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 Informazione medica libera per una salute senza condizionamenti... di Admin
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Di seguito i lemmi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di dr.ssa Anna Carderi (del 18/02/2014 @ 16:06:27, in Lettera P, visto n. 1455 volte)
Il fluor fluido secreto nel canale della vagina ha principalmente la funzione di mantenere lubrificate le pareti vaginali allo scopo di prevenire le infiammazioni da sfregamento che potrebbero essere causate dai normali movimenti quotidiani. In condizioni normali il liquido vaginale non fuoriesce, ma vi sono determinate condizioni che, pur non assumendo connotazioni di tipo patologico, possono provocare il fastidioso fenomeno delle perdite vaginali. Tali perdite possono avere connotazioni fisiologiche o patologiche. Le perdite vaginali come per esempio nell'adolescenza (si parla infatti di leucorrea delle adolescenti)possono essere provocate dall'instabilità ormonale. Sono da considerarsi normali anche le perdite vaginali che si verificano per qualche giorno dopo il termine del ciclo mestruale (leucorrea post-mestruale) a causa di un ritardo nella ricostruzione del tessuto dell'endometrio. Il fenomeno si osserva anche nel periodo ovulatorio (leucorrea ovulatoria)ed è dovuto alla fluidificazione del muco cervicale provocata dalla notevole concentrazione ematica di estrogeni. Anche la carenza di estrogeni,tipica delle donne anziane,causando un assottigliamento della mucosa vaginale lascia filtrare più liquidi del normale. In altri casi le cause di perdite vaginali sono un effetto collaterale dei contraccettivi orali estroprogestinici, l'utilizzo troppo frequente di irrigazioni vaginali, di alcuni deodoranti intimi o prodotti con azione spermicida o a seguito dell'utilizzo abituale di assorbenti interni. In linea generale, le perdite vaginali fisiologiche, al di là dei fastidi provocati dallo sporcare gli indumenti intimi e dalla sensazione di bagnato, sono asintomatiche e non necessitano di particolari trattamenti, se non una blanda terapia a base di estrogeni in quei casi in cui il fenomeno diventa penalizzante da un punto di vista della qualità della vita. Le perdite vaginali possono essere provocate da processi patologici. L'elemento fondamentale che generalmente permette una prima discriminazione fra perdite vaginali fisiologiche e perdite vaginali patologiche è la mancanza o meno di sintomi. Le perdite vaginali di tipo patologico sono in genere associate a prurito, bruciore, irritazione vaginale, irritazione genitale esterna, cattivo odore e dispareunia (dolorabilità a livello dell'area vaginale durante e/o dopo un rapporto sessuale). Al contrario delle perdite vaginali fisiologiche, che oltre che essere asintomatiche, sono caratterizzate dalla loro semitrasparenza; le perdite vaginali patologiche invece assumono caratteristiche molto diverse che dipendono dal processo patologico che le ha provocate. Sono molte le patologie che sono alla base di perdite vaginali alterate; fra le più ricorrenti ricordiamo: Atrofia vaginale Cancro della vagina Candidosi Cervicite Clamidia Fibroma Fistole retto-vaginali Gonorrea Herpes genitale Infezione da papilloma virus umano Malattia infiammatoria pelvica Tumore alla cervice uterina Vaginite Vaginosi batterica Verruche genitali. Vediamo adesso come possono presentarsi le perdite vaginali di origine patologica. Perdite vaginali giallo-grigiastre - Potrebbero essere provocate da clamidia, una patologia infettiva che si trasmette per via sessuale e che colpisce la mucosa vaginale. Il trattamento è di tipo antibiotico e dovrà essere seguito anche dal partner. La clamidia è una patologia da non trascurare perché può essere fonte di seri problemi a carico di utero e ovaie. Perdite vaginali muco-purulente – Potrebbero essere causate da clamidia o da Ureaplasma urealyticum, un batterio che, in bassissime concentrazioni, è riscontrabile nella microflora vaginale, ma una cui crescita eccessiva è causa di infezioni vaginali. Perdite vaginali bianche, maleodoranti e schiumose – Potrebbero essere causate da vaginosi batterica o da Gardnerella vaginalis, una patologia infettiva che non deve essere assolutamente sottovalutata perché potrebbe causare seri problemi all'apparato genitale. Spesso le perdite vaginali sono accompagnate da bruciore e da dolore, soprattutto dopo i rapporti sessuali. Il trattamento è di tipo antibiotico, sia per via orale che tramite l'applicazione di pomate od ovuli. Perdite vaginali, grumose, il cui aspetto ricorda quello della ricotta – Sono provocate da infezioni da funghi del genere Candida (candidiasi). Le perdite vaginali sono generalmente associate a bruciori, prurito, dolore sia nell'urinare sia durante i rapporti sessuali. È un'infezione trasmissibile sessualmente e anche il partner dovrà seguire la terapia antifungina. Perdite vaginali schiumose giallo-verdastre e maleodoranti – Sono provocate da Trichomonas vaginalis, un'infezione sessualmente trasmissibile. Talvolta sono associate a bruciore e dolore. Il trattamento può essere locale o sistemico. Perdite vaginali di colore giallognolo e consistenza cremosa – Potrebbero essere provocate da gonorrea, un'infezione dovuta ad un batterio Gram-negativo, la Neisseria gonorrhoeae. La gonorrea è curata con antibiotici, quali penicillina, tetracicline ed eritromicina. I soggetti colpiti devono astenersi da rapporti sessuali fino alla completa guarigione. Perdite vaginali ematiche – Le perdite vaginali di sangue, escludendo quelle provocate dal ciclo mestruale, potrebbero avere come origine un fibroma oppure polipi alla cervice uterina o all'endometrio oppure essere causate da malattia infiammatoria pelvica. In caso di perdite vaginali con tracce di sangue è necessario sottoporsi a una visita ginecologica che ne individui l'origine.
 
