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    Risultati da 161 a 170 DI 170

    20/02/2020 11:00:00 Pericolo di lesioni cerebrali traumatiche

    Alzheimer, gli antipsicotici aumentano il rischio di cadute
    Uno studio apparso sul Journal of the American Geriatrics Society rivela che l'uso di antipsicotici nelle persone affette da Alzheimer aumenta il rischio di cadute e relative lesioni alla testa.
    «Le persone con malattia di Alzheimer hanno un rischio più elevato di cadute e quindi di lesioni cerebrali traumatiche, e hanno una prognosi peggiore dopo questi eventi rispetto a quelle non affette dalla patologia. Pertanto, se possibile, sarebbe meglio evitare di aggiungere rischi con antipsicotici ... (Continua)

    20/11/2020 Fatta luce sull’influenza del microbiota intestinale

    Dal microbiota all'Alzheimer, c'è la prova
    La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza. Ancora incurabile, colpisce direttamente quasi un milione di persone in Europa e indirettamente milioni di membri della famiglia e la società nel suo insieme.
    Negli ultimi anni, la comunità scientifica ha sospettato che il microbiota intestinale svolga un ruolo nello sviluppo della malattia. Un team dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni Di Dio Fatebenefratelli di Brescia insieme ai colleghi dell’Università di Napoli, IRCCS Centro ... (Continua)

    21/12/2020 15:30:00 Placche amiloidi più probabili in caso di deficit cognitivo

    L’inquinamento aumenta il rischio di Alzheimer
    L’inquinamento costituirebbe un fattore di rischio per l’insorgenza del morbo di Alzheimer. Lo rivela uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team dell’Università della California di San Francisco.
    A maggiori livelli di inquinamento atmosferico corrisponde un rischio più elevato di accumulo di placche amiloidi – tipico segno di Alzheimer – nei soggetti anziani colpiti da deficit cognitivo.
    Lo studio, diretto da Gil Rabinovici, ha esaminato le scansioni Pet di oltre 18.000 anziani ... (Continua)

    23/04/2021 12:41:00 La malattia neurodegenerativa influenzata anche dai tratti di personalità

    Essere nevrotici aumenta il rischio di Parkinson
    La malattia di Parkinson colpisce circa l’1-2% della popolazione anziana mondiale ed è la seconda patologia neurodegenerativa più comune dopo il morbo di Alzheimer. Seppur le cause non siano ancora note, gli scienziati ritengono che fattori genetici e ambientali contribuiscano alla sua insorgenza.
    Una nuova ricerca con partecipazione dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di Cosenza e l’Istituto per le bioimmagini e ... (Continua)

    08/06/2021 13:45:00 Il primo autorizzato dopo 20 anni

    Un farmaco cura il morbo di Alzheimer
    L’agenzia del farmaco statunitense – la Fda – ha approvato l’utilizzo del farmaco aducanumab per il trattamento del morbo di Alzheimer. Si tratta di una decisione storica, è infatti il primo medicinale ad essere approvato per questa malattia dopo 20 anni.
    Una decisione arrivata però nonostante il parere contrario della commissione indipendente di esperti in materia di Alzheimer, secondo cui non ci sarebbero evidenze sufficienti per stabilire l’efficacia del prodotto.
    La terapia consiste ... (Continua)

    30/07/2021 17:30:00 Il consumo di pesce azzurro può aiutare nella prevenzione

    Alzheimer, nei soggetti a rischio efficaci gli Omega 3
    In assenza di problemi cognitivi, nei soggetti a rischio di Alzheimer il consumo di pesce azzurro è associato a una maggiore resilienza cerebrale. Lo dimostra uno studio condotto dal Barcelona Beta Brain Research Center su 340 soggetti.
    Una maggiore assunzione di Dha sembra prevenire la neurodegenerazione. Già uno studio del 2015 aveva segnalato un rischio ridotto di Alzheimer nei soggetti che assumono Dha.
    Tuttavia, alcuni studi controllati randomizzati su integrazione di Dha e ... (Continua)

    16/09/2021 Le lipoproteine favoriscono il deposito di beta-amiloide

    Il grasso aumenta il rischio di Alzheimer
    Come noto, l’accumulo di proteina beta-amiloide nel cervello è segno distintivo del morbo di Alzheimer. Un gruppo di studi dell’Università Curtin di Perth, coordinato dal direttore del Curtin Health Innovation Research Institute, John Mamo, ha indagato l’origine di questo accumulo anomalo, individuandolo nella dispersione nel cervello di particelle grasse, le lipoproteine.
    Le stesse particelle che causano l’ipercolesterolemia favorirebbero anche l’accumulo di proteine tossiche nel cervello, ... (Continua)

    21/09/2021 15:30:00 Identifica una proteina che protegge il nucleo cellulare da malformazioni

    Guardare al nucleo delle cellule per comprendere l’Alzheimer
    Le cellule dei nostri tessuti sono sottoposte a stimoli e stress di diversa natura ai quali rispondono modificando e regolando l’organizzazione del genoma e l’espressione dei geni.
    Un meccanismo cruciale alla base di questa capacità fa perno sulla proteina PIN1, coinvolta nella decodifica di diversi tipi di segnali che la cellula riceve, ed è per questo implicata in molteplici processi fisiopatologici. Alterazioni dei suoi livelli sono associate a diverse condizioni di malattia: mentre un ... (Continua)

    08/11/2021 17:30:00 Alcuni pazienti beneficiano di un’iperattivazione dei geni MEF2

    Malati di Alzheimer, ma senza sintomi
    Una famiglia di geni – MEF2 – è strettamente collegata a un’evoluzione benigna del morbo di Alzheimer. Lo dimostra uno studio del Massachusetts Institute of Technology pubblicato su Science Translational Medicine.
    "Stiamo imparando a conoscere sempre più a fondo gli elementi che proteggono la funzione del cervello", spiega Li-Huei Tsai, direttore del Picower Institute for Learning and Memory al Mit e co-autore del lavoro. "Comprendere questi meccanismi di resilienza potrebbe essere utile per ... (Continua)

    02/12/2021 10:00:00 Identificate alterazioni cerebrali alla base della disabilità intellettiva

    Sindrome di Down, nel sangue i segnali dell’Alzheimer
    La sindrome di Down è la più comune causa genetica di disabilità intellettiva ed è dovuta alla presenza, parziale o totale, di un cromosoma 21 in sovrannumero (la cosiddetta “trisomia 21”). Si stima che l'attuale prevalenza nella popolazione generale vari tra 1:1000 e 1:2000 nati. La disabilità intellettiva è costante, ma di grado variabile. Inoltre, l'evoluzione della sindrome di Down può essere condizionata da un invecchiamento precoce e dalla comparsa della malattia di Alzheimer.
    È noto ... (Continua)

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