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    Risultati da 81 a 90 DI 250

    19/05/2021 11:30:00 Rischio di malattie cardiache e ictus con oltre 55 ore di lavoro a settimana

    Troppo lavoro uccide
    Lavorare stanca. Ma non solo, a quanto pare, perché secondo uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Organizzazione internazionale del lavoro pubblicato su Environmental International, lavorare oltre 55 ore alla settimana ha l’effetto di aumentare il rischio di morte per malattie cardiache e ictus.
    Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus mette in guardia dai pericoli associati alla pandemia: "Il telelavoro è diventato la norma in molti settori, spesso ... (Continua)

    12/05/2021 Può ridurre il rischio di patologie cardiache e diabete di tipo 2

    I consigli per una dieta mediterranea corretta
    Con l’estate alle porte, magari dopo un inverno in cui ci si è lasciati un po’ andare, maggio è il mese in cui spesso si ripensa al proprio regime alimentare.
    Per fortuna maggio è anche il Mese Internazionale della Dieta Mediterranea, una coincidenza perfetta per ricordarci che possiamo sempre contare su uno stile alimentare equilibrato, ricco di cibi che amiamo e che ci fornisce i nutrienti di cui abbiamo bisogno per stare bene.
    Non a caso anche quest’anno, per la quarta volta ... (Continua)

    10/05/2021 17:10:00 Maggiori probabilità di morire anche per ictus

    L’infarto è più pericoloso per le donne
    I problemi cardiovascolari colpiscono in prevalenza gli uomini, ma sono le donne a subire i tassi di mortalità più elevati. A morire per le complicanze di un ictus o di un infarto è infatti il 38% degli uomini e il 43% delle donne.
    "Troppo spesso la donna è stata trascurata - sottolinea Maria Grazia Modena, consigliere Siprec e professore di Cardiologia - le patologie cardiovascolari colpiscono la donna tre volte più di tutti i tumori femminili messi insieme (seno, utero, polmone). Per ... (Continua)

    22/04/2021 15:16:00 Altera il flusso cerebrale e provoca declino cognitivo

    La fibrillazione atriale è anche causa di demenza
    La fibrillazione atriale, la più comune tra le aritmie cardiache, causa declino cognitivo e demenza, anche in assenza di eventi clinici evidenti, come il classico ictus cerebrale.
    È il risultato di un importante studio appena pubblicato su Europace, la prestigiosa rivista scientifica internazionale di aritmologia cardiaca, ed è diventata la prima notizia della Newsletter della Società Europea di Cardiologia. La ricerca è stata condotta da un gruppo multidisciplinare composto da cardiologi e ... (Continua)

    26/03/2021 11:10:00 Gli effetti dell`occlusione dell`arteria retinica centrale

    L`ictus all`occhio annuncia problemi vascolari
    Sulla rivista Stroke è apparso un documento sull`occlusione dell`arteria retinica centrale (CRAO) e sul suo valore predittivo di futuri eventi vascolari.
    L'occlusione dell'arteria retinica centrale (CRAO) è una forma rara di ictus ischemico acuto che può provocare una perdita immediata e indolore della vista nell'occhio colpito. Meno del 20% delle persone colpite riesce a riacquistare la visione.
    «La CRAO è un evento cardiovascolare camuffato da disturbo oculare. ... (Continua)

    28/12/2020 Ripercussioni sulla gestione delle malattie neurologiche

    Covid-19 e cervello
    Covid-19, come può colpire organi come polmoni, cuore, rene, può anche colpire il cervello e con due implicazioni nelle malattie neurologiche, manifestazioni neurologiche direttamente indotte dall'infezione e grosse ripercussioni sulla gestione delle malattie neurologiche legate all'emergenza come dimostra uno studio recentemente pubblicato che ha evidenziato gli effetti comportamentali e psicologici della quarantena nei pazienti con demenza: peggioramento di sintomi comportamentali e ... (Continua)

    10/12/2020 16:30:00 Silenziare alcune molecole per proteggere il cervello

    Come migliorare i danni da ictus
    È stato recentemente pubblicato un lavoro di ricerca volto a ridurre i danni e migliorare l’outcome neurologico da attacco ischemico acuto. La ricerca ha visto la collaborazione tra la scuola di farmacologia dell’Università Federico II di Napoli e la farmacologia dell’Università Politecnica delle Marche guidata dal prof. Salvatore Amoroso.
    Lo studio ha analizzato i meccanismi molecolari di neuroprotezione evocati da RLIP (postcondizionamento ischemico remoto). La pratica medica consiste nel ... (Continua)

    09/12/2020 La gestione del rischio cardiovascolare nel paziente diabetico
    Diabete, come proteggere il cuore
    Il cuore è uno dei bersagli preferiti del diabete. Chi è affetto da questa condizione dovrebbe fare ancor più attenzione, oltre che a uno stretto controllo della glicemia, anche a tenere a bada gli altri principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari (ipertensione, dislipidemia).
    Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in tutti i Paesi occidentali, compresa l’Italia, e il diabete raddoppia il rischio di incorrere in una patologia coronarica, ... (Continua)
    30/11/2020 16:40:00 Trattamento valido per entrambe le condizioni

    Artrite reumatoide e diabete di tipo 2, anakinra efficace
    Trattare allo stesso tempo, e con un unico farmaco, sia l’artrite reumatoide sia il diabete di tipo 2, patologie spesso associate nei pazienti reumatici. A dimostrare la possibilità di colpire due bersagli con una sola freccia e gestire “in coppia” le due patologie è uno studio italiano, TRACK, che ha testato l’efficacia nel lungo periodo della terapia con un antagonista dell’interleuchina-1 (IL-1) già utilizzato per l’artrite reumatoide, anakinra, nel tenere sotto controllo anche la glicemia. ... (Continua)

    17/11/2020 12:20:00 La malattia ostacola una diagnosi tempestiva dell’infezione

    Covid, un morto su 6 era affetto da demenza
    Il 15,8% dei decessi legati alla pandemia da SARS-CoV-2 negli ospedali italiani ha riguardato persone affette da demenza. Pazienti che presentavano al pari di altri la febbre come sintomo di esordio, ma che, a differenza di chi non aveva demenza, mostravano meno frequentemente, probabilmente proprio a causa dei problemi cognitivi, i sintomi tipici dell’infezione, quali dispnea (68,8% vs. 74,3%) e tosse (30,9% vs. 40,3%). Avevano inoltre minori possibilità di ricevere terapie di supporto e di ... (Continua)

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