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    Risultati da 241 a 250 DI 250

    22/02/2013 Coagulazione del sangue come parametro per scovare deficit mnemonici

    Problemi di memoria se il sangue coagula troppo in menopausa
    Durante la menopausa un test del sangue potrebbe rivelare una maggior tendenza a incorrere in problemi di memoria. A dirlo è una ricerca della Mayo Clinic pubblicata su Neurology. Stando agli esiti dello studio, una tendenza più sviluppata alla coagulazione del sangue può segnalare un aumento del rischio di ictus e di danni al cervello, ma anche di deficit di memoria nelle donne che hanno superato i 45 anni.
    Nello specifico, la ricerca ha sottolineato la correlazione fra coagulazione del ... (Continua)

    22/02/2013 Nessun effetto benefico neanche su memoria e funzionalità cognitiva

    Gli antiossidanti non prevengono l'ictus
    Assumere antiossidanti non riduce il rischio di insorgenza dell'ictus. A dirlo è una ricerca pubblicata su Neurology da un team della Harvard Medical School, che sottolinea anche l'inefficacia degli antiossidanti nel prevenire forme di demenza mentale e problemi di memoria.
    La coordinatrice dello studio Elizabeth E. Devore spiega: “si tratta di risultati interessanti perché altri studi avevano suggerito che gli antiossidanti potevano proteggere contro ictus o demenza. È possibile tuttavia ... (Continua)

    27/02/2013 12:40:04 Migliorato il recupero muscolare dei pazienti colpiti
    L'agopuntura aiuta in caso di paralisi di Bell
    Sottoporsi ad agopuntura potrebbe essere una buona idea per chi è affetto da paralisi di Bell, una forma di paralisi facciale che non consente il controllo dei muscoli di una parte del viso. Secondo uno studio condotto da Wei Wang del Key Laboratory of Neurological Diseases del Chinese Ministry of Education.
    La ricerca, pubblicata sul Canadian Medical Association Journal, segnala l'importanza dell'agopuntura per il recupero della funzionalità dei muscoli facciali e per la riduzione della ... (Continua)
    06/03/2013 Abituarsi da piccoli a muoversi riduce il rischio di problemi cardiovascolari

    A scuola a piedi, il cuore ringrazia
    Un passo dopo l'altro, e il cuore resta in forma. Per prevenire le malattie cardiovascolari, l'ideale sarebbe cominciare a fare prevenzione sin da bambini, ad esempio andando a scuola a piedi. A suggerirlo è Marco Moia, segretario scientifico dell'Associazione lotta alla trombosi (Alt): "le malattie cardiovascolari da trombosi, come infarto, ictus, embolia e trombosi, sono l'epidemia dei nostri giorni e ogni anno in Italia colpiscono 600 mila persone. Sono la prima causa di morte nei paesi ... (Continua)

    12/03/2013 17:32:14 La darbepoteina alfa nei pazienti con scompenso cardiaco non migliora l’anemia
    Anemia e scompenso cardiaco
    Il trattamento dell’anemia di grado moderato con darbepoteina alfa nei pazienti con scompenso cardiaco non porta un migliorammento ma comporta anche dei rischi. È questo il verdetto dello studio RED-HF, presentato durante i lavori dell’ultimo congresso dell’American College of Cardiology, a San Francisco, e pubblicato in contemporanea online sul New England Journal of Medicine.
    La terapia con darbepoetina alfa non ha ridotto minimamente l’incidenza e la probabilità dei decessi per qualsiasi ... (Continua)
    13/03/2013 La strategia “farmaco-invasiva” comparabile all’angioplastica primaria

    Infarto, opzione farmacologica valida prima di angioplastica
    Nuovi dati dimostrano che nei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con sovraslivellamento del tratto ST (STEMI) che non possono essere sottoposti ad angioplastica coronarica percutanea primaria (PCI primaria) entro 60 minuti, si ottengono risultati clinici comparabili se sottoposti a trombolisi precoce con tenecteplase, seguita da angioplastica (strategia farmaco-invasiva).
    “Un numero significativo di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto non riesce a raggiungere la sala di ... (Continua)

    15/03/2013 Probabilità ridotte per chi consuma le bevande

    Tè verde e caffè, uno scudo contro l'ictus
    Bevendo caffè e tè verde si riduce del 20-30 per cento la possibilità di insorgenza dell'ictus. A dirlo è una ricerca giapponese realizzata dal Centro nazionale per le malattie cardiovascolari e cerebrali e pubblicata sulla rivista di settore Stroke.
    I ricercatori nipponici hanno portato avanti un vasto studio su un campione di oltre 83 mila soggetti, dividendoli in due gruppi a seconda del consumo di caffè o di tè verde e seguendoli per 13 anni. Al netto di altri fattori di rischio, come il ... (Continua)

    18/03/2013 16:43:03 Solo i diabetici sembrano non dover esagerare

    Il consumo di uova non aumenta il rischio cardiovascolare
    Le uova contengono grandi quantità di colesterolo, circa 210 mg in un uovo di grandi dimensioni, ed è noto che elevati livelli di colesterolo Ldl rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, ma la relazione tra consumo di uova e rischio di ictus o malattia coronarica era finora controversa. Per cercare di chiarire questa possibile associazione è stata condotta una metanalisi da parte di ricercatori della Huazhong University di Wuhan, Cina, in collaborazione con il ... (Continua)

    18/03/2013 17:14:06 La presenza di sintomi non modifica la prognosi nei diabetici con coronaropatia
    Diabete di tipo 2 ed ischemia coronarica
    I diabetici di tipo 2 con cardiopatia ischemica (CAD) possono avere sintomi anginosi o sintomi equivalenti come la dispnea da sforzo, oppure essere asintomatici. La presenza o meno di sintomi solleva la questione se trattare o non trattare gli asintomatici. L'ischemia silente può essere la prima manifestazione di una CAD o può,comunque, seguire una rivascolarizzazione coronarica per pregressa CAD sintomatica. Per questo motivo Gilles Dagenais, cardiologo del Quebec Heart and Lung Institute ... (Continua)
    20/03/2013 Studio suggerisce l'alterazione dei segnali inviati dagli astrociti

    Agire sugli astrociti per ridurre gli effetti dell'ictus
    Per limitare i danni prodotti da un ictus ischemico sul cervello si potrebbe agire modificando i segnali inviati dagli astrociti, cellule cerebrali così chiamate a causa della conformazione a stella delle loro ramificazioni.
    A ipotizzarlo è una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience da un gruppo di scienziati della Tufts University School of Medicine, che ha condotto su modello murino uno studio incentrato proprio sul ruolo degli astrociti nella diffusione dei danni prodotti ... (Continua)

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