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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
Vogliamo creare uno strumento aperto a tutti che consenta a ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale e grado d'istruzione, di qualunque tendenza politica e religiosa, di accedervi liberamente esprimendo le proprie considerazioni.

Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:04:01, in Lettera L, visto n. 964 volte)
Sigla di Lysergsaüre Diethylamid (dietilammide-25 dell'acido lisergico, una sostanza presente nella segale cornuta), composto appartenente alla categoria degli psicodislettici o allucinogeni. Viene impiegato come stupefacente sotto forma di pastiglie da assumere per via orale. Il meccanismo d'azione dell'LSD è correlato, principalmente, alla sua azione da agonista parziale sui recettori serotonergici 5-HT2A. L'LSD inibisce il rilascio della serotonina, e proprio grazie alla diminuzione dei livelli di serotonina intrasinaptica, riduce la competizione della serotonina sui recettori, riservandosi tutto lo spazio di legame recettoriale. L'LSD non produce dipendenza fisica o carving ma può produrre dipendenza psicologica. L'effetto inizia dopo 1-2 ore dal assunzione e si esaurisce in 6-12 ore. L’assunzione del LSD comporta modificazioni psichiche e fisiche. La livello psichico si verificano distorsioni percettive, derealizzazione, depersonalizzazione, perdita dell'immagine corporea, scadimento del giudizio, allucinazioni . Le modificazioni fisiche indotte dall'LSD comprendono: tachicardia, ipertensione, midriasi, vampate di calore, scialorrea, lacrimazione, a volte vomito e atassia e, per alte dosi, convulsioni e coma. A lungo termine si segnalano reazioni psicotiche prolungate, forse legate a preesistente psicosi svelata dalla sostanza; inoltre, esperienze di "viaggio" spontanee, perdita di interesse e apatia (sindrome amotivazionale) e, sul versante organico, modificazioni cromosomiche. Non dàdipendenza fisica, solo modesta assuefazione e dipendenza psichica.
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:04:56, in Lettera L, visto n. 746 volte)
L’eccessiva esposizione alla luce solare può comportare disturbi come fotodermatosi, invecchiamento della cute, lesioni infiammatorio-degenerative (dermatite attinica) e un'ipercheratosi. La prolungata esposizione al sole, inoltre, costituisce un fattore di rischio per la comparsa di tumori della pelle: i raggi ultravioletti di tipo B, infatti, sono in grado di causare alterazioni del DNAcellulare, a cui possono seguire rotture cromosomiche, traslocazioni e attivazione di oncogeni endogeni. Il danno risulta permanente quando i meccanismi enzimatici di riparazione del DNA posseduti dalla cellula diventano insufficienti, come può avvenire per esposizioni prolungate e ripetute alla luce solare o per condizioni ereditarie di deficit dei meccanismi di riparazione stessi. In questo caso, dunque, a una cheratosi attinica (vera e propria lesione precancerosa della cute) può fare seguito un carcinoma spinocellulare (o spinalioma).
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:05:45, in Lettera L, visto n. 659 volte)
Indica la conservazione dello stato di coscienza quindi della consapevolezza di sé stessi e del mondo esterno, in contrapposizione agli stati confusi o deliranti. In particolare la lucidità indica chiarezza, precisione e attenzione delle esperienze coscienti.
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:06:20, in Lettera L, visto n. 806 volte)
anche nota come infezione dello spazio sottomandibolare è un’infezione acuta sottocutanea della regione sottomandibolare e sublinguale che porta la rapida morte delle cellule che si trovano sotto la bocca.[1] Ha origine in genere da infezioni dentarie da streptococco. Le cause sono ricondotte ad una cattiva igiene dentale del soggetto e traumi di varia origine (anche l'estrazione dei denti). Si presenta con febbre, edema del pavimento della bocca e della regione anteriore del collo. Il paziente avverte dolore ai denti, contratture spastiche dei mucoli della mandibola, difficoltà nella deglutizione, brividi, febbre, tachicardia, edema.Il rigonfiamento della lingua impedisce la deglutizione, e talvolta viene compromessa la pervietà delle vie aeree. L’infiammazione si estende rapidamente ai tessuti molli del collo e, in profondità, alla base della lingua e alla regione laringea, con pericolo di soffocamento per edema della glottide La terapia si avvale di antibiotici ad ampio spettro. In rari casi sono necessarie decompressione chirurgica o tracheostomia.
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:08:14, in Lettera L, visto n. 945 volte)
anche nota come infezione dello spazio sottomandibolare è un’infezione acuta sottocutanea della regione sottomandibolare e sublinguale che porta la rapida morte delle cellule che si trovano sotto la bocca.[1] Ha origine in genere da infezioni dentarie da streptococco. Le cause sono ricondotte ad una cattiva igiene dentale del soggetto e traumi di varia origine (anche l'estrazione dei denti). Si presenta con febbre, edema del pavimento della bocca e della regione anteriore del collo. Il paziente avverte dolore ai denti, contratture spastiche dei mucoli della mandibola, difficoltà nella deglutizione, brividi, febbre, tachicardia, edema.Il rigonfiamento della lingua impedisce la deglutizione, e talvolta viene compromessa la pervietà delle vie aeree. L’infiammazione si estende rapidamente ai tessuti molli del collo e, in profondità, alla base della lingua e alla regione laringea, con pericolo di soffocamento per edema della glottide La terapia si avvale di antibiotici ad ampio spettro. In rari casi sono necessarie decompressione chirurgica o tracheostomia.
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:08:47, in Lettera L, visto n. 681 volte)
Sinonimo di sifilide.
 
Di riccardo (del 24/09/2013 @ 15:09:37, in Lettera L, visto n. 665 volte)
Soluzione iodo-iodurata, mediante la quale si somministra lo iodio nella terapia degli ipertiroidismi (pratica invero oggigiorno pressoché abbandonata) o, più spesso, nella terapia di preparazione alla tiroidectomia. L'impiego di iodio infatti si riduce notevolmente la vascolarizzazione e la friabilità della tiroide, facilitando il compito del chirurgo, e si prevengono eventuali crisi ipertiroidee postoperatorie.
 
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