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    Risultati da 121 a 130 DI 172

    16/11/2016 10:20:00 Effetti positivi derivanti da un consumo moderato

    La birra fa bene al cuore e al cervello
    La birra svela inaspettate proprietà protettive nei confronti di cuore e cervello. Lo dicono diversi studi, il primo dei quali si concentra sugli effetti della bevanda sul sistema cardiovascolare.
    La ricerca, coordinata dal dott. Shue Huang della Pennsylvania State University, afferma che il consumo moderato di birra aiuta a mantenere adeguati livelli di colesterolo Hdl nel sangue, prevenendo così i più comuni problemi cardiovascolari.
    Nel corso della ricerca sono stati presi in esame ... (Continua)

    21/11/2016 14:30:00 Migliorano l'umore e alleviano lo stress. Inoltre rallentano l'Alzheimer

    Le noci fanno sorridere
    Per allontanare la depressione e lo stress può essere utile sgranocchiare qualche noce. Lo dice uno studio della University of New Mexico pubblicata sulla rivista Nutrients. Nel corso dello studio, che ha preso in esame 64 studenti fra i 18 e i 25 anni, i medici hanno invitato i volontari a mangiare tre fette di «banana bread», un tipico dolce anglosassone, ogni giorno per 16 settimane. Per 8 settimane, i medici hanno aggiunto delle noci all'impasto, tritate in maniera tale da non essere ... (Continua)

    21/11/2016 17:00:00 Studio australiano svela una nuova teoria sullo sviluppo della malattia

    Alzheimer, una proteina aiuta a ritrovare la memoria
    Il morbo di Alzheimer può essere efficacemente contrastato grazie alla reintroduzione di una proteina progressivamente cancellata dall'avanzare della malattia. Lo dimostrano alcuni ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, che hanno pubblicato su Science uno studio che ridisegna in parte i meccanismi di sviluppo della malattia neurodegenerativa.
    Gli studiosi, guidati da Lars Ittner, hanno individuato una proteina fondamentale, la kinasi p38y, la cui concentrazione ... (Continua)

    28/11/2016 12:20:00 Verubecast agisce evitando l'accumulo di beta-amiloide

    Alzheimer, nuovo farmaco sembra efficace
    Un nuovo farmaco potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del morbo di Alzheimer. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato su Science Translational Medicine da un team dei Merck Research Laboratories di Kenilworth, negli Stati Uniti.
    Lo studio, diretto da Matthew Kennedy, si è concentrato sugli effetti di un nuovo composto che ha per obiettivo la prevenzione degli accumuli di beta-amiloide nel cervello. Kennedy spiega: «Secondo una delle ipotesi patogenetiche dell'Alzheimer, ... (Continua)

    26/01/2017 17:43:00 Riduce i livelli della proteina tau e inverte i danni neurologici

    Alzheimer, un farmaco anti-tau per curarlo
    Una nuova speranza nella lotta al morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis ha dimostrato l'efficacia di un composto che ha come target la proteina tau, i cui livelli elevati rappresentano una delle cause della malattia.
    La sostanza riesce a ridurre i livelli della proteina e ad invertire alcuni dei danni neurologici prodotti dalla malattia puntando a mettere fuori uso le istruzioni genetiche necessarie per produrre la tau.
    Lo ... (Continua)

    30/01/2017 15:46:00 Le origini della malattia potrebbero essere remotissime

    Alzheimer alla nascita
    Fin nella prima infanzia o addirittura nella vita prenatale potrebbero affondare le radici del morbo di Alzheimer. È l'ipotesi immaginata da alcuni ricercatori della University of British Columbia che hanno pubblicato un lavoro su Acta Neuropathologica.
    La tesi è che un'eventuale carenza di vitamina A possa mettere in moto una reazione a catena i cui effetti sarebbero visibili molti anni dopo. Il deficit del nutriente potrebbe incidere sulla programmazione dei tessuti cerebrali predisponendo ... (Continua)

    09/03/2017 10:30:00 I nemici più agguerriti della salute delle donne possono essere battuti

    Come prevenire le malattie nelle donne
    Molte delle malattie che minacciano le donne possono essere prevenute, basta sapere come. Parliamo di bronchiti croniche, Alzheimer, incidenti. Il primo passo è analizzare la propria fragilità nei confronti di queste malattie e prendere provvedimenti per difendersi.
    Impariamo a gestire le malattie croniche e facciamo gli esami raccomandati, non di più e non di meno
    Chi ha colesterolo alto, ipertensione o diabete ha un rischio aumentato di andare incontro a un infarto o a un ictus ... (Continua)

    17/03/2017 14:51:00 Particolarmente efficace nei portatori di una precisa mutazione genetica

    Il tè dimezza il rischio di demenza
    Bere tè previene la demenza senile. È la conclusione di uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, Health and Aging da un team di ricercatori dell'Università di Singapore guidati dal dott. Feng Lei.
    Stando ai dati, una sola tazza di tè al giorno, di qualsiasi varietà, avrebbe l'effetto di ridurre del 50 per cento il rischio della malattia. Ma i portatori di una particolare mutazione genetica beneficerebbero addirittura di una riduzione del rischio pari all'86 per cento. Il gene ... (Continua)

    27/03/2017 16:54:00 L'ormone aiuterebbe a migliorare le funzioni cognitive e mnemoniche

    Insulina per via nasale contro i danni dell’Alzheimer
    Un team di scienziati americani sta sperimentando l'utilizzo di uno spray a base di insulina per il trattamento del morbo di Alzheimer. Lo studio valuterà l'efficacia dell'approccio per il ripristino della corretta regolazione dell'insulina nel cervello. Un riequilibrio nei livelli dell'ormone nel cervello dovrebbe tradursi in un miglioramento delle funzioni cognitive principali e delle capacità mnemoniche dell'individuo.
    La sperimentazione è stata ribattezzata Sniff (Study of Nasal Insulin ... (Continua)

    03/04/2017 12:07:52 È l’area tegmentale ventrale, dove viene prodotta la dopamina

    Alzheimer, scoperta l'origine della malattia
    Non è nell’ippocampo, la struttura del sistema nervoso centrale primariamente coinvolta nelle funzioni della memoria, che va cercato il responsabile del morbo di Alzheimer.
    All’origine della malattia ci sarebbe, invece, la morte dell’area del cervello che produce la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per alcuni importanti meccanismi di comunicazione tra i neuroni. È la sorprendente scoperta compiuta da un’équipe di ricercatori coordinati dal professor Marcello D’Amelio, associato di ... (Continua)

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