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    Risultati da 121 a 130 DI 196

    09/05/2013 Nesso fra la difficoltà ad addormentarsi e l'incidenza della neoplasia

    Maggior rischio di cancro alla prostata in caso di insonnia
    Uno studio dell'Università di Reykjavik, in Islanda, ha segnalato la presenza di un nesso significativo a livello epidemiologico fra l'insonnia e la possibilità di insorgenza del cancro alla prostata.
    Gli uomini che hanno difficoltà a prendere sonno mostrerebbero una possibilità più che doppia di ammalarsi di tumore prostatico rispetto alla media, secondo quanto emerge da uno studio condotto dalla dott.ssa Lara G. Sigurdardottir e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, ... (Continua)

    03/05/2013 Primo trattamento senza uso di interferone

    Terapia rivoluzionaria per l'epatite C
    Un cocktail di farmaci privi dell'interferone per colpire il virus dell'epatite C ed eliminarlo. Una sperimentazione ha dimostrato l'efficacia di questa nuova terapia orale contro il virus di genotipo 1, la forma più diffusa ma anche più resistente ai trattamenti.
    I risultati del trial di fase II su questo nuovo connubio di farmaci sono stati presentati nel corso dell'ultimo congresso della European Association for the Study of the Liver, che si è tenuto ad Amsterdam.
    Stando ai dati, il ... (Continua)

    29/03/2013 I sintomi correlati con maggior probabilità di arresto cardiaco

    L'insonnia e il rischio cardiaco
    Non riuscire a dormire è senz'altro una delle condizioni più spiacevoli per l'essere umano, tanto che la privazione del sonno costituisce probabilmente la tecnica di tortura più efficace. La mancanza di sonno, tuttavia, rappresenta un pericolo anche per la salute del nostro cuore, come sostiene un ampio studio osservazionale pubblicato sullo European Heart Journal.
    La ricerca è stata condotta da un team dell'Università di Scienza e Tecnologia di Trondheim, in Norvegia, che ha analizzato più ... (Continua)

    23/03/2013 L'orexina coinvolto nei processi che determinano il buonumore

    Un ormone ci dà la sveglia
    A tirarci giù dal letto non è la nostra forza di volontà, ma un semplice ormone, l'orexina. A scoprirlo è una ricerca condotta dall'Università di Los Angeles e firmata da Jerome Siegel. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha mostrato come l'orexina, o ipocretina, sia non solo associato al momento del risveglio, ma anche alla nostra felicità. Una sua assenza o carenza potrebbe infatti indurre in depressione.
    Dalle analisi emerge il fatto che il livello di ipocretina sale quando ... (Continua)

    18/03/2013 Il disturbo legato all'insorgenza della malattia da prioni
    Perdita di udito legata al morbo di Creutzfeldt-Jakob
    Perdere improvvisamente l'udito può essere il segnale di una patologia più grave in corso, il morbo di Creutzfeldt-Jakob, patologia neurodegenerativa causata dai prioni, come la sua variante rara, il cosiddetto morbo della mucca pazza.
    Ad affermare questa possibilità è uno studio dell'ospedale Henry Ford che verrà presto presentato al prossimo congresso dell'American Academy of Neurology. I ricercatori hanno analizzato il caso di un uomo di 67 anni che ha perso l'udito in entrambe le ... (Continua)
    30/01/2013 Alterazione di BRCA connessa a menopausa precoce
    Una mutazione genetica anticipa la menopausa
    L'alterazione a carico del gene BRCA è collegata a un'insorgenza precoce della menopausa, oltre che a un rischio più elevato di sviluppare il cancro al seno o alle ovaie. A dirlo è una ricerca dell'Università della California con sede a San Francisco, che ha dimostrato come le donne portatrici di questa alterazione entrino in menopausa prima delle altre. Fra queste ultime, quelle che fumano anticipano ancora di più l'ingresso nel periodo non fertile.
    Mitchell Rosen, coordinatore della ... (Continua)
    25/01/2013 Anche un bicchierino può condizionare la qualità del sonno

    L'alcool fa dormire male
    Concedersi anche solo un bicchierino di alcool prima di mettersi a letto può far passare male la notte. Lo dice uno studio condotto dal London Sleep Center con la collaborazione dell'Università di Toronto, secondo cui anche una quantità modesta di alcool avrebbe un effetto negativo sul sonno e sulla produzione di sogni.
    Lo studio, pubblicato su Alcoholism: Clinical and Experimental Research, evidenzia in particolare l'influenza negativa della sostanza sulle fasi più sensibili del sonno, come ... (Continua)

    23/01/2013 La qualità del sonno mette in pericolo la felicità coniugale
    Il benessere di coppia insidiato dall'insonnia
    I problemi nella coppia possono essere legati a una precaria qualità del sonno. A scoprirlo è una ricerca effettuata dall'Università della California, secondo cui l'abitudine di dormire poco e male si traduce in una mancanza di energia positiva necessaria a mandare avanti la propria relazione. Il risultato è la sensazione frequente fra i partner di essere trascurati e non sufficientemente corrisposti nel loro amore.
    Lo studio, condotto dalla psicologa Amie Gordon e presentato nel corso del ... (Continua)
    17/01/2013 Dubbi sugli effetti persistenti del farmaco al mattino

    Zolpidem per l'insonnia, l'effetto è troppo prolungato
    L'agenzia del farmaco statunitense – la Fda – ha emesso un alert che mette in guardia sull'azione ritardata dello zolpidem, uno dei farmaci contro l'insonnia più diffusi, commercializzato con vari nomi fra cui Stilnox, Zoldorm e Dorlotil.
    Il mattino successivo all'assunzione la percentuale di principio attivo nel sangue è a volte troppo elevata, il che può rappresentare un rischio concreto, in particolare per le persone che praticano attività in cui la vigilanza è fondamentale, come guidare ... (Continua)

    10/01/2013 Ricerca svela l'influenza determinante dell'effetto placebo

    Per un approccio psicologico all'insonnia
    Se è ormai accertata l'esistenza dell'effetto placebo, nel caso dell'insonnia il fenomeno sarebbe ancora più evidente. A dirlo è una meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal che fa il punto sull'uso di alcuni farmaci non benzodiazepinici, definiti anche “Z drugs” in base alle iniziali dei principi attivi, ovvero zopiclone, zaleplon e zolpidem.
    Il team di ricerca, guidato dalla dott.ssa Tania B. Huedo-Medina dell'Università del Connecticut, ha rivelato come almeno la metà ... (Continua)

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