Cancro alla prostata, possibile un nuovo farmaco

Sperimentato su cani affetti dalla malattia

I cani sono gli unici animali a soffrire di cancro alla prostata. La stessa malattia rappresenta il tumore più diffuso fra gli uomini. I ricercatori dell'Università di Tokyo hanno allora condotto uno studio su una possibile nuova terapia per il carcinoma prostatico, sperimentandone gli effetti su cani affetti proprio da questa neoplasia.
I risultati, pubblicati sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer, mostrano l'efficacia dell'anticorpo monoclonale utilizzato, in grado di prolungare in maniera significativa la sopravvivenza dei cani malati con scarsi effetti collaterali.
«Il nostro intento era fare un passo in più nella comprensione di quei meccanismi che aiutano il cancro a eludere gli attacchi del nostro sistema immunitario — spiega Shingo Maeda, primo autore dello studio e patologo veterinario all'Università di Tokyo —. Nello specifico volevamo verificare il ruolo giocato da un tipo particolare di globuli bianchi (le cosiddette Tregs, cellule T regolatorie) nell'inibire la capacità delle nostre naturali difese di riconoscere, attaccare e distruggere le cellule cancerose».
Lo studio si è concentrato sull'azione della proteina FOXP3, che regola la produzione e l'azione dei Tregs. «La maggior parte degli studi in laboratorio avviene su campioni prelevati dai topi, i cui esiti sono però molto difficili da utilizzare poi nei passi successivi dei test che coinvolgono gli esseri umani perché i tumori in queste cavie sono molto differenti da quelli nelle persone — prosegue Maeda —. Invece la ghiandola prostatica dei cani ha molte similitudini con quella degli uomini e anche la neoplasia ha caratteristiche cliniche affini. A partire dal fatto che in entrambi i casi il carcinoma prostatico insorge in età avanzata».
Il cancro alla prostata colpisce nella maggior parte dei casi uomini con oltre 70 anni, e se diagnosticato nella fase iniziale è curabile nel 90% dei casi. Il farmaco sperimentato dai ricercatori giapponesi è studiato per contenere l'avanzata della malattia e delle sue metastasi attraverso il blocco dell'eccessiva circolazione di Tregs.

08/02/2022 16:23:00 Andrea Sperelli


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