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    Risultati da 121 a 130 DI 250

    21/10/2019 10:18:59 Messo a punto da ricercatori italiani per evitare l'iperglicemia

    Il cioccolato all'olio di oliva che fa bene ai diabetici
    Combattere la tendenza all'aumento della glicemia con il cioccolato. Sembra una contraddizione in termini, ma è quanto si sono proposti di fare alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Mediche dell'Università La Sapienza di Roma creando uno speciale cioccolato che contiene anche oleuropeina, una sostanza estratta dall'olio extravergine di oliva.
    La sostanza impedisce l'aumento eccessivo dei livelli di glicemia, consentendo anche ai pazienti diabetici di gustare ... (Continua)

    13/09/2019 12:30:00 Possibile grazie alla riprogrammazione di fibroblasti del derma

    Fibrillazione atriale, creato primo modello cellulare umano
    La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune che colpisce l’1-2% della popolazione mondiale, percentuale che sale a oltre il 15% dopo gli 80 anni ed è una delle principali cause di ictus, insufficienza cardiaca, morte improvvisa e morbilità cardiovascolare nel mondo.
    Oltre all’età, altri fattori concorrono all’insorgenza della fibrillazione atriale, tra questi la predisposizione genetica: avere infatti un parente di primo grado affetto da tale patologia aumenta ... (Continua)

    13/09/2019 Ricerche danno risultati contrastanti sugli effetti del riposo diurno

    I pisolini fanno male al cuore, anzi no
    Dormire di giorno fa bene o no alla salute? L'ultima ricerca a tentare di rispondere alla domanda è stata realizzata dall'Ospedale universitario di Losanna e pubblicata su Heart.
    I ricercatori elvetici hanno analizzato 3.462 abitanti della città svizzera. I partecipanti avevano un'età compresa fra i 35 e i 75 anni. Il pisolino occasionale (da una a due volte alla settimana) è stato associato a un dimezzamento del rischio di infarto, ictus o insufficienza cardiaca (48%) rispetto a quelli che ... (Continua)

    06/09/2019 17:10:00 Effetti positivi indotti da dabigatran etexilato

    I NOAC e la trombosi venosa cerebrale
    Per la prima volta è stato valutato l’effetto di un NOAC (Nuovi anticoagulanti orali) - dabigatran etexilato - su pazienti con trombosi ai seni venosi durali e/o vene cerebrali.
    Lo studio ha analizzato sicurezza ed efficacia di dabigatran etexilato rispetto a warfarin, con aggiustamento di dosaggio in pazienti con CVT.
    I risultati forniscono conoscenze sul ruolo dell’anticoagulazione in pazienti con CVT di grado lieve-moderato. Nello studio non ci sono state recidive di eventi di ... (Continua)

    05/09/2019 14:30:00 Aumenta il rischio di ictus emorragico

    Il colesterolo fa male anche se è troppo basso
    Neanche un livello troppo basso di colesterolo fa bene alla salute. Lo dice uno studio cinese pubblicato su Neurology, che evidenzia il maggior rischio di ictus emorragico nei soggetti con valori di colesterolo Ldl molto bassi.
    «Precedenti studi hanno suggerito che una bassa concentrazione di colesterolo Ldl fosse associata ad alto rischio di ictus emorragico. Tuttavia, la sicurezza a lungo termine in caso di intervento di riduzione intensiva delle LDL rispetto al rischio di ictus emorragico ... (Continua)

    31/07/2019 11:10:00 Doppia terapia antipiastrinica efficace anche se di breve durata

    Coronaropatia, la DAPT può essere ridotta
    È possibile ridurre la durata della doppia terapia antipiastrinica (DAPT) dopo un intervento coronarico percutaneo (PCI).
    Lo dice un nuovo studio pubblicato su JAMA da un team della Kyoto University Graduate School of Medicine. La DAPT prevede l’assunzione di aspirina e un inibitore P2Y12, e viene somministrata per i 12 mesi successivi a un intervento per l’impianto di uno stent coronarico a rilascio di farmaco. L’intervento presuppone un aumento del rischio trombotico che viene appunto ... (Continua)

    08/07/2019 12:50:00 Previene gli eventi cardiovascolari negli adulti ad alto rischio

    Diabete, cuore protetto grazie a dulaglutide
    Dulaglutide è un’opzione farmacologica per la prevenzione degli eventi cardiovascolari negli adulti ad alto rischio con diabete di tipo 2.
    Lo ricorda lo studio REWIND pubblicato su Lancet da un team guidato da Hertzel Gerstein, della McMaster University and Hamilton Health Sciences di Hamilton, in Canada.
    Lo studio si è basato sulla randomizzazione di circa 9.900 adulti di età pari o superiore a 50 anni. Avevano un’emoglobina A1c pari a 9,5% o inferiore rilevata durante il periodo di ... (Continua)

    17/06/2019 17:20:00 Sicurezza cardiovascolare garantita a lungo termine

    Diabete, linagliptin sicuro per il cuore
    I risultati sono stati resi pubblici al 79° Congresso dell’American Diabetes Association a San Francisco.
    Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, definito come non-inferiorità di linagliptin rispetto a glimepiride in termini di tempo intercorso al verificarsi del primo evento di mortalità per cause cardiovascolari, infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale (MACE-3), occorso nell’11,8% dei soggetti nel gruppo linagliptin (356 pazienti), contro il 12,0% nel gruppo glimepiride ... (Continua)

    17/06/2019 La prevenzione inizia nell’infanzia, ecco le regole salvacuore

    Il cuore dei bambini. 5 regole per salvaguardarlo
    Le malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nelle società avanzate, si manifestano in età adulta, ma affondano le radici nell’infanzia.
    “I processi di alterazione vascolare, che sono la premessa delle patologie cardiovascolari fino a infarto e ictus, iniziano nei primi 10 anni di vita. In qualche modo il decadimento delle arterie comincia dal primo giorno di vita e interessa tutti: quello che cambia è la velocità con cui questi processi ... (Continua)

    11/06/2019 15:50:00 Come sta cambiando l’approccio a coronaropatia, malattie renali e arteriopatie

    Fibrillazione atriale, rivaroxaban e complicanze
    Nella fase post acuta dell’infarto, nell’angina cronica stabile ad alto rischio e nei pazienti con malattia periferica, il cosiddetto “rischio residuo” è ancora molto alto.
    Diversi studi registrativi hanno, infatti, dimostrato che dal primo anno ai successivi cinque dall’evento infartuale c’è una recidiva di eventi cardiovascolari avversi, inclusa mortalità per cause cardiovascolari, di circa il 20%. Un paziente su cinque, dunque, dopo 3-4 anni da un infarto, può subire o una ... (Continua)

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