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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 18:05:40, in Lettera E, visto n. 733 volte)
Foglietto viscerale del pericardio sieroso. Ha stretti rapporti con la parte esterna del miocardio, tanto che alcuni processi morbosi del pericardio posso essere trasmessi ad esso. Ad esempio, ci sono segni elettrocardiografici di sofferenza miocardica subepicardica in corso di pericardite, e segni ecocardiografici di alterazioni strutturale nella compagine muscolare miocardica. L’infarto del miocardio, soprattutto se sub-epicardico, genera sempre una reazione dell’epicardio, sia precoce che tardiva. Una pericardite con intensa flogosi fibrinosa all’interno della cavità pericardica inibisce inoltre una buona cinesi ventricolare, a causa di aderenze epicardio-miocardiche.
 
Di Dr.ssa Maglioni (del 03/01/2011 @ 16:54:59, in Lettera E, visto n. 1275 volte)
Infiammazione dei tendini dell'avambraccio al loro punto di inserzione sull'epicondilo (estremo distale dell'omero). Viene detta inserzionale perché interessa appunto l’inserzione dei muscoli sull'osso. Questi muscoli, estensori dell’avambraccio, consentono il sollevamento della mano e del polso e il piegamento all’indietro delle dita. A seconda dei muscoli interessati, poi, si parla di epicondilite laterale, mediale o posteriore. È dovuta ad azione meccanica (movimenti eccessivamente ripetuti o effettuati con troppa intensità), è frequente in coloro che giocano intensamente a tennis, per questo spesso anche chiamata “gomito del tennista”. Spesso la radiografia delle parti interessate è negativa; talora si osservano microcalcificazioni. La terapia si basa sul riposo del braccio interessato, sull'applicazione locale di ghiaccio o impacchi freddi, sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori, o su infiltrazioni locali con cortisonici. Utile anche la fisioterapia e l'uso di tutori ortopedici. Un trattamento medico e fisioterapico ben condotto è in grado di risolvere nel 90% dei casi la situazione dolorosa. Accanto a terapie fisiche antalgiche, tipo laser, ultrasuoni, ipertermia, un’opzione relativamente recente è la terapia del dolore che riguarda il trattamento con cicli di onde d’urto extra-corporee a bassa energia (ESWT). Nei casi che non traggono beneficio da questi trattamenti si rende necessario l'intervento chirurgico, eseguibile anche in artroscopia, con lo scopo di asportare il tessuto tendineo degenerato, o di sezionare i muscoli coinvolti.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 18:20:13, in Lettera E, visto n. 646 volte)
Tuberosità presente sull'estremità distale dell'omero e del femore.
 
Di riccardo (del 17/03/2014 @ 18:15:07, in Lettera E, visto n. 693 volte)
attraverso le fibre nervose cutanee, anche le più lievi variazioni degli stimoli tattili o termici, localizzati a livello cutaneo. Tutte le nostre sensazioni presentano due componenti principali: quella protopatica, piena di elementi emozionali, prevalente nelle stimolazioni dolorose; quella epicritica, più finemente discriminativa, che prevale nelle stimolazioni tattili.
 
Di riccardo (del 26/03/2014 @ 15:48:28, in Lettera E, visto n. 713 volte)
Insorgenza improvvisa e simultanea di molti casi della stessa malattia infettiva (per esempio, tifo, colera, meningite ecc.), in un arco di tempo limitato, con diffusione su larga scala e susseguente più o meno rapido scemare della forma morbosa. Lo studio delle epidemìe studia ed analizza le modalità di insorgenza delle malattie infettive, come si manifestano, si propagano o permangono in una collettività e le condizioni che favoriscono la loro insorgenza e la diffusione. L'indagine si avvale della microbiologia e della statistica che mettono a disposizione alcuni indici indispensabili come la mortalità, la morbosità, la morbilità, la letalità ecc. L'attecchimento di un'infezione e l'insorgenza di una malattia infettiva vengono influenzati dalla necessaria presenza dell'agente patogeno, dalla particolare recettività del soggetto o della specie e dalle condizioni che appartengono all'ambiente fisico e sociale. Pertanto è molto importante individuare le sorgenti di infezione, conoscere le vie di eliminazione e di intrusione dei germi e le modalità con cui viene trasmessa: si possono così mettere in atto quelle razionali opere di prevenzione che in molte parti del mondo hanno già portato alla diminuzione e talvolta alla scomparsa di alcune fra quelle che un tempo erano considerate inevitabili calamità collettive.
 
