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  • ARTICOLI TROVATI : 171

    Risultati da 141 a 150 DI 171

    01/08/2012 12:15:28 Studio dimostra il ruolo degli estrogeni nelle malattie neurodegenerative
    I neuroni “chiedono aiuto” agli estrogeni per sopravvivere
    Gli estrogeni, ormoni sessuali steroidei conosciuti soprattutto per il loro ruolo nella regolazione dello sviluppo e delle funzioni del sistema riproduttivo, influenzano anche l’attività dei neuroni, svolgendo perciò un ruolo significativo nell’insorgenza e nel decorso di malattie neurodegenerative e demenze, quale il morbo di Alzheimer. È questo quanto hanno osservato in laboratorio i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con ricercatori americani, descrivendo poi il ... (Continua)
    12/07/2012 Possibile una diagnosi precoce di Alzheimer grazie alla Pet

    Mutazione genetica protegge dall'Alzheimer
    Un team di ricercatori islandesi ha individuato una mutazione genetica che aiuta a proteggere il cervello dalla formazione delle placche di beta-amiloide, la sostanza che accumulandosi causa l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
    Gli scienziati del gruppo “deCODE Genetics” di Reykjavik guidati da Kari Stefansson hanno analizzato il genoma di 1795 soggetti concentrandosi sul gene APP, il quale codifica la proteina precursore dalla quale si forma la beta-amiloide. I ricercatori, che hanno ... (Continua)

    11/06/2012 Si cerca una diagnosi precoce della patologia

    La nanoscopia per l'Alzheimer
    È appena partito un progetto di ricerca che sperimenterà un nanoscopio per esaminare le cellule dei pazienti, facilitando così la diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.
    Il progetto LANIR ("Label free nanoscopy using infra red") riunirà ricercatori provenienti da 11 istituti partner sparsi tra Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Italia e Romania. Il consorzio è composto sia da piccole e medie imprese (PMI) che da partner accademici.
    Programmato per durare fino al 2015, lo scopo ... (Continua)

    20/04/2012 18:07:09 Le predisposizioni genetiche poco considerate prima

    I geni associati all'Alzheimer
    Un altro studio sulla malattia di Alzheimer e la componente genetica pubblicato su Nature Genetics dalla University of California of Los Angeles riporta che questo fattore avrebbe un ruolo primario nell’insorgenza della patologia: i geni, infatti, avrebbero in mano l’efficienza della parte del nostro cervello deputata alla gestione della memoria. Ovvero l’ippocampo. A loro si dovrebbe, o meglio al loro funzionamento, l’insorgenza in parte dell’Alzheimer. La loro presenza, ad un certo tratto ... (Continua)

    15/02/2012 Stessi effetti del morbo della mucca pazza ma maggior tossicità

    Scoperta proteina prionica supertossica
    Un team di ricerca americano è autore di una scoperta importante quanto inquietante. I ricercatori dello Scripps Research Institute, in Florida, hanno infatti rivelato l'esistenza di una proteina prionica che produce lo stesso effetto neurodegenerativo del prione che causa il morbo della mucca pazza, ma con una tossicità dieci volte più alta.
    Si tratta di una molecola proteica più piccola di altri prioni definiti oligomeri, ma molto più pericolosa. La ricerca, pubblicata su Proceedings of ... (Continua)

    30/01/2012 13:11:05 Una proteina che regola l’accumulo della beta-amiloide e un possibile vaccino

    Nuove importanti scoperte sull’Alzheimer
    È stata scoperta una proteina nel cervello che potrebbe svolgere un ruolo chiave nel regolare la formazione della sostanza, considerata l’elemento principale per lo sviluppo della malattia di Alzheimer.
    I ricercatori della Temple University, guidato da Domenico Pratico, hanno scoperto tre anni fa la presenza nel cervello di una proteina, chiamata 12/15-lipossigenasi.
    "Abbiamo evidenziato che questa proteina è molto attiva nel cervello delle persone che soffrono di la malattia di ... (Continua)

    18/01/2012 La visione migliora grazie all'ìntegrazione della vitamina

    Vitamina D per la salute degli occhi
    Non è fondamentale solo per la salute delle ossa, ma anche per quella dei nostri occhi. Secondo una ricerca dell'Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra, la vitamina D agirebbe nel senso della conservazione di una buona qualità di visione.
    La ricerca, pubblicata su Neurobiology of Aging, ha sperimentato l'integrazione della vitamina D su modello murino, somministrando il composto a roditori di mezza età per un periodo di sei settimane. Dai risultati si evince un ... (Continua)

    06/09/2011 Nuovi test per una diagnosi più veloce
    Diagnosi precoce per l'Alzheimer
    Sono ormai varie le tecniche che puntano alla diagnosi precoce dell'Alzheimer. Una ricerca condotta da scienziati della Mayo Clinic si è basata sulle tecniche di imaging spettroscopico a risonanza magnetica, attraverso cui è possibile individuare le modificazioni alla base dell'insorgenza dell'Alzheimer.
    Lo studio ha coinvolto 311 volontari di oltre 70 anni senza problemi cognitivi, sottoposti a spettrometria per verificare anomalie dei metaboliti cerebrali che possono essere ... (Continua)
    07/06/2011 Una ricerca presenta un test per la diagnosi precoce
    La Pet scova l'Alzheimer dieci anni prima
    Al vaglio di un gruppo di scienziati la possibilità di introdurre un nuovo test per la diagnosi del morbo di Alzheimer. Una ricerca nata dalla collaborazione fra Università di Melbourne e Università del Texas è arrivata infatti a mettere a punto un esame che si basa sulla tecnica della Pet, ovvero la tomografia a emissione di positroni, una tecnica di medicina nucleare che fornisce bioimmagini e informazioni di tipo fisiologico.
    Presentando il test al meeting della Society of Nuclear ... (Continua)
    18/04/2011 09:37:47 Interruttore molecolare collegato all'insorgenza del disturbo

    La genetica scatena gli attacchi di panico
    Chi soffre di attacchi di panico dice che si tratta delle esperienze più improvvise, spaventose e spiacevoli mai provate. Ma cosa rende alcune persone suscettibili a tali attacchi mentre altre non ne sono affette?
    Studi condotti su gemelli indicano che i fattori ereditari hanno un ruolo importante nel 40% dei casi. Non è però chiaro in che modo i geni siano coinvolti nel disturbo di panico. Un gruppo di ricercatori europei ha collegato un tipo di interruttore molecolare, piccole molecole di ... (Continua)

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