Di riccardo (del 18/02/2014 @ 15:56:22, in Lettera P, visto n. 949 volte)
Tecnica che consente di studiare le condizioni degli organi in base alle caratteristiche del suono prodotto percuotendo con uno o più dita, a piccoli colpi, una determinata regione cutanea, sotto la quale sono situati i visceri in esame. Lo stato dell'organo in osservazione si reputerà normale o patologico a seconda che il suono risulti ottuso o timpanico. La percussione del torace, per esempio, sulla parete posteriore, consente di misurare l'ampiezza delle escursioni delle basi polmonari durante le fasi di espirazione e di inspirazione, di individuare, nel caso di ottusità, un versamento pleurico o una polmonite lobare oppure, nel caso di timpanismo, enfisema polmonare, caverne polmonari ecc.
 
Di dr.psico (del 10/07/2007 @ 22:11:07, in Lettera P, visto n. 1388 volte)
E' una funzione psicologica che permette all'io cosciente di organizzare le informazioni, riguardanti il mondo esterno, provenienti dalle sensazioni. La percezione rappresenta una complessa funzione psichica che elabora i dati sensoriali acquisiti tramite gli organi di senso e i recettori esterni e interni dell'organismo. Possono verificarsi situazioni patologiche in cui i processi percettivi sono più vivaci e più rapidi (stati di eccitamento), oppure più lenti (stati di confusione e di depressione), e infine condizioni in cui certi processi percettivi sono del tutto assenti (cecità, sordità psichica). Un altro importante gruppo di disturbi della percezione è rappresentato dalle illusioni, le allucinosi, le allucinazioni.
 
Di riccardo (del 13/02/2014 @ 12:35:34, in Lettera P, visto n. 976 volte)
Grafico statistico usato per rappresentare la distribuzione, nella popolazione normale, di un parametro che si sta studiando (per esempio, peso, statura, circonferenza cranica) in rapporto all'età. Il 50° sistema dei percentili corrisponde al valore rispetto al quale i dati per la metà della popolazione risultano superiori e per l'altra metà inferiori: tale valore è detto mediana. Abitualmente i valori dei grafici vanno dal 3° al 97° sistema dei percentili. I dati che si trovano sulle linee di questi due percentili stanno a indicare che solo 3 soggetti su 100 di quella popolazione presentano un valore rispettivamente più basso o più alto di quello considerato.
 
Di salute (del 06/10/2007 @ 14:35:53, in Lettera P, visto n. 1333 volte)
Il pero (Pyrus communis) è una pianta coltivata da più di 4.000 anni in Asia e in Europa e il suo frutto, la pera, veniva consumato dai greci (è ricordata da Omero) e in seguito dai romani, che ne conoscevano quarantuno specie diverse. Durante il Medio Evo questo frutto perse la sua popolarità, riconquistata a partire dal XVIII sec. Attualmente le varietà coltivate sono oltre cinquemila, soprattutto in Cina e in Europa (Francia, Germania, Italia, Spagna). Le pere sono disponibili tutto l'anno, con varietà diverse, da quelle estive come la william (selezionata in Inghilterra alla fine del Settecento), la coscia, la guyot (succosa e zuccherina), la Santa Maria, la Max Red Bartlett (william rossa, molto profumata), a quelle autunnali, come l'abate Fetel (una delle preferite dai consumatori), la decana del comizio (grossa e tondeggiante, particolarmente adatta alla cottura), la conference (dolce e succosa), la kaiser. Le diverse varietà di pere disponibili oggi non si discostano molto fra loro per quanto concerne la composizione e l'apporto calorico, molto simili a quelli delle mele. Si tratta di un frutto estremamente digeribile, apprezzato per il suo gusto zuccherino che si conserva bene a bassa temperatura, ma va consumato a temperatura ambiente. Può accompagnarsi al formaggio piccante (in questo modo si ottiene un piatto bilanciato in grassi, proteine e carboidrati), a varie pietanze oppure può essere utilizzata per la preparazione di dolci, macedonie, confetture e succhi. Un altro modo tipico di consumare la pera è cuocendola in acqua, con l'aggiunta di zucchero e di aromi. INFO AL. - Carboidrati: 9,1; proteine: 0,3; grassi: 0,4; acqua: 85,2; calorie: 41. Parte edibile: 91; calorie al lordo: 37.
 
Di riccardo (del 13/02/2014 @ 12:33:40, in Lettera P, visto n. 1054 volte)
Le esopeptidasi sono enzimi facenti parte del gruppo delle proteasi, che esplicano la loro azione litica sui legami peptidici delle proteine.
 
Di riccardo (del 13/02/2014 @ 12:30:20, in Lettera P, visto n. 1161 volte)
enzimi appartenenti alla classe delle idrolasi ed alla sottoclasse EC 3.4.23. Tali enzimi sono solitamente sintetizzati in forma inattiva (sotto la denominazione di pepsinogeno) e costituiscono ad esempio i succhi gastrici contenuti nello stomaco (insieme ad H2O ed HCl secreti dalle ghiandole dello stomaco, più esattamente dalle cellule principali).dopo la pepsina rompe le proteine in pezzi più piccole. La pepsina è un enzima digestivo contenuto in diverse quantità e concentrazione nei succhi gastrici, bile, saliva, intestino e succo pancreatico. Provvede alla digestione parziale delle proteine (enzima proteolitico),rompe le proteine in pezzi più piccole chiamati peptidi.
 
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