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    Risultati da 21 a 30 DI 171

    15/04/2019 Studi trovano un nesso fra le due patologie

    Apnee associate all’Alzheimer
    Le apnee ostruttive sembrano correlate a un maggior rischio di insorgenza del morbo di Alzheimer. Uno studio della Mayo Clinic di Rochester segnala che le apnee del sonno sembrano favorire l’accumulo della proteina Tau, una dei motivi di insorgenza dell’Alzheimer.
    "Ricerche recenti hanno collegato l'apnea del sonno a un aumentato rischio di demenza, quindi il nostro studio ha cercato di indagare se vi sia un collegamento con l'accumulo di proteina Tau, un biomarker dell'Alzheimer", spiega ... (Continua)

    06/02/2019 Ipotesi inedita che punta su un nesso con la gengivite
    Alzheimer, la colpa è di un batterio delle gengive?
    Una nuova ipotesi getta una luce inquietante sui meccanismi di insorgenza del morbo di Alzheimer. Secondo alcuni studiosi di diversi centri internazionali fra cui l’Università di Louisville, negli Stati Uniti, la malattia neurodegenerativa potrebbe essere scatenata dalla presenza nelle gengive di un batterio, la Porphyriomonas gengivalis, causa frequente appunto di gengiviti croniche.
    La premessa d’obbligo è che alcuni autori dello studio fanno parte dell’azienda farmaceutica Cortexyme, che ... (Continua)
    09/01/2019 16:54:00 L’effetto sarebbe transgenerazionale
    La colina migliora i sintomi dell’Alzheimer
    Una sostanza contenuta in diversi alimenti sembrerebbe in grado di migliorare i sintomi del morbo di Alzheimer.
    A dimostrarlo è uno studio dell’Arizona State University firmato fra gli altri dall’italiano Salvatore Oddo.
    La colina è presente soprattutto nel tuorlo delle uova e nel germe di grano. I risultati ottenuti su modello murino e pubblicati su Molecular Psychiatry dimostrano che gli animali ai quali vengono somministrati alti livelli di colina beneficiano di miglioramenti evidenti ... (Continua)
    06/12/2018 12:00:00 Differenze rispetto a sintomi e caratteristiche biologiche

    Il morbo di Alzheimer si fa in 6
    Non esiste un solo morbo di Alzheimer, ma almeno 6. È la conclusione di uno studio della Washington University pubblicato su Molecular Psichiatry, secondo cui i sintomi e le caratteristiche biologiche possono variare a seconda del soggetto.
    I ricercatori hanno analizzato 4050 persone affette da Alzheimer dividendole in 6 gruppi in base alle loro funzioni cognitive al momento della diagnosi. I soggetti hanno ricevuto un punteggio in 4 settori diversi: memoria, funzioni esecutive, linguaggio e ... (Continua)

    05/12/2018 Malfunzionamento dei mitocondri causa la SCA28

    Atassia, scoperto il difetto cellulare responsabile
    I nostri movimenti quotidiani prevedono una coordinazione inconscia, operata dal cervelletto, la parte più antica del cervello. La perdita di questa capacità, chiamata “atassia”, è un sintomo comune a molte malattie neurologiche.
    Una parte delle atassie è ereditaria, ha cioè una causa genetica: un singolo gene, tra i 20.000 che compongono il nostro genoma, è mutato e non riesce a sintetizzare la proteina corrispondente o ne sintetizza una malfunzionante. Questo provoca nei pazienti una ... (Continua)

    30/11/2018 10:09:11 Possibili cambiamenti a livello cognitivo per i pazienti

    La stagione fredda ha effetti sull’Alzheimer
    L’autunno è la stagione in cui, via via che si avvicina l’inverno, le giornate diventano più corte, presentano meno ore di luce e il freddo aumenta.
    Questi cambiamenti potrebbero avere delle conseguenze importanti sulle persone affette da malattia di Alzheimer e demenza, provocando dei cambiamenti a livello cognitivo, e influenzarne il comportamento e il benessere psico-fisico.
    La dottoressa Loredana Locusta, neuropsicologa presso Villaggio Amico, la Residenza sanitaria assistenziale ... (Continua)

    22/11/2018 I problemi di comunicazione come sintomo iniziale
    Il linguaggio alterato annuncia l’Alzheimer
    Uno dei primi segnali della possibile insorgenza del morbo di Alzheimer è la difficoltà nel mantenere un linguaggio coerente con la propria storia e cultura.
    Prima della perdita della memoria, infatti, possono passare anche decenni di lento ma costante declino cognitivo che si manifesta con sintomi apparentemente di poco conto.
    Uno di questi segni è l’alterazione del linguaggio. Uno studio realizzato dall’Università di Bologna e dall’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, ... (Continua)
    23/10/2018 14:50:00 Cocktail di tre farmaci raddoppia la longevità
    L’elisir di lunga vita esiste
    Speranza di vita raddoppiata grazie a un cocktail di tre farmaci. È quanto ottenuto - su vermi nematodi Caenorhabditis elegans - da un team dell’Università Nazionale di Singapore in collaborazione con i colleghi del Singapore Lipidomics Incubator (SLING) presso il Life Sciences Institute della NUS.
    I ricercatori hanno ottenuto ottimi risultati anche sui moscerini della frutta, ma l’intento è ovviamente quello di trasferire i benefici a livello umano.
    Il team, guidato dal prof. Jan Gruber ... (Continua)
    08/08/2018 15:00:00 Maggiori probabilità di ammalarsi per le donne che fanno molti figli
    Avere tanti figli aumenta il rischio di Alzheimer
    Partorire un numero di bambini superiore alla media si rivela un rischio per le donne, che vedono aumentare il pericolo di insorgenza del morbo di Alzheimer.
    È la conclusione di uno studio della Seoul National University pubblicato su Neurology. I ricercatori coreani hanno combinato i dati di due diversi studi che hanno coinvolto un totale di 3.549 donne con età media di 71 anni. Le volontarie hanno fornito informazioni sulla propria storia riproduttiva, e gli scienziati ne hanno seguito le ... (Continua)
    12/04/2018 Terapia genica applicata alla patologia neurodegenerativa
    Alzheimer, gene modificato può curarlo
    Se la via puramente farmaceutica risulta impervia, una speranza per la cura del morbo di Alzheimer viene dalla terapia genica. Un team dei Gladstones Institutes di San Francisco ha pubblicato su Nature Medicine il resoconto di una sperimentazione che ha individuato nella proteina associata al gene apoE4 la chiave per prevenire il danno neuronale.
    Lo studio diretto da Yadong Huang potrebbe portare a una nuova cura per l’Alzheimer, anche se siamo ancora alla fase di sperimentazione in ... (Continua)

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