Covid, quali sono le reazioni ai vaccini

Elenco dei disturbi associati ai vari prodotti

Ogni vaccino presenta una serie di possibili effetti collaterali. Sul primo ad essere approvato e utilizzato contro Covid-19 - quello di Pfizer/BioNtech - l'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato un elenco molto accurato dei possibili disturbi che in alcuni casi sarebbe in grado di provocare.
In genere, si tratta di conseguenze di “entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra le reazioni avverse - prosegue la nota Aifa - figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000".
In rari casi, si possono verificare anche effetti collaterali gravi quali l'ingrossamento delle ghiandole linfatiche, comunque una patologia benigna che si risolve da sola. La reazione si è verificata più spesso dopo la seconda dose. Come ogni vaccino, poi, è possibile l'insorgenza subito dopo l'iniezione di una reazione anafilattica.
Per quanto riguarda Moderna, “gli effetti indesiderati più comuni sono stati dolore nel sito di iniezione (92%), affaticamento (70%), mal di testa (64,7%), dolori muscolari (61,5%), brividi (45,4%), nausea-vomito (23%), ingrossamento delle ghiandole linfatiche nello stesso braccio dell'iniezione (19,8%), febbre (15,5%), gonfiore (14,7%) e arrossamento (10%) nel sito di iniezione”.
Le reazioni hanno riguardato soprattutto la fascia d'età 18-65 anni, meno frequenti fra i più anziani.
Il vaccino di AstraZeneca è quello che ha destato le maggiori preoccupazioni, tanto che si è arrivati a una sospensione di 3 giorni per ulteriori accertamenti. Anche in questo caso, le reazioni avverse più comuni sono le solite: febbre, mal di testa, dolori muscolari o articolari. "Come per tutti i farmaci - si legge ancora sul sito dell'Aifa -, sono inoltre possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico. Per questo le vaccinazioni vengono eseguite in contesti sicuri da personale addestrato ed è previsto un periodo di osservazione di almeno 15 minuti dopo la vaccinazione. Un altro aspetto di cui si tiene conto è che, in seguito all'iniezione, si possono verificare anche reazioni di tipo ansioso con fenomeni vaso-vagali che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio, per cui il personale presta attenzione a evitare traumatismi da caduta".
La particolarità su cui stanno studiando i ricercatori riguarda una condizione rarissima emersa in una manciata di casi, ovvero coaguli di sangue diffusi e bassa conta piastrinica.
Questo raro disturbo della coagulazione sembra presentarsi in misura leggermente superiore al normale nelle persone vaccinate con AstraZeneca. Nella maggior parte dei casi si è verificato in donne con meno di 65 anni, forse per il fatto che molti paesi hanno utilizzato il vaccino all'inizio in popolazioni giovani e prioritarie come operatori sanitari e insegnanti, che in maggioranza sono donne.
Fra pochi giorni arriverà anche il vaccino prodotto da Johnson & Johnson, per il quale “la reazione avversa locale più comunemente segnalata è stata il dolore in sede di iniezione (48,6%). Le reazioni avverse sistemiche più comuni sono state cefalea (38,9%), stanchezza (38,2%), mialgia (33,2%) e nausea (14,2%). Piressia (definita come temperatura corporea ≥38,0°C) è stata osservata nel 9% dei partecipanti”.
Gli effetti - in questo caso documentati in fase di sperimentazione - si sono manifestati entro uno o due giorni dall'iniezione con severità da lieve a moderata.

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