• Analisi cliniche
  • Andrologia
  • Balbuzie
  • Cardiologia
  • Chirurgia.it
  • Dermatologia
  • Diabete
  • Ematologia
  • Endocrinologia
  • Farmacologia
  • Flebologia
  • Gastroenterologia
  • Genetica
  • Geriatria
  • Ginecologia
  • Gravidanza
  • Handicap
  • Malattie infettive
  • Malattie renali
  • Medicine naturali
  • Neurologia
  • Oculistica
  • Odontoiatria
  • Orecchie e gola
  • Ortopedia
  • Pediatria
  • Psichiatria
  • Psicologia
  • Sclerosi
  • Trapianti
  • Tumori
  • Urologia
  • Viaggi
  • ARTICOLI TROVATI : 171

    Risultati da 31 a 40 DI 171

    05/04/2018 16:00:00 La bevanda previene la demenza, ma ne peggiora i sintomi

    Alzheimer e caffè, rapporto complesso
    Il caffè ha un rapporto ambivalente nei confronti del morbo di Alzheimer. Una volta che la demenza si è manifestata con i suoi primi sintomi, la bevanda avrebbe l’effetto di aggravare i sintomi della malattia, secondo le conclusioni di uno studio pubblicato su Frontiers in Pharmacology.
    Oltre ai problemi di memoria, l’Alzheimer causa dei sintomi neuropsichiatrici noti come Spcd, acronimo che sta per “sintomi psicologici e comportamentali delle demenze”: ansia, depressione, allucinazioni, ... (Continua)

    30/03/2018 12:36:00 Si trova nella sostanza bianca cerebrale

    Alzheimer, individuato un nuovo bersaglio
    Uno studio italiano ha scoperto un nuovo possibile bersaglio terapeutico per il trattamento del morbo di Alzheimer.
    L’Unità Malattie Neurodegenerative dell’Università di Milano, Centro Dino Ferrari, e della Fondazione Ca’ Granda IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, diretta dal prof. Elio Scarpini, ha infatti pubblicato uno studio sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry che dimostra una correlazione tra livelli di amiloide nel liquor e danno della sostanza bianca cerebrale in ... (Continua)

    22/03/2018 12:05:00 La condizione favorisce l’accumulo di placca amiloide nel cervello

    Sonnolenza diurna associata ad Alzheimer
    Mostrare sonnolenza durante il giorno può comportare un maggior rischio di insorgenza di Alzheimer in anziani cognitivamente normali. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team della Mayo Clinic.
    I ricercatori americani hanno reclutato soggetti oltre i 70 anni, sottoponendoli a una scansione cerebrale e a un questionario sulla qualità del sonno. Per partecipare allo studio, inoltre, i soggetti non dovevano mostrare segni di demenza.
    Alla fine, allo studio hanno ... (Continua)

    23/01/2018 Prestazioni cognitive e funzionali stabilizzate

    Alzheimer, una miscela di nutrienti per frenarlo
    Grazie a una miscela di nutrienti è possibile frenare lo sviluppo del morbo di Alzheimer. È quanto dimostra uno studio pubblicato su Lancet Neurology da un gruppo di ricercatori della Saarland University di Amburgo, in Germania.
    Lo studio LipiDiDiet ha analizzato l’effetto di un complesso di nutrienti assunto una volta al giorno su soggetti affetti da Alzheimer allo stadio iniziale.
    Il prof. Tobias Hartmann, coordinatore del progetto di ricerca, commenta: «Sebbene questo intervento ... (Continua)

    12/12/2017 Il farmaco potrebbe essere efficace anche per Alzheimer e Parkinson
    Nuova cura per l’Huntington
    C’è una nuova speranza per tutti i malati di Huntington, e forse non solo per quelli. Un farmaco sperimentale si è rivelato in grado di rallentare la progressione della Corea di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare conducendo al declino cognitivo.
    In teoria, lo stesso farmaco - iniettato direttamente nel fluido spinale - potrebbe avere effetto anche sul morbo di Parkinson e sul morbo di Alzheimer.
    La procedura sperimentale è stata ... (Continua)
    23/11/2017 10:57:15 La spezia favorisce la degradazione della beta-amiloide

