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    Risultati da 221 a 230 DI 250

    15/11/2012 Effetti duraturi anche dopo il termine del programma

    La meditazione agisce davvero sul cervello
    Meditare significa produrre effetti duraturi sul proprio cervello. Lo dice una ricerca del Massachusetts General Hospital e della Boston University pubblicata su Frontiers in Human Neuroscience.
    Stando ai test effettuati su due diverse tipologie di meditazione, l'effetto prodotto andrebbe oltre la pratica stessa e si proietterebbe anche a distanza di tempo. I ricercatori hanno verificato l'efficacia della meditazione compassionevole e della meditazione da attenzione consapevole. Gli effetti ... (Continua)

    28/11/2012 Due progetti di ricerca su pazienti affetti da malattie neurologiche
    Gli effetti della musicoterapia
    Ansia, agitazione, irritabilità e depressione: sono questi alcuni dei sintomi psicologici e comportamentali che caratterizzano molte patologie neurologiche; sintomi solitamente trattati con cure farmacologiche che possono essere alleviati anche attraverso l’uso terapeutico della musica. Verificare scientificamente l’efficacia della musicoterapia nei pazienti colpiti da ictus, Malattia di Parkinson e, per la prima volta in Italia, degenti affetti da SLA ed esplorare l’impatto della musicoterapia ... (Continua)
    10/12/2012 09:46:50 Metter su famiglia allunga la speranza di vita

    I figli, un elisir di lunga vita
    Andate e moltiplicatevi, e vivrete di più. Un gruppo di ricercatori danesi ha aggiunto una postilla al celebre suggerimento biblico. Pare infatti che chi si dedica a una vita familiare e progetta di avere almeno un discendente benefici di una speranza di vita maggiore rispetto ai single più accaniti.
    La ricerca, pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health, si è basata sull'analisi di oltre 21 mila coppie che stavano tentando di avere un figlio utilizzando la fecondazione ... (Continua)

    13/12/2012 Effetti sul cervello prima che sulla pancia

    Il junk food ci mette di malumore e ci rende stupidi
    Il cosiddetto cibo spazzatura può soddisfare qualche voglia improvvisa, ma di certo non ci rende felici oltre che poco intelligenti e grassi. Secondo una ricerca dell'Università di Montreal pubblicata sull'International Journal of Obesity, il junk food può produrre modificazioni di tipo cerebrale che possono a loro volta causare depressione.
    Uno dei ricercatori che hanno partecipato alla ricerca, Stephanie Fulton, spiega: “lavorando sui topi abbiamo scoperto che la neurochimica degli animali ... (Continua)

    09/01/2013 Nesso fra consumo di bevande zuccherate e disturbi dell'umore

    Maggior rischio di depressione con le bibite
    Una recente ricerca americana sottolinea il maggior rischio di depressione associato al consumo delle bevande dolcificate. La ricerca, firmata da studiosi dei National Institutes of Health del Research Triangle Park in North Carolina, segnala in particolare il pericolo insito nel consumo delle bibite cosiddette “diet”, ovvero edulcorate con aspartame o altri dolcificanti.
    Il primo autore dello studio, Honglei Chen, spiega: “le bevande dolcificate, il caffè e il tè sono comunemente consumate ... (Continua)

    14/01/2013 Nuova pillola migliora il controllo del ciclo

    Nuove associazioni nella contraccezione ormonale
    Molti studi condotti in un numero assai elevato di donne hanno evidenziato la capacità di dienogest associato a etilnilestradiolo (Sibilla) di controllare il ciclo, riducendo le irregolarità mestruali e migliorando la dismenorrea.
    La nuova pillola ha anche dimostrato effetti nei soggetti con disordini cutanei e da iperandrogenismo, permettendo di migliorare dopo 6 cicli di trattamento l’acne, la pelle grassa, i capelli grassi e l’irsutismo nel 75% circa dei casi. La pillola ha un elevato ... (Continua)

    01/02/2013 Effetto di prolungamento dell'intervallo Qt
    Antidepressivi aumentano il rischio di aritmia ventricolare
    Un tipo di antidepressivi può aumentare, seppur di poco, il rischio di aritmia ventricolare. A dirlo è uno studio coordinato dal dott. Victor M. Castro del Massachusetts General Hospital di Boston, che ha pubblicato gli esiti dell'analisi sul British Medical Journal.
    Secondo i risultati dello studio, gli antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri) provocano un leggero prolungamento in sede di elettrocardiogramma dell'intervallo ... (Continua)
    15/02/2013 Ma una scoperta sui meccanismi cellulari può portare a nuove cure

    La malattia di Cushing mette a rischio il cuore
    La malattia di Cushing aumenta le probabilità di insorgenza di cardiopatie e il numero di decessi a causa di crisi cardiache anche sul lungo periodo. A dirlo è una ricerca condotta dal Mount Sinai Medical Center e pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.
    La ricerca mostra come il rischio rimanga alto anche a distanza di tempo, se il paziente è stato esposto a livelli eccessivi di cortisolo. “più il paziente è stato esposto all'eccesso di cortisolo e più era anziano al ... (Continua)

    20/02/2013 La DBS svela nuove informazioni sulla malattia e migliora i sintomi
    Stimolazione cerebrale per la sindrome di Tourette
    La deep brain stimulation (DBS), ovvero la stimolazione cerebrale profonda, è in grado di migliorare i sintomi della sindrome di Tourette, una grave patologia neurologica che porta a diversi movimenti involontari del viso e del corpo, a tic verbali, a disturbi dell'attenzione e ad iperattività.
    A confermarlo è uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Neuroscience and Biobehavioral Reviews da un gruppo di ricercatori della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, insieme ai ... (Continua)
    28/02/2013 Un'alimentazione ricca della sostanza può ridurre le probabilità del disturbo

    Il ferro per prevenire la sindrome premestruale
    Il ferro potrebbe essere un valido alleato delle donne per prevenire o attenuare i sintomi legati alla sindrome premestruale. A dirlo è una ricerca della University of Massachusetts di Amherst pubblicata sull'American Journal of Epidemiology, secondo cui le donne che adottano un'alimentazione ricca di ferro mostrano fra il 30 e il 40 per cento in meno di probabilità di sviluppare la sindrome premestruale rispetto alla media.
    I ricercatori hanno coinvolto circa 3 mila donne, seguendole per un ... (Continua)

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