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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 16:23:09, in Lettera E, visto n. 734 volte)
Sinonimo di clisma e di clistere. Introduzione nel retto-colon di mezzi di contrasto per lo studio radiologico del grosso intestino. Si parla di clisma opaco quando viene somministrata una sostanza opaca ai raggi X (in genere solfato di bario in soluzione acquosa), con lo scopo di dimostrare in modo grossolano la presenza di lesioni malformative, diverticolari o neoplastiche. Il clisma a doppio mezzo di contrasto è basato sull'introduzione di aria associata al solfato di bario, che consente una valutazione molto più precisa di tutto l'intestino crasso; viene preferito nella diagnosi di colite ulcerosa, malattia di Crohn del colon, colite ischemica, diverticolosi, polipi e tumori del colon-retto.
 
Di dr.psico (del 21/07/2007 @ 17:20:24, in Lettera E, visto n. 2681 volte)
L'enfisema è una patologia che interessa i polmoni, caratterizzata dalla dilatazione degli spazi aerei a valle dei bronchioli terminali, la distruzione delle loro pareti, l'assenza di evidente fibrosi. Si possono distinguere 4 tipi di enfisema: centroacinoso, panacinoso, parasettale e irregolare. La genesi delle due forme principali di enfisema (centroacinoso e panacinoso) non è ancora ben chiara ma l'ipotesi più accreditata sembra essere il meccanismo proteasi-antiproteasi. In base a questa teoria, la distruzione delle pareti degli alveoli sarebbe il risultato di uno squilibrio a livello polmonare tra il sistema di proteasi (in particolare l'elastasi) e quello delle antiproteasi. Se vi sono bassi livelli di alfa1-antitripsina e se i neutrofili sono presenti in numero aumentato (in seguito ad infezioni, fumo di sigaretta, inalazione di inquinanti ambientali) il processo di distruzione del tessuto elastico diventa inarrestabile e si instaura l'enfisema. Di solito il primo sintomo è la dispnea, che inizia in modo insidioso, ma progressivo. In alcuni pazienti, il disturbo principale è la tosse o il respiro sibilante, interpretati come asma. Frequente è la perdita di peso, a volte così grave da far pensare alla presenza di una neoplasia maligna nascosta. L'unico indizio sicuro e presente in maniera costante è un rallentamento dell'espirazione forzata. Il fumo riveste un ruolo fondamentale nell'insorgere dell'enfisema e se il paziente non smette di fumare, la sua speranza di vita dalla comparsa dei sintomi non supera i dieci anni.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 16:51:25, in Lettera E, visto n. 801 volte)
Condizione in cui il bulbo oculare è situato in modo anomalo nell'orbita in posizione più profonda di quanto non lo sia in condizioni normali, per cui la distanza tra vertice della cornea e contorno orbitario risulta essere inferiore ai 10 mm. Comporta anche ptosi palpebrale superiore e restringimento della rima palpebrale. Può provocare diplopia. È un sintomo riscontrabile in affezioni diverse (paralisi del simpatico cervicale, gravi stati febbrili). Le cause dipendono sia da fattori esterni come lesioni violente in seguito ad eventi traumatici ma anche da fattori interni come anomalie in seguito allo sviluppo della persona.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:00:12, in Lettera E, visto n. 954 volte)
Antibiotico appartenente al gruppo dei chinolonici indicato prevalentemente per le infezioni delle vie urinarie. Come tutti i chinoloni agisce interrompendo la replicazione delle molecole dell'acido deossiribonucleico nei batteri. Fra gli effetti collaterali sono contemplati tachipnea, convulsioni, episodi di emorragie.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:08:10, in Lettera E, visto n. 741 volte)
Anticoagulante analogo dell'eparina, che può essere utilizzato per via sottocutanea in monodose giornaliera. Viene impiegato nella terapia delle malattie tromboemboliche e nella profilassi dell'embolia polmonare negli interventi ortopedici. Controindicata invece in presenza di eventi emorragici, non deve essere associata ad aspirina e FANS.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:11:04, in Lettera E, visto n. 928 volte)
Protozoo che genera l'amebiasi. È caratterizzato dall'assenza di rivestimenti e dalla capacità di emettere pseudopodi, che gli consentono di muoversi in ogni direzione (movimenti ameboidi) e di cibarsi.L'infezione viene contratta per via diretta (contagio inter-umano) o indiretta (acque o cibi contaminati), lo stadio infettivo è comunque sempre provocato dalla cisti protozoica. A livello dell'ileo distale inizia l'excistamento, i trofozoiti si moltiplicano e invadono le mucose causando ulcerazioni, emorragie e disturbi funzionali. Possono giungere nel torrente circolatorio e da qui arrivare a livello epatico e polmonare.I trofozoiti sono una forma estremamente mobile grazie agli pseudopodi di cui sono forniti. Sono in grado di accrescersi e di moltiplicarsi e si nutrono dei tessuti con i quali vengono in contatto. Nei tessuti umani può trovarsi sempre e solo il trofozoite.Solo nell'intestino, e soprattutto nell'ultimo tratto del colon, il trofozoite si libera di tutte le sostanze ingerite, passando ad uno stadio precistico e successivamente cistico. In questa fase il protozoo è circondato da una membrana sottile. Il nucleo viene suddiviso in due e quindi ulteriormente in due, arrivando così ad avere quattro nuclei. Questa cisti rappresenta lo stadio con cui il protozoo penetra in altri organismi tramite l'ingestione di alimenti contaminati. Una volta ingerite e giunte nell'intestino, le cisti si rompono ed emettono il protoplasma (stadio di metacisti). Il protoplasma si suddivide in quattro parti, una per ogni nucleo, dando origine ai trofozoiti metacistici. Attraverso l'azione dei loro enzimi, scavano piccole cavità nello spessore della mucosa intestinale, dove sono localizzati. I principali sintomi sono dissenteria amebica, che può essere assocata a manifestazioni infiammatorie quali la rettocolite ulcerosa e l'epatite colliquativa amebica.
 
Di riccardo (del 14/03/2014 @ 17:28:15, in Lettera E, visto n. 655 volte)
Asportazione chirurgica di un tratto di lunghezza variabile dell'intestino tenue.
 
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