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  • ARTICOLI TROVATI : 171

    Risultati da 101 a 110 DI 171

    09/10/2014 10:24:00 Incidere sulla malattia intervenendo prima
    Morbo di Alzheimer, raccomandazioni per una diagnosi precoce
    Intervenire prima per intervenire meglio. È il punto su cui ruotano gli sforzi dei neurologi quando si parla di Alzheimer. Il prof. Carlo Ferrarese, Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca, ne conferma l'importanza strategica.
    “La speranza di poter interferire significativamente sul decorso di una malattia neurodegenerativa, come la malattia di Alzheimer, si fonda sull’avvenuto riconoscimento di alcuni dei processi fondamentali nella ... (Continua)
    02/10/2014 14:24:00 Probabilità maggiori legate a una maggiore esposizione allo stress

    Donne gelose attente! Rischiate l'Alzheimer
    Chi soffre di gelosia dovrebbe stare attento e rivedere le sue priorità. Uno studio dell'Università di Goteborg pubblicato su Neurology rivela infatti che le donne di mezza età il cui comportamento è caratterizzato da gelosia, cambiamenti repentini di umore e ansia hanno più probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer in età avanzata.
    Il gruppo svedese ha somministrato dei test psicologici a un campione di 800 donne a trenta, quaranta e cinquant'anni. Le domande vertevano sulle loro ... (Continua)

    10/09/2014 14:36:00 I farmaci ansiolitici aumentano le probabilità della malattia

    Le benzodiazepine causano l'Alzheimer
    Assumere benzodiazepine espone a un rischio maggiore di morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da Sophie Billioti de Gage dell'Università di Bordeaux.
    La ricercatrice francese spiega: “abbiamo trovato che il rischio aumenta del 43-51% in persone (over-65enni) che hanno iniziato un trattamento con benzodiazepine in passato (più di 5 anni prima della diagnosi). Il rischio compare per individui che hanno usato i farmaci per almeno tre mesi e aumenta con ... (Continua)

    29/08/2014 10:18:00 Il THC ne rallenta la progressione

    La marijuana contro l'Alzheimer
    Il principio attivo delle foglie di cannabis - THC - sembra in grado di rallentare o addirittura arrestare la progressione del morbo di Alzheimer. Lo afferma una ricerca dell'Università della Florida del Sud, i cui scienziati evidenziano il ruolo positivo svolto dal delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) nel controllo della malattia.
    Si parla ovviamente di livelli molto bassi del principio attivo. I risultati della sperimentazione effettuata su un modello cellulare della malattia sono stati ... (Continua)

    15/07/2014 17:38:00 Pioglitazone sembra prevenire la malattia

    Speranza per l’Alzheimer da un farmaco per il diabete
    Un farmaco utilizzato per il controllo del diabete potrebbe rivelarsi utile in caso di Alzheimer. Si tratta di pioglitazone, medicinale che sembra prevenire la patologia neurodegenerativa.
    A sostenerlo è uno studio tedesco del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative, secondo cui le persone che assumono pioglitazone – farmaco dell’azienda farmaceutica giapponese Takeda commercializzato con il nome di Actos - hanno un rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer più basso della ... (Continua)

    07/07/2014 11:15:00 Un deficit di TREM2 rende più probabile la demenza

    Senza una proteina si scatena l'Alzheimer
    La carenza di una proteina chiamata TREM2 rende più probabile l'insorgenza del declino cognitivo e di malattie come il morbo di Alzheimer. A ipotizzarlo è una ricerca internazionale a cui hanno preso parte scienziati della Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, dell’Universitat Autònoma de Barcelona e del Sant Pau Biomedical Research Institute (IIB Sant Pau).
    Lo studio, pubblicato su Science Tranlational Medicine, ha svelato il meccanismo molecolare in base al quale le forme mutate della ... (Continua)

    02/07/2014 12:23:00 I malati manifestano un'iperattività cerebrale

    Rischio di epilessia per chi soffre di Alzheimer
    Essere malati di Alzheimer espone a un rischio decisamente più elevato della media di subire crisi epilettiche. A dirlo è uno studio dell'Università di Tel Aviv pubblicato su Cell Reports.
    Il rischio più alto sarebbe legato alla proteina beta-amiloide, nota per essere coinvolta nello sviluppo e nella progressione del morbo di Alzheimer. I ricercatori israeliani hanno individuato l'esatto meccanismo molecolare alla base dell'aumento dell'attività neuronale nei pazienti affetti da Alzheimer, ... (Continua)

    26/06/2014 09:34:00 Riduce i danni alle vie nervose

    Il cacao previene l'Alzheimer
    Il cacao non smette di stupire e rivela un'altra importante proprietà, un fattore di protezione nei confronti del morbo di Alzheimer. A dirlo è una ricerca dell'Icahn School of Medicine presso il Mount Sinai Hospital di New York in collaborazione con la Kanazawa University, in Giappone.
    I ricercatori hanno scoperto che un estratto del cacao Lavado può ridurre i danni alle vie nervose che si verificano nel cervello dei malati di Alzheimer prima dello sviluppo dei sintomi veri e propri.
    Lo ... (Continua)

    19/05/2014 10:15:00 Sclerosi multipla, ma anche Alzheimer e Parkinson

    Vene coinvolte in diverse malattie neurodegenerative
    Il ‘fattore vene’ protagonista non solo nella sclerosi multipla, ma anche nel morbo di Alzheimer e nel Parkinson, questo uno temi più importanti emersi nel Congresso ‘Veinland’ che il Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, diretto dal prof Paolo Zamboni, ha tenuto nell'Isola di Albarella (Rovigo) su ‘Innovazione ed eccellenza in Flebologia’, con la presenza di relatori che nei rispettivi campi di ricerca sono ai vertici nelle università internazionali.
    L’Insufficienza venosa ... (Continua)

    16/05/2014 16:35:00 La malattia dei piccoli vasi cerebrali aumenta il rischio

    I fattori di rischio vascolare favoriscono l'Alzheimer
    C'è un nesso fra la malattia dei piccoli vasi cerebrali (Svd) e il rischio di Alzheimer. Nei soggetti affetti dalla prima condizione, infatti, la deposizione di amiloide è sensibilmente maggiore, soprattutto fra i portatori dell’allele ε4 dell’apolipoproteina E.
    Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team coordinato da Maartje Kester del Centro Alzheimer della Vu University di Amsterdam, che spiega: «la malattia di Alzheimer è caratterizzata dalla comparsa ... (Continua)

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