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    Risultati da 241 a 250 DI 250

    18/03/2013 16:43:03 Solo i diabetici sembrano non dover esagerare

    Il consumo di uova non aumenta il rischio cardiovascolare
    Le uova contengono grandi quantità di colesterolo, circa 210 mg in un uovo di grandi dimensioni, ed è noto che elevati livelli di colesterolo Ldl rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, ma la relazione tra consumo di uova e rischio di ictus o malattia coronarica era finora controversa. Per cercare di chiarire questa possibile associazione è stata condotta una metanalisi da parte di ricercatori della Huazhong University di Wuhan, Cina, in collaborazione con il ... (Continua)

    18/03/2013 17:14:06 La presenza di sintomi non modifica la prognosi nei diabetici con coronaropatia
    Diabete di tipo 2 ed ischemia coronarica
    I diabetici di tipo 2 con cardiopatia ischemica (CAD) possono avere sintomi anginosi o sintomi equivalenti come la dispnea da sforzo, oppure essere asintomatici. La presenza o meno di sintomi solleva la questione se trattare o non trattare gli asintomatici. L'ischemia silente può essere la prima manifestazione di una CAD o può,comunque, seguire una rivascolarizzazione coronarica per pregressa CAD sintomatica. Per questo motivo Gilles Dagenais, cardiologo del Quebec Heart and Lung Institute ... (Continua)
    20/03/2013 Studio suggerisce l'alterazione dei segnali inviati dagli astrociti

    Agire sugli astrociti per ridurre gli effetti dell'ictus
    Per limitare i danni prodotti da un ictus ischemico sul cervello si potrebbe agire modificando i segnali inviati dagli astrociti, cellule cerebrali così chiamate a causa della conformazione a stella delle loro ramificazioni.
    A ipotizzarlo è una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience da un gruppo di scienziati della Tufts University School of Medicine, che ha condotto su modello murino uno studio incentrato proprio sul ruolo degli astrociti nella diffusione dei danni prodotti ... (Continua)

    03/04/2013 Gli acidi contenuti nell'olio riducono il grasso addominale

    L'olio di canola per la sindrome metabolica
    Dall'olio di canola un aiuto contro la sindrome metabolica. A scoprirlo è un team della Penn State University guidato da Penny Kris-Etherton che ha presentato uno studio nel corso dell'incontro annuale dell'American Heart Association che si è tenuto a New Orleans.
    Stando ai risultati della ricerca, gli acidi grassi mono-insaturi dell'olio di canola avrebbero l'effetto di ridurre il grasso addominale e di conseguenza il rischio di sindrome metabolica. L'olio di canola è un olio vegetale ... (Continua)

    04/04/2013 Vita più lunga grazie agli acidi grassi omega 3

    Il pesce allunga la vita agli anziani
    Mangiare pesce allunga la vita, anche quando si è già anziani. A dirlo è uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un gruppo di ricerca della Harvard School of Public Health e dalla Washington University.
    Secondo lo studio, il consumo regolare di pesce, in una quantità pari ad almeno due porzioni a settimana, garantirebbe un allungamento della vita di 2,2 anni: “gli anziani con maggiori quantità di acidi grassi omega 3 nel sangue, presenti soprattutto nei pesci grassi, vivono ... (Continua)

    05/04/2013 18:00:52 Confermate le raccomandazioni che consigliano di aumentarne l'assunzione
    Il rischio di ictus è ridotto da una dieta ricca di fibre
    Ridurre il rischio di ictus non è un obiettivo di secondo piano. «Nel complesso, i nostri dati supportano le raccomandazioni dietetiche che consigliano di aumentare l'assunzione di fibre alimentari totali» afferma Diane Threapleton, ricercatrice dell'Università di Leeds, Regno Unito, e coautrice di una metanalisi pubblicata sulla rivista Stroke. «Una volta nello stomaco e nell’intestino tenue, le fibre solubili formano un gel, rallentando da un lato il tasso di assorbimento dei nutrienti e ... (Continua)
    12/04/2013 I vantaggi dell'operazione in termini di qualità di vita ed efficacia

    L'intervento di Ross per la stenosi aortica
    In caso di stenosi o insufficienza valvolare aortica, l'intervento di Ross mostra di avere, a parità di rischio operatorio, maggiori benefici rispetto alla protesi, in particolare su pazienti giovani.
    La valvola aortica consente al sangue ossigenato di fluire dal ventricolo sinistro in aorta e poi in tutto il corpo. La stenosi complica questa azione, rendendo disagevole il percorso del sangue. In caso di insufficienza valvolare, poi, vi è un rigurgito del sangue all'indietro verso lo stesso ... (Continua)

    12/04/2013 Concentrazioni elevate anche nel pane

    Emergenza arsenico, anche il pane è a rischio
    Arrivano dati preoccupanti sull'esposizione all'arsenico nelle provincie del Lazio. A mettere a rischio la salute dei cittadini, infatti, non sarebbe solo l'acqua corrente che scorre nei rubinetti, ma anche alcuni cibi.
    I dati resi noti dall'Istituto superiore di sanità dimostrano che livelli di arsenico preoccupanti sono stati riscontrati nel pane prodotto nell'area del viterbese. Sono in corso altre rilevazioni sugli ortaggi coltivati in queste zone. Il motivo è legato alla maggior ... (Continua)

    15/04/2013 Cresce il numero degli ictus nelle persone giovani

    Per prevenire l'ictus frutta e movimento
    È sempre maggiore il numero dei cinquantenni colpiti da ictus. I dati diffusi dall'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce Italia Onlus) evidenziano l'esistenza di circa 10 mila casi di ictus nella popolazione al di sotto dei 54 anni. Ciò che preoccupa è anche l'avanzata dei casi fra i 20 e i 54 anni, con una percentuale in aumento dal 13 al 19 per cento negli ultimi 20 anni.
    Ma da cosa dipende questa impennata di casi di ictus fra i più giovani? In parte l'aumento può essere ... (Continua)

    17/04/2013 19:31:36 Pubblicati i risultati dello studio PRoFESS
    La sindrome da dolore cronico dopo ictus ischemico
    La sindrome da dolore cronico, definita come un dolore che persiste oltre un mese dopo la guarigione da un danno tessutale acuto, complica l’ictus ischemico con una frequenza variabile tra l’8 e il 55%. Questa variabilità è probabilmente dovuta al fatto che gli studi precedenti hanno generalmente incluso piccole coorti di pazienti con un relativamente breve periodo di follow-up. Per questo motivo è stato condotto un studio per determinare la prevalenza, i fattori di rischio, e la conseguenza ... (Continua)

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