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    Risultati da 201 a 210 DI 250

    04/04/2017 11:40:00 Tre volte più alto il rischio della malattia nei soggetti che non hanno studiato

    Diabete, un titolo di studio ne riduce il rischio
    Anche il titolo di studio conta quando si parla di diabete. È uno degli aspetti che emergono leggendo i dati resi noti dal Diabetes Atlas dell’International Diabetes Federation (IDF).
    Nello specifico, parlando di caratterizzazioni sociali del diabete, emerge che questa malattia è più frequente tra le persone con basso titolo di studio. «Nella popolazione adulta, eliminando l’effetto dell’età, un laureato ha un rischio di ammalarsi di diabete quasi tre volte più basso di chi ha solo la ... (Continua)

    30/03/2017 14:57:00 Spesso non trattati con una terapia anticoagulante adeguata

    Fibrillazione atriale, la cura per pazienti a rischio ictus
    In caso di ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, spesso la terapia risulta inadeguata. Lo dice uno studio pubblicato su Jama che sostiene l'esigenza di una terapia anticoagulante adeguata per questo tipo di pazienti a rischio di ictus.
    La fibrillazione atriale, infatti, rappresenta un fattore di rischio indipendente per l'ictus, responsabile di un 10-15 per cento di ictus ischemici.
    Sono tanti gli studi che hanno dimostrato l'efficacia degli antagonisti della vitamina K, ... (Continua)

    29/03/2017 11:34:00 Nuove conferme scientifiche sulla validità del test di Roche

    Un'arma in più contro la pre-eclampsia
    È italiana la pubblicazione che conferma il valore del test Roche per la diagnosi della pre-eclampsia.
    Il test, analizzando il rapporto tra i biomarcatori sFlt-1(Tirosin Chinasi 1 FMS-Simile solubile) e PlGF (fattore di crescita placentare), può predire la comparsa di questa grave patologia, che colpisce il 2-8% delle future mamme, rappresentando una delle principali cause di mortalità materna e perinatale.
    «Il test di laboratorio di Roche - spiega la dottoressa Daniela Di Martino, ... (Continua)

    28/03/2017 14:31:00 Passeggiare, praticare tai chi o yoga riduce il rischio cardiaco

    L'attività fisica che aiuta dopo un infarto
    Chi manifesta problemi al cuore o ha già subito un infarto non deve smettere di praticare un po' di attività fisica. Lo ricordano gli esperti dell'American Heart Association, che segnalano l'efficacia preventiva di alcune semplici attività come una breve passeggiata giornaliera, il tai chi o lo yoga.
    La pratica di questi esercizi consente di recuperare una migliore qualità di vita e impedisce le ricadute.
    In un documento apparso su Circulation, i cardiologi americani sottolineano ... (Continua)

    21/03/2017 12:55:00 Cervello più protetto se assunto entro 8 ore

    Ictus, il veleno di un ragno riduce i danni
    Sembra un paradosso, ma il veleno di un ragno australiano potrebbe rivelarsi benefico per i pazienti colpiti da ictus. Ad annunciarlo sono i ricercatori della University of Queensland in Australia guidati da Glenn King.
    Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, segnala la possibilità che l'assunzione entro 8 ore di un farmaco sintetizzato sulla base del veleno dell'Atrax robustus (ragno dei cunicoli) si riveli fondamentale per limitare i danni al cervello ... (Continua)

    21/03/2017 10:10:00 Due marcatori in grado di quantificare il rischio di evento cardiaco
    Infarto, le due spie che lo predicono
    Sapere se si è a rischio di infarto è fondamentale. Uno studio presentato nel corso dell'American College of Cardiology di Washington suggerisce l'efficacia di due marcatori specifici in grado di predire il verificarsi di eventi avversi cardiaci maggiori.
    I due marker sono il GlycA e la proteina C-reattiva, quest'ultima già nota come marcatore dell'infiammazione. I pazienti che mostrano livelli elevati di entrambi i biomarcatori devono essere considerati ad alto rischio di infarto.
    A ... (Continua)
    17/03/2017 17:23:00 L'uso delle amfetamine associato a un invecchiamento cardiaco accelerato

    La droga invecchia il cuore
    Droghe come l'ecstasy, l'ice o lo speed hanno l'effetto di accelerare il naturale invecchiamento del cuore. A scoprirlo è uno studio pubblicato su Heart Asia da un team della University of Western Australia guidato dal dott. Albert Stuart Reece, che spiega: «L'effetto stimolante delle amfetamine sul sistema cardiovascolare implica l'incremento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna nonché l'aumento del rischio di ictus, di attacco cardiaco e di rottura di eventuali aneurismi», ... (Continua)

    15/03/2017 17:45:00 Rischio di morte precoce ridotto per chi ha un bambino

    I figli allungano la vita dei genitori
    Un figlio allunga la vita, anche se la complica probabilmente. A confermarlo è una ricerca pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health da un team del Karolinska Institutet di Stoccolma diretto dal dott. Karin Modig.
    Secondo i dati, a 60 anni la differenza nell'aspettativa di vita fra genitori e non genitori si attesta attorno ai 2 anni, indipendentemente dal sesso del bambino.
    I ricercatori hanno monitorato la durata della vita dai 60 anni in poi in tutti gli uomini e le ... (Continua)

    14/03/2017 14:13:47 I consigli degli esperti per prevenire i problemi di respirazione notturna

    Apnee notturne, 10 segreti per evitarle
    Un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Il sonno è un bisogno umano fondamentale, esattamente come mangiare e bere, ed è basilare per la nostra salute e per il nostro benessere.
    Ma dormire è difficile. Lo dimostrano le ultime stime che in Italia parlano di almeno 4 milioni di persone affette da insonnia cronica e di circa 9 con qualche forma di disturbo del sonno.
    Proprio per attrarre l’attenzione su questo problema, la World Sleep Society, fondata dall’Associazione Mondiale di ... (Continua)

    13/03/2017 09:36:14 Maggiore mortalità rispetto agli uomini

    Diabete delle donne, ecco perché è diverso
    Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte. Anche nel caso delle malattie. Lo sa bene la medicina di genere che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia e sulle patologie umane. E il diabete non fa eccezione.
    Per questo la SID ha dedicato un position paper alle differenze di genere nel diabete e nelle sue complicanze, in termini di presentazione clinica, itinerario diagnostico, terapia e prevenzione.
    Il diabete è un importante fattore di rischio per le malattie ... (Continua)

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