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    Risultati da 111 a 120 DI 170

    08/07/2016 16:50:00 Livelli ideali di Hdl allontanano il rischio di Alzheimer

    Il colesterolo buono fa bene anche al cervello
    Non fa bene solo al cuore, ma anche al cervello. È quanto sostiene una ricerca americana riguardo l'ormai famoso colesterolo Hdl, quello definito “buono”. Secondo i ricercatori della Columbia University di New York, guidati da Christiane Reitz, c'è un nesso evidente fra l'Hdl e il morbo di Alzheimer.

    Nello specifico, un'analisi su oltre 1100 anziani senza sintomi di demenza senile ha messo in luce un rapporto inverso fra alti livelli di Hdl e probabilità di sviluppare l'Alzheimer. I ... (Continua)

    28/07/2016 12:38:00 Lmtx riduce gli ammassi della proteina Tau
    Nuovo farmaco efficace contro l'Alzheimer
    Una speranza per i malati di Alzheimer i cui bisogni di cura cominciano presto nel corso della malattia e si evolvono costantemente nel tempo, richiedendo una pianificazione avanzata, monitoraggio e coordinamento. Il nuovo farmaco Lmtx, rallenta la progressione della malattia dell'80%. Il trattamento si è dimostrato efficace in un ampio studio di fase III che ha coinvolto pazienti con sintomi da lievi a moderati. Ma questo farmaco, ancora in fase di sperimentazione, non ha avuto lo stesso ... (Continua)
    08/09/2016 15:00:00 Ricercatori svelano la presenza di particelle inquinanti nell'organo

    Lo smog entra nel cervello
    Nel cervello di persone che risiedono in quartieri densamente trafficati sono presenti minuscole particelle di inquinanti. Lo rivela uno studio della Lancaster University, nel Regno Unito, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.
    È noto da tempo che l'inquinamento atmosferico produce danni ai polmoni e al cuore di chi è esposto, ma questa è la prima ricerca a evidenziare un effetto negativo anche sul cervello.
    Il team inglese ha analizzato campioni di tessuto ... (Continua)

    12/09/2016 14:45:00 L'infiammazione scaturita dalla loro presenza può favorirne l'insorgenza
    Alzheimer, coinvolti anche i batteri
    Anche i batteri potrebbero essere coinvolti nei meccanismi di insorgenza del morbo di Alzheimer. Lo dice uno studio pubblicato su Neurobiology of Aging da un team dell'Irccs Fatebenefratelli di Brescia, che ha scoperto un possibile legame fra l'origine della malattia e la presenza di alcuni microbi alla base di alterazioni di tipo infiammatorio nell'intestino.
    Lo studio, coordinato da Giovanni Frisoni e Annamaria Cattaneo, si è concentrato sulle proteine Amiloide e Tau, prodotte di norma dal ... (Continua)
    20/09/2016 16:30:00 Nuova scoperta di ricercatori italiani sul recettore Tfr2

    Ansia, troppo ferro nel tessuto nervoso
    Le crisi d'ansia sono associate a un aumento della presenza di ferro nel tessuto nervoso. La scoperta è firmata da ricercatori del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (Nico) dell'Università di Torino, che su Scientific Reports hanno pubblicato i dettagli dell'analisi.
    Studi precedenti avevano suggerito che il sovraccarico di ferro fosse implicato con l'insorgenza di malattie neurodegenerative. Questo nuovo studio apre invece la strada a nuove possibili terapie per gli stati ansiosi ... (Continua)

    22/09/2016 09:40:00 Sistema colinergico potenziato da alti livelli di scolarità e occupazione

    Alzheimer, prevenirlo impegnando il cervello
    47 milioni di malati in tutto il mondo, 1 milione e 200mila in Italia. Cifre destinate a triplicare entro il 2050. Sono gli inquietanti numeri legati alla diffusione del morbo di Alzheimer, resi noti in occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia.
    Se curare la patologia è al momento impossibile, si può pensare almeno di prevenirla? Secondo una ricerca dell’Alzheimer Disease Research Center, la risposta è sì, almeno in parte.
    Gli scienziati sono infatti convinti che un lavoro ... (Continua)

    28/09/2016 12:41:00 MDA7 è il nome del farmaco sperimentato da ricercatori americani

    Alzheimer, nuovo composto ne previene la progressione
    Un nuovo composto in fase di sperimentazione ha mostrato tutta la propria efficacia nei confronti del morbo di Alzheimer. Un team del Cleveland Clinic Lerner College of Medicine, coordinato dal prof. Mohamed Naguib, sta analizzando le proprietà di un nuovo farmaco utilizzato per il controllo del dolore neurologico in caso di chemioterapia.
    Il composto, chiamato MDA7, sembra possedere «un grande potenziale», come spiega Naguib. Il medicinale sarebbe in grado non solo di prevenire la ... (Continua)

    19/10/2016 14:34:00 Fra pochi anni sarà nota l'origine di ogni malattia
    L'Atlante delle cellule umane
    Ogni singola cellula dell'organismo umano non avrà più segreti nel giro di qualche anno. Lo promettono i ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute, nel Regno Unito, del Massachussetts Institute of Technology e dell'Harvard University, che intendono ricreare una mappatura totale delle cellule di cui disponiamo per capirne la funzione e la forma.
    Gli scienziati, che puntano a raggiungere l'obiettivo nel giro di un decennio, realizzeranno una «Mappa di referenza» dell'organismo umano in ... (Continua)
    27/10/2016 10:15:00 Gli effetti sul cervello della deprivazione androgenica

    Cancro prostatico, la terapia aumenta il rischio di demenza
    Curare un cancro della prostata con la terapia di deprivazione androgenica può causare un effetto collaterale imprevisto, ovvero l'aumento del rischio di demenza. A dirlo è una ricerca pubblicata su Jama Oncology da un team del Center for Biomedical Informatics Research della Stanford University School of Medicine in California.
    Kevin Nead, coordinatore dello studio, spiega: «La deprivazione androgenica ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con tumore prostatico, ma ... (Continua)

    09/11/2016 17:20:00 Nuovo studio segnala la possibile associazione

    Ipertensione, rischio di deterioramento cognitivo
    Essere ipertesi è un fattore di rischio per il deterioramento cognitivo. A dirlo è una ricerca pubblicata su Hypertension dagli esperti dell'American Heart Association. Costantino Iadecola, docente di Neurologia presso il Weill Cornell Medical Center di New York, spiega: «Molti studi osservazionali suggeriscono che la terapia dell'ipertensione può ridurre il deterioramento cognitivo su base vascolare dovuto agli effetti degli elevati valori pressori».
    Si tratta tuttavia di uno studio di tipo ... (Continua)

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