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    Risultati da 111 a 120 DI 171

    23/04/2014 16:05:00 Il complesso RPC potrebbe ostacolare la malattia

    Un complesso proteico contro l'Alzheimer
    Un complesso proteico denominato RPC (Retromer Protein Complex) o retromero potrebbe rappresentare una nuova valida opzione terapeutica per i tanti ammalati di Alzheimer.
    Lo sostiene una ricerca condotta dagli scienziati del Columbia University Medical Center, del Weill Cornell Medical College e della Brandeis University, che hanno scoperto una nuova classe di composti farmacologici – chiamati chaperon – apparentemente in grado di bloccare l'evoluzione della patologia aumentando i livelli di ... (Continua)

    17/04/2014 12:40:00 Il ruolo della variante ApoE4

    Un gene aumenta il rischio di Alzheimer nelle donne
    In presenza di una variante genetica denominata ApoE4 le donne rischiano più di altri di essere affette dal morbo di Alzheimer. A dirlo è uno studio della Stanford University pubblicato su Annals of Neurology.
    I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a un vasto campione di anziani seguiti nel corso del tempo con un monitoraggio che teneva conto del progressivo passaggio da una condizione di buona salute al lieve declino cognitivo e poi all'Alzheimer.
    Dai risultati è emerso che chi è ... (Continua)

    01/02/2014 12:53:44 La proteina agisce sugli enzimi chinasi MAPK

    Una molecola per salvare i diabetici dall'Alzheimer
    Chi ha il diabete mostra un rischio superiore alla media di insorgenza del morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricerca dell'Alexander Silberman Institute of Life Sciences presso la Hebrew University ha messo a punto una nuova molecola che dovrebbe favorire il controllo di quei meccanismi che una volta innescati promuovono lo sviluppo dell'Alzheimer nei pazienti diabetici.
    Lo studio, pubblicato su Redox Biology – la rivista ufficiale della Society for Free Radical Biology and Medicine e della ... (Continua)

    30/01/2014 12:24:30 Un derivato del Ddt associato a maggior rischio di insorgenza della malattia

    Il Ddt aumenta il rischio di Alzheimer
    Avere nel sangue un livello elevato di un derivato del Ddt è prefigurabile come fattore di rischio per l'insorgenza del morbo di Alzheimer. A dirlo è uno studio condotto dall'Environmental and Occupational Health Sciences Institute di Piscataway, in New Jersey, e pubblicato su Jama Neurology.
    “L’Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più comune al mondo, e i fattori di rischio della forma a esordio dopo i 60 anni non sono del tutto chiari, pur includendo motivi ambientali e legati allo ... (Continua)

    23/12/2013 12:22:32 Scoperti i meccanismi e i motivi della diffusione della patologia

    L'origine dell'Alzheimer non ha più segreti
    Il morbo di Alzheimer non ha più segreti, almeno per quanto concerne le sue origini. Ad alzare il velo sui meccanismi di innesco e diffusione della malattia è uno studio condotto dai ricercatori del Columbia University Medical Center che ha illustrato l'origine, le modalità di diffusione della patologia e le ragioni per cui ciò avviene.
    La ricerca è stata pubblicata su Nature Neuroscience e condotta utilizzando una variante ad alta risoluzione della risonanza magnetica funzionale per ... (Continua)

    16/12/2013 11:54:00 L'esposizione ai perfluorurati aumenta il rischio

    Alcune pentole possono causare il diabete
    Il rischio di diabete aumenta con l'esposizione ai perfluorurati (PFC), sostanze utilizzate per la costruzione delle pentole antiaderenti. Queste sostanze servono anche per la realizzazione di altri prodotti come le schiume antincendio, i materiali idrorepellenti, la sciolina e i tessuti in GoreTex.
    È un team dell'Università svedese di Uppsala ad aver scovato il nesso. I ricercatori hanno realizzato uno studio su un gruppo di circa 1000 persone di entrambi i sessi misurandone 7 diversi tipi ... (Continua)

    22/11/2013 Non sembrano esserci legami fra le due patologie
    Alzheimer e degenerazione maculare, nesso poco chiaro
    Più volte è stata avanzata la possibilità che vi fosse un nesso fra l'insorgenza della degenerazione maculare legata all'età (Amd) e il morbo di Alzheimer, senza che si sia mai giunti a provarne scientificamente l'esistenza reale.
    Un team di ricercatori dell'Università di Manchester guidato dall'oculista Tiarnan Keenan ha voluto cercare risposte ai dubbi sull'eventuale maggior frequenza di Alzheimer fra chi è affetto da degenerazione maculare.
    Il dott. Keenan spiega: “Amd e Alzheimer non ... (Continua)
    15/11/2013 12:23:54 Disturbi cognitivi ridotti grazie a un'assunzione migliore

    Demenza correlata a diabete, meglio singola dose di insulina
    Il rapporto intercorrente fra demenza, Alzheimer e diabete di tipo 2 è noto da tempo. Chi è malato ha maggiori possibilità di sviluppare il morbo di Alzheimer in età giovane e più probabilità che insorga la demenza vascolare rispetto alle persone che non hanno il diabete.
    Uno studio pubblicato su Diabetes Care da parte degli scienziati del Beth Israel Deaconess Medical Center ha sperimentato l'utilizzo di una singola dose di insulina intranasale allo scopo di ridurre al minimo gli eventuali ... (Continua)

    15/11/2013 Idrogeno solforato e melanocortine ne rallentano la progressione

    Due nuove sostanze per l'Alzheimer
    Dai ricercatori italiani arrivano nuove speranze per la lotta all'Alzheimer. Un team di scienziati dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha infatti studiato l'efficacia di due nuove sostanze, l'idrogeno solforato e le melanocortine, per rallentare la progressione del morbo di Alzheimer, patologia a tutt'oggi priva di una reale cura.
    Il gruppo, coordinato da Salvatore Guarini, ha pubblicato gli esiti dei propri esperimenti su due riviste di settore, Neurobiology of Learning ... (Continua)

    08/11/2013 10:27:45 La pimavanserina sembra efficace sul disturbo legato al Parkinson

    Un farmaco per la psicosi da Parkinson
    Spesso i pazienti affetti da morbo di Parkinson soffrono anche di psicosi, in particolare allucinazioni e delirio. Per contrastare questo effetto secondario della malattia potrebbe essere utilizzato un nuovo farmaco, la pimavanserina.
    A dirlo è uno studio pubblicato su The Lancet da un team del Wolfson Centre for Age-Related Diseases presso il King’s College di Londra. La pimavanserina è un medicinale non dopaminergico e potrebbe rivelarsi un trattamento sicuro ed efficace per questo tipo di ... (Continua)

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