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    Risultati da 131 a 140 DI 170

    02/05/2017 14:31:31 Decisivo l’effetto antiossidante associato alle sue componenti

    La menta aiuta a prevenire l’Alzheimer
    La menta come valido alleato nella lotta alla demenza e al morbo di Alzheimer. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Functional Foods da un team della Charles Sturt University di Sydney.
    Da una serie di osservazioni effettuate in laboratorio, i medici guidati da Paul Prenzler hanno scoperto il potente effetto antiossidante della menta, in grado di combattere i radicali liberi associati all’insorgenza del morbo di Alzheimer.
    Nei biofenoli di cui è ricca la pianta, i medici ... (Continua)

    12/06/2017 I consigli del ricercatore Valter Longo per mantenere il cervello in forma
    10 regole per un cervello al top
    Mantenere giovane il nostro cervello vincendo la scommessa contro l’orologio biologico e prevenendo malattie croniche come le demenze è possibile.
    Ma quali sono i segreti per mantenere il cervello in salute, giovane e performante, anche in età matura?
    Li ha svelati Valter Longo, Direttore dell’Istituto di Longevità della School of Gerontology presso l’University of Southern California di Los Angeles e Direttore del Programma Longevita e Cancro all IFOM Milano, ospite del recente Talk ... (Continua)
    13/06/2017 15:34:00 Un consumo moderato migliora l’attenzione e favorisce la concentrazione

    Caffè, alleato per una maturità da 100 e lode
    Numerose evidenze scientifiche riconoscono gli effetti positivi del consumo di caffè sulle performance cognitive e hanno sottolineato i potenziali benefici della caffeina nelle situazioni di particolare sforzo mentale, che richiedono un maggiore livello di attenzione.
    E proprio di attenzione, concentrazione e buona memoria hanno bisogno migliaia di studenti che tra poco dovranno affrontare gli esami di maturità. Tra ripassi di gruppo e consigli dell’ultimo minuto, un valido aiuto viene ... (Continua)

    10/07/2017 17:40:00 Scoperta fondamentale per la messa a punto di nuovi farmaci

    Alzheimer, ecco cosa succede alla proteina Tau
    Un team anglo-americano ha fatto luce sui meccanismi che sottendono al cattivo funzionamento della proteina Tau in caso di morbo di Alzheimer. Gli scienziati del Laboratorio di Biologia molecolare del Research Council di Cambridge, in collaborazione con i colleghi dell’Indiana University, descrivono su Nature i dettagli della loro scoperta.
    «Sapendo qual è la sequenza di Tau implicata nella struttura di questi filamenti patologici, i farmacologi molecolari potranno sviluppare nuovi farmaci ... (Continua)

    03/10/2017 11:30:00 Un inibitore BACE testato con successo su modello animale

    Alzheimer, una nuova sostanza migliora i sintomi
    Com’è noto, la proteina amiloide è la principale causa di insorgenza del morbo di Alzheimer. Di conseguenza, le sostanze che puntano a ridurre la produzione di beta-amiloide – ad esempio gli inibitori di BACE – sono tra quelle più analizzate in fase di sperimentazione farmacologica.
    Un team della Technical University of Munich ha dimostrato che uno di questi inibitori ha l’effetto di ridurre l’accumulo di beta-amiloide nel cervello. La conseguenza è il ripristino della normale funzionalità ... (Continua)

    08/11/2017 Livelli elevati di glucosio nel cervello associati a maggiore gravità
    Alzheimer, lo zucchero accentua i sintomi
    L’intensità dei sintomi riconducibili al morbo di Alzheimer è legata anche ai livelli di glucosio presenti nel cervello.
    Secondo uno studio dei National Institutes of Health statunitensi, troppo zucchero nell’area cerebrale provocherebbe un peggioramento dei sintomi della malattia, come descritto sulle pagine di Alzheimer's & Dementia: the Journal of the Alzheimer's Association.
    Lo studio, coordinato da Madhav Thambisetty, ha analizzato post-mortem il cervello di pazienti colpiti da ... (Continua)
    13/11/2017 Modificherebbe l'attività dei geni preposti alla nostra difesa

    La solitudine indebolisce il sistema immunitario
    Fa' di te stesso un'isola. Mai suggerimento letterario fu più pericoloso. Una ricerca realizzata da psichiatri e cardiologi tedeschi ha rivelato gli effetti negativi della solitudine sulla nostra salute.
    I medici hanno studiato oltre 15mila persone fra i 35 e i 74 anni seguendole per 5 anni, nel corso dei quali è stato tenuto sotto controllo il livello di salute psicofisica e l’intensità delle relazioni sociali.
    «La solitudine crea significativi rischi in termini di salute mentale, sia ... (Continua)

    14/11/2017 La nitrosinaptina ripristina il corretto funzionamento dei neuroni
    Autismo, nuovo farmaco potrebbe curarlo
    Un farmaco in sperimentazione ha dato buoni risultati su modelli animali di autismo. Lo studio, guidato da Stuart Lipton dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California, evidenzia gli effetti positivi della nitrosinaptina, sostanza in grado di ripristinare il corretto funzionamento dei neuroni, almeno su modello murino.
    I risultati sono descritti sulle pagine della rivista Nature Communications: «Pensiamo che questo candidato farmaco possa essere efficace contro multiple forme di ... (Continua)
    23/11/2017 10:57:15 La spezia favorisce la degradazione della beta-amiloide

    Lo zafferano può aiutare in caso di Alzheimer
    Le sostanze naturali spesso riservano sorprese e proprietà benefiche inaspettate. È il caso anche dello zafferano, una spezia che secondo uno studio dell’Irccs Santa Lucia di Roma avrebbe un effetto positivo in caso di morbo di Alzheimer.
    L’estratto della spezia “favorisce la degradazione della proteina beta-amiloide, la proteina tossica principale indiziata di causare la malattia di Alzheimer, almeno nel nostro studio condotto su cellule di pazienti in provetta", spiega Antonio Orlacchio, ... (Continua)

    12/12/2017 Il farmaco potrebbe essere efficace anche per Alzheimer e Parkinson
    Nuova cura per l’Huntington
    C’è una nuova speranza per tutti i malati di Huntington, e forse non solo per quelli. Un farmaco sperimentale si è rivelato in grado di rallentare la progressione della Corea di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare conducendo al declino cognitivo.
    In teoria, lo stesso farmaco - iniettato direttamente nel fluido spinale - potrebbe avere effetto anche sul morbo di Parkinson e sul morbo di Alzheimer.
    La procedura sperimentale è stata ... (Continua)

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