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    Risultati da 131 a 140 DI 171

    21/03/2013 In via di approvazione l'agente di imaging che scova l'amiloide nella PET

    Florbetaben per la diagnosi dell'Alzheimer
    Il Florbetaben è in via di approvazione presso la Food and Drug Administration (FDA) americana e l'Ema in Europa. Si tratta di un agente di imaging – prodotto dalla Piramal Imaging - che rileva la presenza
    dell'amiloide nella PET, svelando quindi la presenza del morbo di Alzheimer.
    La società ha presentato una richiesta NDA (New Drug Application) all'ente statunitense FDA e una richiesta di autorizzazione all'immissione all'agenzia europea EMA per l'utilizzo del florbetaben nella ... (Continua)

    18/03/2013 Il disturbo legato all'insorgenza della malattia da prioni
    Perdita di udito legata al morbo di Creutzfeldt-Jakob
    Perdere improvvisamente l'udito può essere il segnale di una patologia più grave in corso, il morbo di Creutzfeldt-Jakob, patologia neurodegenerativa causata dai prioni, come la sua variante rara, il cosiddetto morbo della mucca pazza.
    Ad affermare questa possibilità è uno studio dell'ospedale Henry Ford che verrà presto presentato al prossimo congresso dell'American Academy of Neurology. I ricercatori hanno analizzato il caso di un uomo di 67 anni che ha perso l'udito in entrambe le ... (Continua)
    27/02/2013 Stato di veglia prolungato altera l'attività di molti geni

    La mancanza di sonno modifica il Dna
    Non dormire a sufficienza mette in crisi il nostro patrimonio genetico. A rivelarlo è una ricerca della University of Surrey pubblicata sulla rivista Pnas, che ha scoperto come uno stato di veglia protratto troppo a lungo alteri l'attività di una serie di geni fondamentali per le funzioni immunitarie.
    Come noto, peraltro, la mancanza di sonno determina anche problemi di obesità, patologie cardiovascolari e declino cognitivo, anche se non si conoscono appieno i meccanismi molecolari alla base ... (Continua)

    22/02/2013 Nessun effetto benefico neanche su memoria e funzionalità cognitiva

    Gli antiossidanti non prevengono l'ictus
    Assumere antiossidanti non riduce il rischio di insorgenza dell'ictus. A dirlo è una ricerca pubblicata su Neurology da un team della Harvard Medical School, che sottolinea anche l'inefficacia degli antiossidanti nel prevenire forme di demenza mentale e problemi di memoria.
    La coordinatrice dello studio Elizabeth E. Devore spiega: “si tratta di risultati interessanti perché altri studi avevano suggerito che gli antiossidanti potevano proteggere contro ictus o demenza. È possibile tuttavia ... (Continua)

    21/02/2013 L'iperintensità della materia bianca si associa all'accumulo di placche amiloidi

    Alzheimer, scoperto un secondo fattore scatenante
    Affinché si verifichi l'insorgenza del morbo di Alzheimer è necessario che all'accumulo anomalo di placche amiloidi si associ anche la cosiddetta iperintensità della materia bianca. A scoprirlo è uno studio del Columbia University Medical Center pubblicato su Jama Neurology.
    Nel corso dello studio sono state analizzate 20 persone affette da Alzheimer, 59 colpite da un lieve declino cognitivo e 21 che costituivano il campione di controllo sano. I ricercatori hanno evidenziato come ... (Continua)

    16/11/2012 Pinze molecolari eliminano le proteine responsabili del morbo

    Nuova molecola anti-Alzheimer
    Si prospettano nuovi farmaci in grado di fermare la degenerazione indotta dal morbo di Alzheimer. Una ricerca italo-americana si è dedicata, infatti, alla messa a punto di una sorta di “pinza” molecolare che pare efficace nell'afferrare ed eliminare le proteine responsabili della patologia attraverso una progressiva intossicazione del cervello.
    Il risultato è frutto del lavoro del team diretto da Claudio Grassi, direttore dell'Istituto di Fisiologia umana della Cattolica di Roma, e di quello ... (Continua)

    06/11/2012 14:23:29 Ricerca evidenzia l'importanza del gene presenilina 1
    A vent'anni i primi segni dell'Alzheimer
    Il meccanismo biologico che conduce all'Alzheimer sembra piuttosto lento. Pare infatti che la malattia possa essere diagnosticata anche 20 anni prima dell'insorgenza dei primi sintomi. A dirlo è una ricerca condotta dal Banner Alzheimer's Institute in Arizona, dalla Boston University e dalla University of Antioquia.
    Lo studio, pubblicato su Lancet Neurology, ha preso in esame un gruppo di 44 ragazzi fra i 18 e i 26 anni, scoprendo che il 30 per cento di loro possiede una mutazione del gene ... (Continua)
    11/10/2012 13:01:32 Il farmaco utile nei primi stadi della malattia

    Alzheimer, c'è anche Solanezanumab
    Un trial clinico ha mostrato l'efficacia del farmaco Solanezanumab nell'ostacolare il declino mentale indotto dalle prime fasi del morbo di Alzheimer. I primi segni della malattia vengono depotenziati del 30 per cento. È la prima volta che un farmaco si dimostra in grado di modificare il corso della patologia.
    Lo studio, presentato nel corso della riunione annuale dell'American Neurological Association di Boston, è stato condotto da un team di scienziati indipendenti guidati da Rachelle ... (Continua)

    07/09/2012 Nessun effetto positivo sulla memoria

    Il Ginko biloba non previene l'Alzheimer
    Uno studio francese pubblicato su Lancet afferma che il Ginko biloba preso sotto forma di integrazione alimentare non aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer e non ne frena la progressione. I ricercatori francesi del Centro di ricerca sulla malattia di Alzheimer di Tolosa hanno analizzato un campione di 2854 soggetti, dei quali 1406 hanno assunto ogni giorno circa 240 mg di estratto di Ginko biloba, mentre agli altri 1414 è stato somministrato soltanto placebo.
    I volontari sono stati ... (Continua)

    08/08/2012 Fallimento della molecola in sperimentazione
    Alzheimer, bapineuzumab non funziona
    È fallimentare il risultato della sperimentazione di fase III su bapineuzumab, molecola che avrebbe dovuto combattere l'Alzheimer, perlomeno nelle sue forme meno gravi. Ad annunciare lo stop alla sperimentazione sono state la Pfizer e la Johnson & Johnson, le due case farmaceutiche che detengono i diritti sulla sostanza.
    I laboratori americani delle due aziende hanno evidenziato una mancanza di efficacia del prodotto sui pazienti colpiti da forme lievi o moderate della malattia. Già nelle ... (Continua)

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