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    Risultati da 11 a 20 DI 170

    22/07/2009 Migliorano la memoria nella demenza
    Le staminali nervose contro i danni da Alzheimer
    Recuperare la memoria grazie a un'iniezione di cellule staminali nervose nel cervello: i pazienti malati del Morbo Di Alzheimer possono sperare di recuperare i loro ricordi grazie a uno studio dell'Università della California.
    La ricerca ha provato che iniettando nel cervello dei topi di laboratorio cellule staminali neurali, si generavano nelle cavie nuove connessioni neuronali e gli animali recuperavano la memoria.
    I risultati scientifici dell'indagine sono stati pubblicati sulla ... (Continua)
    02/12/2009 Ricercatori svedesi testano una nuova proteina per prevenire la malattia
    Dalla Svezia una proteina contro l'Alzheimer
    Contro il morbo di Alzheimer potrebbe aver effetto una nuova proteina, creata in laboratorio da un'equipe di medici svedesi. Grazie a particolari tecniche di biongegneria, infatti, i ricercatori hanno sviluppato una proteina in grado di combattere in maniera efficace la patologia neurodegenerativa.
    Lo ha reso noto il professor Torleif Hard della Swedish University of Agricultural Sciences commentando i risultati della sperimentazione: “Attualmente non esistono cure per l'Alzheimer. Chi ne ... (Continua)
    28/12/2009 Ultime ricerche e nuovi centri di cura

    Un'iniezione nel cervello contro l'Alzheimer
    Si apre un nuovo orizzonte di speranza per i malati di Alzheimer, grazie a una ricerca condotta negli Stati Uniti all'Università della California di San Diego.
    Alcuni ricercatori hanno praticato un'iniezione di un comune fattore di crescita neuronale direttamente nel cervello di scimmie e topolini malati di Alzheimer, riscontrando un aumento delle sinapsi, delle connessioni neuronali e l'arresto della morte delle cellule nervose.
    La sostanza iniettata è il BDNF (Brain Derived Neurotrophic ... (Continua)

    07/01/2010 Le onde emesse dai cellulari farebbero regredire il morbo
    Una telefonata per l'Alzheimer
    Sembrerebbe il riscatto dei telefonini, almeno in parte. Sono passati infatti solo pochi giorni da un meta-studio, di cui vi abbiamo dato conto (leggibile attraverso il link che trovate in fondo all'articolo), sulla pericolosità dei cellulari per la salute dell'uomo che anticipava tra l'altro i risultati tanto attesi della ricerca internazionale Interphone sponsorizzata dall'Oms.
    Ora però una nuova ricerca americana fa emergere un aspetto non considerato finora, ovvero la possibilità che ... (Continua)
    26/01/2010 Un'intensa spiritualità rallenta la progressione neurodegenerativa

    Essere religiosi aiuta contro l'Alzheimer
    La tesi è curiosa, ma pare sorretta da prove scientifiche. Credere in Dio o comunque possedere una certa attitudine alla spiritualità rallenterebbe il decorso della demenza senile e dei danni procurati dal morbo di Alzheimer.
    A sostenerlo è una ricerca condotta da due ricercatori della Clinica geriatrica dell'Università di Padova, diretta dal professor Enzo Manzato. Lo studio ha preso in esame 64 pazienti colpiti dall'Alzheimer e in fasi differenti di avanzamento della malattia. I ... (Continua)

    14/04/2010 10:55:18 Gli alimenti più indicati per i loro effetti benefici sul cervello

    La dieta per evitare l'Alzheimer
    Anche l'Alzheimer può essere prevenuto seguendo precise indicazioni alimentari. È quanto sostengono alcuni ricercatori della Columbia University di New York, che hanno pubblicato uno studio sugli effetti che alcuni cibi hanno in ottica preventiva sul morbo di Alzheimer.
    Secondo gli scienziati guidati da Yian Gu, gli alimenti migliori in tal senso sarebbero le verdure a foglia verde scuro, i cavoli, i pomodori, il pesce azzurro, olio e cereali. I medici statunitensi hanno pubblicato i ... (Continua)

    25/06/2010 Fra pochi anni la mappatura del Dna potrebbe diventare un esame di routine

    Più genoma per tutti
    Andremo dal medico con il nostro patrimonio genetico sotto braccio? È quanto spera si concretizzi al più presto Francis Collins, a capo dello Human Genome Project, il progetto che ha portato al sequenziamento del genoma umano dieci anni fa.
    Collins, che è anche direttore del National Institutes of Health americano, è convinto che nel giro di dieci anni, la maggior parte delle persone potrebbe disporre delle informazioni genetiche del proprio Dna e garantirsi così un'assistenza sanitaria ... (Continua)

    02/09/2010 Studio mette in discussione i benefici di una buona attività cerebrale

    Pro e contro di un cervello allenato
    Era ormai diventata una conoscenza condivisa da molti, se non da tutti, ma “allenare” il proprio cervello potrebbe avere anche effetti negativi. Ad affermarlo una recente ricerca statunitense pubblicata sulla rivista specializzata Neurology.
    Secondo i ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago, le attività che chiamano in causa il cervello stimolandolo come ad esempio lo studio, le parole crociate e il sudoku, ma anche più semplicemente la televisione o la radio, avrebbero ... (Continua)

    07/10/2010 Bassi livelli dell'ormone favoriscono l'insorgenza della patologia
    Testosterone fattore di rischio per l'Alzheimer
    Il testosterone, l'ormone sessuale maschile, è associato all'Alzheimer. Nello specifico, una sua carenza prolungata nel tempo faciliterebbe lo sviluppo della malattia. A sostenerlo è uno studio condotto dall'Università di Hong Kong, che si è basato sull'analisi di un gruppo di 153 uomini a partire dai 55 anni a cui non era stata diagnosticata la malattia, ma che ne mostravano i primissimi sintomi, come perdite di memoria occasionali e lievi problemi cognitivi.
    Passato un anno, 10 soggetti ... (Continua)
    28/10/2010 Consumo elevato di sigarette associato a un rischio altissimo di Alzheimer

    Il fumo scatena l'Alzheimer
    Fumare non è davvero un buon affare. Stando ai risultati di una ricerca statunitense, infatti, la passione per le sigarette può essere associata anche a un elevato rischio di insorgenza di una delle patologie neurodegenerative più temute, il morbo di Alzheimer.
    Secondo i dati di uno studio che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 21 mila persone, i fumatori più accaniti – si parla di un consumo di due pacchetti di sigarette al giorno – vedranno la propria possibilità di sviluppare ... (Continua)

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