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    Risultati da 101 a 110 DI 170

    21/01/2016 17:07:00 Studio su pazienti affetti da trisomia 21

    L'Alzheimer spiegato dalla sindrome di Down
    Un nuovo trial clinico proverà a trovare una soluzione per la cura del morbo di Alzheimer. Ad annunciarlo sono i ricercatori della University of California di San Diego, che somministreranno a 24 adulti con sindrome di Down un vaccino ideato per evitare l'accumulo di placche di proteina beta-amiloide nel cervello.
    Il vaccino si chiama ACI-24 e stimola la produzione di anticorpi diretti contro gli accumuli tossici del peptide beta-amiloide. I ricercatori hanno scelto i pazienti Down perché ... (Continua)

    02/02/2016 10:13:00 Basato sulle informazioni raccolte dal medico di base

    L'algoritmo che predice l'Alzheimer
    Le informazioni raccolte dal medico di base possono costituire la base di lavoro per un algoritmo destinato a predire il rischio di Alzheimer. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Bmc Medicine da un team dello University College di Londra.
    Gli scienziati, coordinati da Kate Walters, hanno utilizzato i dati di oltre 930mila assistiti che facevano parte del database dell'Health Improvement Network (Thin) e non mostravano segni di demenza né disturbi cognitivi.
    Le informazioni sulla loro ... (Continua)

    15/02/2016 14:26:00 Livelli più elevati proteggono dalle alterazioni del morbo

    Alzheimer, la proteina Bdnf è un alleato della memoria
    Concentrazioni più elevate di Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor) assicurano maggiori capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da un team del Rush University Medical Center di Chicago guidato da Aron Buchman.
    Secondo l'ipotesi di lavoro, livelli più alti di Bdnf potrebbero garantire al cervello protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.
    Lo studio ha visto la partecipazione di 535 persone con un'età media di 81 anni, seguite fino al momento della ... (Continua)

    03/03/2016 09:23:00 Possibilità di traumi cerebrali ripetuti dalle conseguenze oscure

    Il football americano crea danni al cervello
    Un'altra ricerca ci ricorda quanto sia duro uno sport come il football americano. Nel laboratorio della Boston University School of Medicine, la prof.ssa Ann McKee ha analizzato i cervelli di 92 ex giocatori della Nfl, la lega professionistica americana, e di 55 ex giocatori di squadre di college.
    «È incredibile cosa combinano ai propri cervelli», spiega la neuropatologa, che nella stragrande maggioranza dei casi ha trovato i segni della Encefalopatia traumatica cronica (Etc), la condizione ... (Continua)

    09/03/2016 12:29:00 Creato farmaco in grado di veicolare l’ormone direttamente nel cervello

    Insulina e nanoparticelle per combattere l’Alzheimer
    Analogamente a quanto accade ai diabetici, i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, conosciuto anche come Diabete di tipo 3, sviluppano una resistenza all’insulina cerebrale, condizione considerata un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia. L’ormone, indotto come terapia sperimentale, è in grado di migliorare le facoltà cognitive in soggetti con l’Alzheimer, inibendo la neurodegenerazione.
    Ora una ricerca coordinata dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del ... (Continua)

    17/03/2016 14:16:00 La Settimana Mondiale del Cervello segnala l'importanza della diagnosi precoce
    Il tempo è cervello
    Quando si tratta di malattie neurologiche il tempo è determinante. La Settimana Mondiale del Cervello, promossa in Italia dalla Società italiana di neurologia, lo ricorda attraverso incontri ed eventi che vertono proprio sul rapporto fra il tempo e le malattie neurologiche, con riferimento non solo all'urgenza, ma anche all’esigenza di diagnosi tempestive e di soluzioni anticipatorie nelle malattie croniche.
    “Il fattore tempo – sostiene il Prof. Leandro Provinciali, Presidente della SIN – è ... (Continua)
    18/03/2016 Dimezzato il rischio di insorgenza grazie all'attività fisica
    Lo sport riduce il rischio di Alzheimer
    Se non è ancora possibile curarlo, il morbo di Alzheimer può essere però prevenuto grazie a uno stile di vita ben preciso. Una ricerca condotta dall'Università della California di Los Angeles e dall'Università di Pittsburg ha quantificato i benefici derivanti dall'attività fisica nella prevenzione della temibile malattia neurodegenerativa.
    L'analisi, pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease, ha analizzato 876 anziani con un'età media di 78 anni che facevano parte del vasto studio ... (Continua)
    21/04/2016 16:23:00 L'interleuchina 33 può ridurre i sintomi della malattia

    Una proteina naturale ferma l'Alzheimer
    La somministrazione di interleuchina 33, una proteina naturale, si associa a una riduzione dei sintomi causati dal morbo di Alzheimer. A scoprirlo è un team dell'Università di Glasgow e dell'Hong Kong University che ha pubblicato su Pnas i dettagli della propria scoperta.
    I risultati indicano un miglioramento della memoria e la capacità di prevenzione dell'accumulo di depositi di placche amiloidi nel cervello. L'interleuchina 33 viene prodotta dall'organismo come forma di difesa nei ... (Continua)

    26/05/2016 17:10:00 Ipotesi infettiva per alcune forme sporadiche

    Morbo di Alzheimer contagioso?
    Una forma di contagio per l'Alzheimer? È l'ipotesi proposta da alcuni ricercatori della Harvard Medical School, che hanno pubblicato su Science Translational Medicine i dettagli della loro analisi.
    Secondo il gruppo guidato da Rudolph Tanzi, l'Alzheimer potrebbe insorgere a causa di una risposta immunitaria spropositata nei confronti di un virus. L'ipotesi è che virus, funghi e batteri possano oltrepassare la membrana che separa la circolazione sanguigna dal cervello. Di fronte alla ... (Continua)

    07/07/2016 11:27:00 Studio americano mostra gli effetti positivi della sostanza

    La cannabis può curare l'Alzheimer
    La cannabis potrebbe essere assoldata per la cura del morbo di Alzheimer. Lo prefigura uno studio apparso su Aging and Mechanisms of Disease a firma di ricercatori del Salk Institute di La Jolla, in California.
    Stando ai dati emersi dalla ricerca, i composti contenuti nella marijuana, in particolare il tetraidrocannabinolo, sarebbero in grado di stimolare la rimozione cellulare di beta amiloide, proteina tossica il cui accumulo è associato alla comparsa del morbo di Alzheimer. La ricerca, ... (Continua)

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