Long Covid, il ruolo dei medici di famiglia

I sintomi e gli esami da suggerire

In un numero rilevante di persone gli effetti del nuovo coronavirus si prolungano per settimane e mesi nonostante la negativizzazione. Si parla di sindrome da Long Covid o Post Covid per definire questa condizione che riduce anche di molto la qualità di vita di chi ne è colpito.
È probabile che i sintomi a lungo avvertiti dai soggetti colpiti dalla sindrome siano dovuti a un'inconsueta attivazione della risposta immunitaria che finisce per coinvolgere gli organi.
La condizione è ormai così diffusa che vengono proposti veri e propri check up post Covid da alcuni istituti privati basati su esami specifici, ad esempio la pletismografia, il test del cammino e la DLCO (Diffusione alveolo capillare del monossido di carbonio). Tutti esami che tendono a valutare le condizioni dei polmoni, in primo luogo.
Aurelio Sessa, Presidente Regionale SIMG Lombardia, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie che nella prima fase del Covid tra i suoi assistiti ad
Arcisate (Varese) ha seguito molti casi di coronavirus e in particolare 30 casi di polmonite nella prima fase e 8 in questa seconda, spiega: «In letteratura, la prevalenza di pazienti con sintomi che si protraggono settimane e anche mesi dopo la risoluzione del quadro clinico o dopo la negativizzazione dei parametri è intorno al 10% e si manifestano anche in pazienti che hanno manifestato sintomi respiratori non importanti. Il più frequente che ho riscontrato è la perdita dell'olfatto e del gusto che spesso è l'unica presentazione del "post-Covid", è frequente e la sua durata varia da persona a persona, c'è chi a un anno di distanza non ha completamente recuperato ma si tratta di casi limitati e di un disturbo lieve, in lentissimo miglioramento. Sempre dalla letteratura ho espunto l'esistenza di terapie riabilitative, di "training olfattivo" (l'olfatto si recupera dopo il gusto) che viene effettuato attraverso ripetuti trattamenti di 20'-30' con essenze come rosa, eucalipto, chiodo di garofano, limone, per 12 settimane».
Possono manifestarsi a lungo anche altri sintomi, seppure con minor frequenza: dolori articolari, muscolari e cefalee.
«Tipici anche del post di sindromi virali più conosciute come l'influenza, che nel suo decorso da malattia respiratoria tende anch'essa a diventare sistemica, questi sintomi si trattano con antidolorifici comuni e rispondono bene», spiega Sessa. «La tosse secca che resta per settimane e colpisce molto di più le persone che hanno sviluppato l'infezione virale nelle basse vie respiratorie»; l'astenia cronica o sindrome da stanchezza cronica; la dispnea cronicizzata, «specie come esito di polmonite interstiziale; richiede specifica terapia riabilitativa respiratoria per recuperare il tessuto danneggiato dai focolai multipli della polmonite; i pazienti
dovrebbero intraprendere un'attività fisica leggera, esercitandosi inizialmente a soffiare nei device e nel fare ginnastica respiratoria, per poi a poco a poco tornare alla vita di tutti i giorni».
«Ci sono poi sintomi meno consueti - continua Sessa - quali il "defluvium capitis", perdita dei capelli reversibile in 2 mesi; il diabete post Covid, sindrome slatentizzata dall'uso di corticosteroidi nei pazienti dove sono stati utilizzati per una sintomatologia moderata/grave; e purtroppo anche disturbi cognitivi in anziani, spesso ospedalizzati, che accusano un decadimento più pronunciato dopo la malattia. Nei parenti di deceduti e talvolta in chi è uscito da una malattia grave
con ricovero si manifesta la sindrome post-traumatica da stress con ansia, depressione, insonnia».
Quali sono gli esami da fare? «La Tac ai polmoni in caso di polmoniti interstiziali ma non subito: i referti evidenziano alterazioni del parenchima anche a un mese dalla negativizzazione della sintomatologia e in presenza di quadri soggettivi di risoluzione, e non devono allarmare, i campi polmonari si puliscono dopo un po'; meglio a 3 mesi. Tra i marker di laboratorio, durante la malattia si alterano molto quelli infiammatori (Pcr, Ves) mentre i globuli bianchi caratteristicamente si alterano di poco o sono bassi in proporzione, a differenza della polmonite batterica in cui salgono a 20-30 mila per microlitro. Questi controlli si possono ripetere e sono gestibili dal medico di famiglia. Va detto - conclude Sessa - che il decorso del Long Covid è comunque di norma benigno, e che i casi persistenti sono più spesso collegati a pazienti con quadri clinici che sono stati impegnativi».

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