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    Risultati da 31 a 40 DI 170

    11/06/2012 Si cerca una diagnosi precoce della patologia

    La nanoscopia per l'Alzheimer
    È appena partito un progetto di ricerca che sperimenterà un nanoscopio per esaminare le cellule dei pazienti, facilitando così la diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.
    Il progetto LANIR ("Label free nanoscopy using infra red") riunirà ricercatori provenienti da 11 istituti partner sparsi tra Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Italia e Romania. Il consorzio è composto sia da piccole e medie imprese (PMI) che da partner accademici.
    Programmato per durare fino al 2015, lo scopo ... (Continua)

    12/07/2012 Possibile una diagnosi precoce di Alzheimer grazie alla Pet

    Mutazione genetica protegge dall'Alzheimer
    Un team di ricercatori islandesi ha individuato una mutazione genetica che aiuta a proteggere il cervello dalla formazione delle placche di beta-amiloide, la sostanza che accumulandosi causa l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
    Gli scienziati del gruppo “deCODE Genetics” di Reykjavik guidati da Kari Stefansson hanno analizzato il genoma di 1795 soggetti concentrandosi sul gene APP, il quale codifica la proteina precursore dalla quale si forma la beta-amiloide. I ricercatori, che hanno ... (Continua)

    01/08/2012 12:15:28 Studio dimostra il ruolo degli estrogeni nelle malattie neurodegenerative
    I neuroni “chiedono aiuto” agli estrogeni per sopravvivere
    Gli estrogeni, ormoni sessuali steroidei conosciuti soprattutto per il loro ruolo nella regolazione dello sviluppo e delle funzioni del sistema riproduttivo, influenzano anche l’attività dei neuroni, svolgendo perciò un ruolo significativo nell’insorgenza e nel decorso di malattie neurodegenerative e demenze, quale il morbo di Alzheimer. È questo quanto hanno osservato in laboratorio i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con ricercatori americani, descrivendo poi il ... (Continua)
    08/08/2012 Fallimento della molecola in sperimentazione
    Alzheimer, bapineuzumab non funziona
    È fallimentare il risultato della sperimentazione di fase III su bapineuzumab, molecola che avrebbe dovuto combattere l'Alzheimer, perlomeno nelle sue forme meno gravi. Ad annunciare lo stop alla sperimentazione sono state la Pfizer e la Johnson & Johnson, le due case farmaceutiche che detengono i diritti sulla sostanza.
    I laboratori americani delle due aziende hanno evidenziato una mancanza di efficacia del prodotto sui pazienti colpiti da forme lievi o moderate della malattia. Già nelle ... (Continua)
    07/09/2012 Nessun effetto positivo sulla memoria

    Il Ginko biloba non previene l'Alzheimer
    Uno studio francese pubblicato su Lancet afferma che il Ginko biloba preso sotto forma di integrazione alimentare non aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer e non ne frena la progressione. I ricercatori francesi del Centro di ricerca sulla malattia di Alzheimer di Tolosa hanno analizzato un campione di 2854 soggetti, dei quali 1406 hanno assunto ogni giorno circa 240 mg di estratto di Ginko biloba, mentre agli altri 1414 è stato somministrato soltanto placebo.
    I volontari sono stati ... (Continua)

    11/10/2012 13:01:32 Il farmaco utile nei primi stadi della malattia

    Alzheimer, c'è anche Solanezanumab
    Un trial clinico ha mostrato l'efficacia del farmaco Solanezanumab nell'ostacolare il declino mentale indotto dalle prime fasi del morbo di Alzheimer. I primi segni della malattia vengono depotenziati del 30 per cento. È la prima volta che un farmaco si dimostra in grado di modificare il corso della patologia.
    Lo studio, presentato nel corso della riunione annuale dell'American Neurological Association di Boston, è stato condotto da un team di scienziati indipendenti guidati da Rachelle ... (Continua)

    06/11/2012 14:23:29 Ricerca evidenzia l'importanza del gene presenilina 1
    A vent'anni i primi segni dell'Alzheimer
    Il meccanismo biologico che conduce all'Alzheimer sembra piuttosto lento. Pare infatti che la malattia possa essere diagnosticata anche 20 anni prima dell'insorgenza dei primi sintomi. A dirlo è una ricerca condotta dal Banner Alzheimer's Institute in Arizona, dalla Boston University e dalla University of Antioquia.
    Lo studio, pubblicato su Lancet Neurology, ha preso in esame un gruppo di 44 ragazzi fra i 18 e i 26 anni, scoprendo che il 30 per cento di loro possiede una mutazione del gene ... (Continua)
    16/11/2012 Pinze molecolari eliminano le proteine responsabili del morbo

    Nuova molecola anti-Alzheimer
    Si prospettano nuovi farmaci in grado di fermare la degenerazione indotta dal morbo di Alzheimer. Una ricerca italo-americana si è dedicata, infatti, alla messa a punto di una sorta di “pinza” molecolare che pare efficace nell'afferrare ed eliminare le proteine responsabili della patologia attraverso una progressiva intossicazione del cervello.
    Il risultato è frutto del lavoro del team diretto da Claudio Grassi, direttore dell'Istituto di Fisiologia umana della Cattolica di Roma, e di quello ... (Continua)

    21/02/2013 L'iperintensità della materia bianca si associa all'accumulo di placche amiloidi

    Alzheimer, scoperto un secondo fattore scatenante
    Affinché si verifichi l'insorgenza del morbo di Alzheimer è necessario che all'accumulo anomalo di placche amiloidi si associ anche la cosiddetta iperintensità della materia bianca. A scoprirlo è uno studio del Columbia University Medical Center pubblicato su Jama Neurology.
    Nel corso dello studio sono state analizzate 20 persone affette da Alzheimer, 59 colpite da un lieve declino cognitivo e 21 che costituivano il campione di controllo sano. I ricercatori hanno evidenziato come ... (Continua)

    22/02/2013 Nessun effetto benefico neanche su memoria e funzionalità cognitiva

    Gli antiossidanti non prevengono l'ictus
    Assumere antiossidanti non riduce il rischio di insorgenza dell'ictus. A dirlo è una ricerca pubblicata su Neurology da un team della Harvard Medical School, che sottolinea anche l'inefficacia degli antiossidanti nel prevenire forme di demenza mentale e problemi di memoria.
    La coordinatrice dello studio Elizabeth E. Devore spiega: “si tratta di risultati interessanti perché altri studi avevano suggerito che gli antiossidanti potevano proteggere contro ictus o demenza. È possibile tuttavia ... (Continua)

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