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    Risultati da 21 a 30 DI 170

    24/11/2010 La pianta è un valido ausilio e non ha controindicazioni

    Iperico, un aiuto per il nostro benessere
    L'hypericum perforatum, popolarmente conosciuto come “Erba di San Giovanni”, è una pianta conosciuta fin dall'antichità e il cui millenario utilizzo affonda le radici nelle pratiche salutistiche di greci e romani, che lo utilizzavano come diuretico, antimalarico, cicatrizzante, lenitivo, contro la sciatica e le fratture, e per regolarizzare il flusso mestruale. Nel Medioevo era considerato un utile rimedio per ansia, la malinconia e i disturbi del sonno.
    L’origine del nome non è del tutto ... (Continua)

    14/04/2011 Decifrare le sinapsi per capire meglio il funzionamento della nostra mente

    La mappatura del cervello è vicina
    Un team di ricercatori finanziati dall'Unione Europea ha sviluppato una tecnica innovativa in grado, per la prima volta, di mappare le connessioni e le funzioni delle cellule nervose nel cervello. Si avvicina così la possibilità di mettere a punto un modello computerizzato del cervello.
    Lo studio, pubblicato su Nature, è stato condotto da un gruppo di neuroscienziati dello University College di Londra (UCL). Secondo le stime ci sarebbero 100 milioni di cellule nervose ("neuroni") nel ... (Continua)

    14/04/2011 Alcune aree cerebrali denunciano precocemente l'insorgenza della malattia

    Diagnosi di Alzheimer dieci anni prima
    La diminuzione della materia grigia in alcune aree specifiche del nostro cervello può denunciare lo sviluppo del morbo di Alzheimer con largo anticipo. A sostenerlo è un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital che ha analizzato tramite una risonanza magnetica il cervello di 65 volontari in buona salute di mezza età per verificare lo spessore e le dimensioni complessive di alcune aree del cervello.
    Stando ai risultati, pubblicati sulla rivista specializzata Neurology, fra chi ... (Continua)

    18/04/2011 09:37:47 Interruttore molecolare collegato all'insorgenza del disturbo

    La genetica scatena gli attacchi di panico
    Chi soffre di attacchi di panico dice che si tratta delle esperienze più improvvise, spaventose e spiacevoli mai provate. Ma cosa rende alcune persone suscettibili a tali attacchi mentre altre non ne sono affette?
    Studi condotti su gemelli indicano che i fattori ereditari hanno un ruolo importante nel 40% dei casi. Non è però chiaro in che modo i geni siano coinvolti nel disturbo di panico. Un gruppo di ricercatori europei ha collegato un tipo di interruttore molecolare, piccole molecole di ... (Continua)

    07/06/2011 Una ricerca presenta un test per la diagnosi precoce
    La Pet scova l'Alzheimer dieci anni prima
    Al vaglio di un gruppo di scienziati la possibilità di introdurre un nuovo test per la diagnosi del morbo di Alzheimer. Una ricerca nata dalla collaborazione fra Università di Melbourne e Università del Texas è arrivata infatti a mettere a punto un esame che si basa sulla tecnica della Pet, ovvero la tomografia a emissione di positroni, una tecnica di medicina nucleare che fornisce bioimmagini e informazioni di tipo fisiologico.
    Presentando il test al meeting della Society of Nuclear ... (Continua)
    06/09/2011 Nuovi test per una diagnosi più veloce
    Diagnosi precoce per l'Alzheimer
    Sono ormai varie le tecniche che puntano alla diagnosi precoce dell'Alzheimer. Una ricerca condotta da scienziati della Mayo Clinic si è basata sulle tecniche di imaging spettroscopico a risonanza magnetica, attraverso cui è possibile individuare le modificazioni alla base dell'insorgenza dell'Alzheimer.
    Lo studio ha coinvolto 311 volontari di oltre 70 anni senza problemi cognitivi, sottoposti a spettrometria per verificare anomalie dei metaboliti cerebrali che possono essere ... (Continua)
    18/01/2012 La visione migliora grazie all'ìntegrazione della vitamina

    Vitamina D per la salute degli occhi
    Non è fondamentale solo per la salute delle ossa, ma anche per quella dei nostri occhi. Secondo una ricerca dell'Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra, la vitamina D agirebbe nel senso della conservazione di una buona qualità di visione.
    La ricerca, pubblicata su Neurobiology of Aging, ha sperimentato l'integrazione della vitamina D su modello murino, somministrando il composto a roditori di mezza età per un periodo di sei settimane. Dai risultati si evince un ... (Continua)

    30/01/2012 13:11:05 Una proteina che regola l’accumulo della beta-amiloide e un possibile vaccino

    Nuove importanti scoperte sull’Alzheimer
    È stata scoperta una proteina nel cervello che potrebbe svolgere un ruolo chiave nel regolare la formazione della sostanza, considerata l’elemento principale per lo sviluppo della malattia di Alzheimer.
    I ricercatori della Temple University, guidato da Domenico Pratico, hanno scoperto tre anni fa la presenza nel cervello di una proteina, chiamata 12/15-lipossigenasi.
    "Abbiamo evidenziato che questa proteina è molto attiva nel cervello delle persone che soffrono di la malattia di ... (Continua)

    15/02/2012 Stessi effetti del morbo della mucca pazza ma maggior tossicità

    Scoperta proteina prionica supertossica
    Un team di ricerca americano è autore di una scoperta importante quanto inquietante. I ricercatori dello Scripps Research Institute, in Florida, hanno infatti rivelato l'esistenza di una proteina prionica che produce lo stesso effetto neurodegenerativo del prione che causa il morbo della mucca pazza, ma con una tossicità dieci volte più alta.
    Si tratta di una molecola proteica più piccola di altri prioni definiti oligomeri, ma molto più pericolosa. La ricerca, pubblicata su Proceedings of ... (Continua)

    20/04/2012 18:07:09 Le predisposizioni genetiche poco considerate prima

    I geni associati all'Alzheimer
    Un altro studio sulla malattia di Alzheimer e la componente genetica pubblicato su Nature Genetics dalla University of California of Los Angeles riporta che questo fattore avrebbe un ruolo primario nell’insorgenza della patologia: i geni, infatti, avrebbero in mano l’efficienza della parte del nostro cervello deputata alla gestione della memoria. Ovvero l’ippocampo. A loro si dovrebbe, o meglio al loro funzionamento, l’insorgenza in parte dell’Alzheimer. La loro presenza, ad un certo tratto ... (Continua)

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