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  • ARTICOLI TROVATI : 213

    Risultati da 61 a 70 DI 213

    06/05/2011 Nuova tecnica aumenta le possibilità di trapianto
    Moltiplicare le staminali per il trapianto di midollo
    Da oggi il trapianto di midollo potrebbe essere più accessibile, anche nei casi meno facili. È il risultato di una tecnica presentata durante il congresso Gitmo (Gruppo italiano trapianti di midollo osseo) a Firenze.
    Stefano Guidi del Careggi di Firenze spiega: “l'esito del trapianto dipende dalla quantità di cellule trapiantate. Spesso le unità di sangue placentare hanno una scarsa quantità di cellule tale da renderla inadeguata ai pazienti adulti, condizionando negativamente i risultati ... (Continua)
    06/06/2011 13:14:42 Presa di posizione dei medici oncologi che ricordano i rischi delle radiazioni

    Gli oncologi dicono no al nucleare
    A pochi giorni da un discusso referendum sul possibile ritorno del nucleare in Italia, l'associazione che riunisce gli oncologi del nostro paese, l'AIOM, dichiara in maniera decisa la propria contrarietà all'utilizzo di questa tecnologia per motivi di salute pubblica.
    Gli oncologi tengono a precisare che si tratta di una posizione esclusivamente tecnica e non politica, ma ricordano che “non esiste nulla di più cancerogeno delle radiazioni nucleari. Le centrali nucleari non sono ... (Continua)

    14/06/2011 Alternativa terapeutica per chi è intollerante o resistente a imatinib
    Leucemia mieloide cronica, l'efficacia di dasatinib
    Nuove conferme dell’efficacia di dasatinib nel trattamento dei pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica (CP-LMC) resistenti o intolleranti all'attuale terapia standard con imatinib.
    A cinque anni dalla diagnosi la sopravvivenza globale per i pazienti trattati con dasatinib, farmaco sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è pari al 78% ed il 57% dei pazienti è libero da malattia. I dati emergono da uno studio (CA 180-034) che ha coinvolto 670 persone, ... (Continua)
    17/06/2011 Ricercatori italiani scoprono la causa delle forme più resistenti

    Artrite reumatoide, le cellule delle forme più aggressive
    Un team di scienziati dell'Università Cattolica di Roma ha individuato un gruppo di cellule immunitarie responsabili delle forme più aggressive di artrite reumatoide. La scoperta, che apre il campo a nuove cure studiate per i casi più difficili e resistenti ai trattamenti standard, riguarda i linfociti B, il cui ruolo era già stato evidenziato per alcune forme di leucemia.
    Dato il loro grado di resistenza al trattamento, i linfociti B operano danni molto più consistenti alle articolazioni ... (Continua)

    29/07/2011 Identificata nuova potente attività anti-tumorale dell’interleuchina 27

    Novità sulle leucemie pediatriche acute
    Uno studio ha portato all’identificazione di una proteina chiamata interleuchina 27 (IL-27) quale potente agente anti-tumorale nelle leucemie linfoblastiche acute del bambino.
    Si tratta di un'importante scoperta scientifica effettuata a Genova presso l’Istituto Gaslini dal gruppo coordinato dalla dottoressa Irma Airoldi, responsabile del Laboratorio Immunologia e Tumori finanziato dall’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC).
    Lo studio si inserisce nell’area di Ricerca ... (Continua)

    07/10/2011 Sempre più casi fra gli anziani per l'aumento dell'età media
    Tumori, emergenza anziani
    Anziani e tumore, una vera e propria emergenza con cui fare i conti. Un problema destinato a crescere nei prossimi anni, a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e una realtà con la quale i medici si stanno confrontando per comprenderne difficoltà e bisogni.
    “I soggetti in età geriatrica rappresentano una quota in crescente e rapido aumento tra i pazienti neoplastici – dichiara il prof. Riccardo Ghio, direttore del reparto di Medicina Interna 3 dell’Azienda Ospedaliera ... (Continua)
    24/11/2011 L'efficacia di terapie proposte da ricerche recenti

    Il ruolo delle natural killer nella cura della leucemia
    Il trapianto allogenico di midollo osseo o di cellule staminali emopoietiche (CSE) è usato su larga scala nel trattamento di pazienti affetti da leucemie ad alto rischio. Ha il duplice scopo di ricostituire il midollo normale distrutto dalla chemioterapia e radioterapia e di esercitare un importante effetto anti-tumorale.
    Grazie a tale approccio terapeutico è stato possibile trattare con successo migliaia di pazienti. I primi trapianti di midollo sono stati eseguiti utilizzando, come ... (Continua)

    14/12/2011 Un gruppo di geni potrebbe predire la progressione della malattia

    Scoperti nuovi geni legati alla leucemia
    Un team di scienziati americani ha sottoposto un gruppo di pazienti affetti da leucemia a sequenziamento del Dna, scoprendo la possibile associazione di 9 geni alla patologia. La ricerca, che si è concentrata su un gruppo di 91 soggetti colpiti dalla forma più comune del tumore, ovvero la leucemia linfatica cronica, è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine.
    I ricercatori, che appartengono al Dana-Farber Cancer Institute di Boston e al Broad Institute di Cambridge, hanno ... (Continua)

    27/12/2011 Un composto al suo interno sembra in grado di colpire le staminali leucemiche

    Dall'olio di pesce uno spunto per curare la leucemia
    La cura per la leucemia potrebbe passare per uno studio approfondito delle proprietà benefiche dell'olio di pesce. Un team di scienziati della Penn State University ha scoperto che un composto contenuto all'interno dell'olio di pesce è in grado di colpire le cellule staminali leucemiche.
    In una sperimentazione su modello murino, il composto Delta-12-protaglandin J3 ha mostrato di poter eliminare le staminali correlate alla leucemia mieloide cronica. Il composto deriva dall'EPA, l'acido ... (Continua)

    12/01/2012 12:45:59 Il responsabile della maggiore aggressività della malattia

    Scoperto nuovo marcatore per la Leucemia Linfatica Cronica
    Utilizzando tecniche nuove di sequenziamento del DNA è stato possibile descrivere le mutazioni somatiche che esistono nella leucemia linfatica cronica. Il cosiddetto “splicing” del pre-Rna messsagero sarebbe il responsabile di un processo cellulare fondamentale nel determinare la malattia.
    A dimostrarlo è stato uno studio effettuato da uno degli Istituti di Harvard a Boston (USA) la cui responsabile è Catherine J. Wu. La scienziata ha individuato in 91 pazienti 9 geni in cui erano ... (Continua)

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