    Lo zafferano può aiutare in caso di Alzheimer
    Le sostanze naturali spesso riservano sorprese e proprietà benefiche inaspettate. È il caso anche dello zafferano, una spezia che secondo uno studio dell’Irccs Santa Lucia di Roma avrebbe un effetto positivo in caso di morbo di Alzheimer.
    L’estratto della spezia “favorisce la degradazione della proteina beta-amiloide, la proteina tossica principale indiziata di causare la malattia di Alzheimer, almeno nel nostro studio condotto su cellule di pazienti in provetta", spiega Antonio Orlacchio, ... (Continua)

    14/11/2017 La nitrosinaptina ripristina il corretto funzionamento dei neuroni
    Autismo, nuovo farmaco potrebbe curarlo
    Un farmaco in sperimentazione ha dato buoni risultati su modelli animali di autismo. Lo studio, guidato da Stuart Lipton dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California, evidenzia gli effetti positivi della nitrosinaptina, sostanza in grado di ripristinare il corretto funzionamento dei neuroni, almeno su modello murino.
    I risultati sono descritti sulle pagine della rivista Nature Communications: «Pensiamo che questo candidato farmaco possa essere efficace contro multiple forme di ... (Continua)
    13/11/2017 Modificherebbe l'attività dei geni preposti alla nostra difesa

    La solitudine indebolisce il sistema immunitario
    Fa' di te stesso un'isola. Mai suggerimento letterario fu più pericoloso. Una ricerca realizzata da psichiatri e cardiologi tedeschi ha rivelato gli effetti negativi della solitudine sulla nostra salute.
    I medici hanno studiato oltre 15mila persone fra i 35 e i 74 anni seguendole per 5 anni, nel corso dei quali è stato tenuto sotto controllo il livello di salute psicofisica e l’intensità delle relazioni sociali.
    «La solitudine crea significativi rischi in termini di salute mentale, sia ... (Continua)

    08/11/2017 Livelli elevati di glucosio nel cervello associati a maggiore gravità
    Alzheimer, lo zucchero accentua i sintomi
    L’intensità dei sintomi riconducibili al morbo di Alzheimer è legata anche ai livelli di glucosio presenti nel cervello.
    Secondo uno studio dei National Institutes of Health statunitensi, troppo zucchero nell’area cerebrale provocherebbe un peggioramento dei sintomi della malattia, come descritto sulle pagine di Alzheimer's & Dementia: the Journal of the Alzheimer's Association.
    Lo studio, coordinato da Madhav Thambisetty, ha analizzato post-mortem il cervello di pazienti colpiti da ... (Continua)
    03/10/2017 11:30:00 Un inibitore BACE testato con successo su modello animale

    Alzheimer, una nuova sostanza migliora i sintomi
    Com’è noto, la proteina amiloide è la principale causa di insorgenza del morbo di Alzheimer. Di conseguenza, le sostanze che puntano a ridurre la produzione di beta-amiloide – ad esempio gli inibitori di BACE – sono tra quelle più analizzate in fase di sperimentazione farmacologica.
    Un team della Technical University of Munich ha dimostrato che uno di questi inibitori ha l’effetto di ridurre l’accumulo di beta-amiloide nel cervello. La conseguenza è il ripristino della normale funzionalità ... (Continua)

      1|2|3|4|5|6|7|8|9|10|11| 12| 13| 14| 15| 16| 17| 18

    Italia Salute Redazione TEL. 391.318.5657
    Via Albanese Ruffo 48, 00178 Roma
    Centro Medico Okmedicina.it Via Albanese Ruffo 40-46, 00178 Roma Mail redazione
    Copyright © 2000-2021 Italiasalute Riproduzione riservata anche parziale