Di dr.rogato (del 30/09/2007 @ 12:18:04, in Lettera E, visto n. 1372 volte)
L'epidermide è lo strato più esterno della cute. E' di derivazione ectodermica e ha lo scopo di proteggere l'organismo dagli agenti esterni. Le cellule si distribuiscono in 4 strati: strato corneo, granuloso, spinoso (o malpighiano), basale. Lo strato corneo è il più esterno ed è costituito da cellule con elevato turnover (28 giorni) corneificate. A livello della pianta dei piedi e del palmo delle mani questo strato è più spesso (ipercheratosico) ed ha lo scopo di proteggere maggiormente queste zone. Lo strato granuloso è costituito da cellule in una fase intermedia di corneificazione, in cui il nucleo è addensato a granuli. Lo strato sponoso è caratterizzato da cellule con propagini definite spine. Infine lo strato basale è costituito da cellule immature. Tra le cellule dello strato basale si trovano i melanociti, cellule ramificate che iniettano con i loro prolungamenti melanina (pigmento scuro) nelle cellule circostanti, fornendo così la tipica colorazione alla cute. Dopo l'esposizione solare queste cellule proliferano e sono iperattive (abbronzatura).
 
Di riccardo (del 26/03/2014 @ 15:53:41, in Lettera E, visto n. 2417 volte)
Detta anche Tigna (o tinea), è una micosi cutanea superficiale provocata da dermatofiti (generi Trichophyton, Microsporum, Epidermophyton). Vengono distinte: tigna del pelo (tinea capitis, tinea barbae); tigna delle parti glabre (tinea corporis, tinea cruris, tinea pedis o piede d'atleta); tigna delle unghie, od onicomicosi. Le tigne del pelo che interessano il cuoio capelluto (tinea capitis) possono essere suddivise in favose, microsporiche e tricofitiche, in base al tipo di micete responsabile. La tigna microsporica, causata da Microsporum canis o Microsporum audouini, colpisce i bambini (fino a 10 anni d'età) attraverso contagio diretto o indiretto perlopiù da animali infetti (gatti, cani ecc.). Insorge con una o più chiazze tondeggianti delimitate, del diametro di circa 5-6 cm, ricoperte da squame bianco-grigiastre, con capelli spezzati e fragili. La malattia, anche se non curata, evolve spontaneamente e senza esiti cicatriziali con la pubertà. La tigna tricofitica, dovuta a varie specie di Trichophyton, viene anch'essa trasmessa attraverso contagio interumano o da animali domestici, e interessa bambini in età scolare; sul cuoio capelluto si riscontrano piccole e numerose chiazze tondeggianti finemente desquamanti, dai margini netti, con i capelli parassitati che risultano troncati poco al disopra del punto di emergenza; guarisce spontaneamente senza esiti alla pubertà, ma se viene complicata da fenomeni infiammatori può lasciare cicatrici alopeciche permanenti. La tigna favosa, sostenuta da Trichophyton schoenleini è rara in Italia e si manifesta con ammassi miceliari fungini (scutuli) localizzati alla base dei capelli, che si presentano radi, opachi, pulverulenti. Lo scutulo hpresenta una forma discoidale, dal colore giallo zolfo, e un caratteristico odore di orina di topo. La malattia guarisce lasciando esiti cicatriziali e aree senza capelli. La tinea corporis che interessa le parti glabre del corpo è provocata da numerose specie di dermatofiti, generalmente di provenienza animale. Le lesioni sono di solito multiple, asimmetriche e shanno l'aspetto di chiazze eritemato-desquamative tondeggianti, con limiti netti, e tendenza ad assumere un aspetto figurato per la diffusione centrifuga e la risoluzione nella zona al centro della lesione. A livello delle pieghe inguinali (tinea cruris o epidermofizia inguino-crurale) la lesione eritemato-squamosa è in genere bilaterale, simmetrica, con origine sul fondo della piega ed stesa in direzione della faccia interna della coscia. La tinea pedis è una micosi del piede molto diffusa, più frequente negli adulti e durante la stagione estiva, per la maggiore sudorazione e macerazione, fattori favoriscono l'attecchimento dei miceti. Il contagio avviene generalmente in ambienti come palestre, piscine, docce, direttamente o per via mediata. Insorge con desquamazione e macerazione sulla faccia laterale delle dita e sul fondo degli spazi interdigitali dei piedi; olitamente vengono colpiti il terzo e il quarto spazio. In seguito possono presentarsi lesioni eritemato-vescicolose e ragadiformi, e il quadro può arrivare fino al dorso e alla pianta del piede. La diagnosi delle tigne comporta la ricerca microscopica del parassita nei peli e nelle squame (esame micologico). La terapia è farmacologica, con antimicotici per applicazione locale o per via orale,da somministrare sotto controllo medico.
 
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