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    Risultati da 11 a 20 DI 250

    18/04/2024 12:53:00 Studio analizza il nesso fra le due condizioni

    Malattie cardiache e danni cerebrovascolari
    Una ricerca pubblicata su Neurology mostra la relazione esistente fra patologie cardiache e rischio di danni cerebrovascolari non evidenti clinicamente. La revisione è firmata da Zien Zhou, medico e ricercatore dell'Università del New South Wales a Sydney.
    Lo studio mette in luce la prevalenza di alterazioni cerebrovascolari silenti (silent brain infarction, SBI) e malattia dei piccoli vasi cerebrali (cerebral small vessel disease, CSVD) in adulti affetti da fibrillazione atriale, malattia ... (Continua)

    18/04/2024 10:40:00 Esaminato il danno nelle persone con sindrome da distress respiratorio

    Covid-19 danneggia il cuore senza infettarlo
    Anche senza infettarlo, il virus Sars-CoV-2 sembrerebbe danneggiare il cuore. A rivelare la sorprendente novità è uno studio pubblicato su Circulation da un team della Harvard Medical School di Boston.
    La ricerca ha analizzato nello specifico il danno al cuore delle persone con sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) associata a Sars-CoV-2. L’infezione da Covid è associata a un aumento del rischio di infarto, ictus e Long Covid, e oltre il 50% delle persone infettate mostra ... (Continua)

    15/04/2024 10:55:00 Vanno considerati anche fattori non convenzionali

    Ictus, l’emicrania è un fattore di rischio importante
    Dietro l’insorgenza dell’ictus va considerata anche la presenza di fattori di rischio non convenzionali come l’emicrania. A ricordarlo è uno studio pubblicato su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes da un team dell’Università del Colorado coordinato da Michelle H. Leppert.
    Lo studio ha preso in considerazione i fattori di rischio tradizionali come l’ipertensione e altri meno convenzionali, come appunto l’emicrania, analizzando casi individuati fra il 2012 e il 2019 nel database ... (Continua)

    15/04/2024 10:20:00 Prevedono mortalità e morbilità nei pazienti con frazione di eiezione preservata

    Nuovi modelli predittivi per l’insufficienza cardiaca
    Uno studio dell’Università di Glasgow pubblicato su Jama Cardiology mostra l’efficacia di nuovi modelli prognostici per prevedere la mortalità e la morbilità in pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF).
    I modelli si basano sui dati del trial DELIVER per la derivazione e sui dati dei trial PARAGON-HF e I-PRESERVE per la validazione, e includono 11 variabili tra cui il livello di frammento amino-terminale del pro peptide natriuretico di tipo B ... (Continua)

    11/04/2024 09:40:00 Gli effetti neuroprotettivi della sostanza

    La citicolina per il Parkinson
    CitiPark, lo studio post-autorizzativo sull’efficacia (PAES) progettato per comprendere la funzione della citicolina nella terapia di supporto per la malattia di Parkinson, si avvia verso la conclusione. Ad annunciarlo PIAM Farmaceutici proprio in occasione della Giornata Mondiale della Malattia di Parkinson.
    Lo scorso ottobre lo studio CitiPark (Citicolina Parkinson) aveva registrato l’arruolamento dell’ultimo partecipante, raggiungendo la soglia di 474 pazienti coinvolti nella ... (Continua)

    09/04/2024 10:45:00 Non servono sforzi importanti per ridurre le probabilità della malattia

    Attività fisica leggera per allontanare l’ictus
    Scongiurare l’ictus è possibile anche grazie a un po’ di attività fisica. La buona notizia è che non serve sforzarsi più di tanto, dal momento che anche solo un’attività fisica leggera è sufficiente per ridurre i rischi.
    A rivelarlo è un nuovo studio dell’Università dell’Aquila pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry, secondo cui qualsiasi livello di attività fisica può ridurre il rischio di ictus.
    Allenarsi per 150 minuti alla settimana, come raccomandato dall’Oms, ... (Continua)

    09/04/2024 09:27:55 Non ridurrebbero il rischio di morte o di recidiva

    Infarto, i beta-bloccanti non sono così utili
    L’uso dei farmaci beta-bloccanti non si traduce in un beneficio reale nei pazienti colpiti da infarto del miocardio. A segnalarlo è uno studio presentato al congresso dell’American College of Cardiology e pubblicato sul New England Journal of Medicine.
    Secondo i risultati dello studio Reduce-Ami, infatti, i farmaci non influenzerebbero il rischio di morte o di nuovo infarto miocardico nei pazienti già colpiti. "L'utilizzo dei beta-bloccanti nel post infarto è una pratica clinica consolidata. ... (Continua)

    04/04/2024 09:24:39 Gli effetti a lungo termine non sembrano affatto positivi

    Contro il digiuno
    Il digiuno intermittente non sarebbe la soluzione ai problemi di peso. A rompere il fronte sempre più compatto dei sostenitori del metodo 16:8 è un’analisi presentata nel corso dell’American Heart Association di Chicago che pone seri dubbi sugli effetti del digiuno intermittente nel quale l’assunzione di cibo è limitata a 8 ore al giorno, con conseguente digiuno nelle altre 16 ore e quindi il salto di un pasto, di solito la cena oppure la colazione.
    I sostenitori del digiuno intermittente ... (Continua)

    28/03/2024 10:40:00 Nuova correlazione emersa da uno studio cinese

    La sindrome metabolica aumenta il rischio di cancro
    Come noto, la sindrome metabolica aumenta il rischio di malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2. Del resto, si tratta di una condizione caratterizzata da un insieme di fattori di rischio come ipertensione, iperglicemia, ipercolesterolemia ed eccessi di grasso addominale e trigliceridi.
    Ora un nuovo studio associa però la sindrome anche a un rischio aumentato di cancro, come hanno pubblicato su Cancer i ricercatori dell’Ospedale Shijitan di Pechino guidati da Han-Ping Shi.
    Lo studio, ... (Continua)

    25/03/2024 09:39:36 Ha un’influenza evidente sulla distribuzione del grasso viscerale

    Il fumo fa anche ingrassare
    Molti usano la paura di ingrassare come pretesto per non smettere di fumare. In effetti, la mancanza del rito delle sigarette porta spesso a mangiare di più per cercare di soddisfare in qualche modo un organismo in crisi di astinenza.
    Tuttavia, secondo un nuovo studio esisterebbe un effetto fisiologico del tutto opposto. La ricerca del Novo Nordisk Foundation Center dimostra infatti che il grasso viscerale è maggiore nei fumatori. Si tratta, come noto, del peggior tipo di grasso, ... (Continua)

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