basso contenuto di grassi, oli vegetali selezionati, carne magra e pesce con moderazione», precisa il pediatra. Nei bambini che hanno seguito questa dieta i miglioramenti hanno riguardato solo 4 parametri, ovvero l'indice di massa corporea, la circonferenza della vita, la circonferenza a metà braccio e la mieloperossidasi.
«Dato che il numero di bambini obesi con colesterolo alto continua a crescere, servono efficaci modifiche dello stile di vita per aiutarli a invertire i fattori di rischio per le malattie cardiache», spiega l'autore dell'articolo.
«Le malattie cardiovascolari iniziano nell'infanzia, e se siamo in grado di vedere miglioramenti significativi nell'arco di quattro settimane, possiamo immaginare il potenziale dell'alimentazione vegana a lungo termine in un'intera popolazione», conclude Macknin.

04/05/2022 14:35:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate