• Analisi cliniche
  • Andrologia
  • Balbuzie
  • Cardiologia
  • Chirurgia.it
  • Dermatologia
  • Diabete
  • Ematologia
  • Endocrinologia
  • Farmacologia
  • Flebologia
  • Gastroenterologia
  • Genetica
  • Geriatria
  • Ginecologia
  • Gravidanza
  • Handicap
  • Malattie infettive
  • Malattie renali
  • Medicine naturali
  • Neurologia
  • Oculistica
  • Odontoiatria
  • Orecchie e gola
  • Ortopedia
  • Pediatria
  • Psichiatria
  • Psicologia
  • Sclerosi
  • Trapianti
  • Tumori
  • Urologia
  • Viaggi
  • ARTICOLI TROVATI : 170

    Risultati da 41 a 50 DI 170

    27/02/2013 Stato di veglia prolungato altera l'attività di molti geni

    La mancanza di sonno modifica il Dna
    Non dormire a sufficienza mette in crisi il nostro patrimonio genetico. A rivelarlo è una ricerca della University of Surrey pubblicata sulla rivista Pnas, che ha scoperto come uno stato di veglia protratto troppo a lungo alteri l'attività di una serie di geni fondamentali per le funzioni immunitarie.
    Come noto, peraltro, la mancanza di sonno determina anche problemi di obesità, patologie cardiovascolari e declino cognitivo, anche se non si conoscono appieno i meccanismi molecolari alla base ... (Continua)

    18/03/2013 Il disturbo legato all'insorgenza della malattia da prioni
    Perdita di udito legata al morbo di Creutzfeldt-Jakob
    Perdere improvvisamente l'udito può essere il segnale di una patologia più grave in corso, il morbo di Creutzfeldt-Jakob, patologia neurodegenerativa causata dai prioni, come la sua variante rara, il cosiddetto morbo della mucca pazza.
    Ad affermare questa possibilità è uno studio dell'ospedale Henry Ford che verrà presto presentato al prossimo congresso dell'American Academy of Neurology. I ricercatori hanno analizzato il caso di un uomo di 67 anni che ha perso l'udito in entrambe le ... (Continua)
    21/03/2013 In via di approvazione l'agente di imaging che scova l'amiloide nella PET

    Florbetaben per la diagnosi dell'Alzheimer
    Il Florbetaben è in via di approvazione presso la Food and Drug Administration (FDA) americana e l'Ema in Europa. Si tratta di un agente di imaging – prodotto dalla Piramal Imaging - che rileva la presenza
    dell'amiloide nella PET, svelando quindi la presenza del morbo di Alzheimer.
    La società ha presentato una richiesta NDA (New Drug Application) all'ente statunitense FDA e una richiesta di autorizzazione all'immissione all'agenzia europea EMA per l'utilizzo del florbetaben nella ... (Continua)

    27/05/2013 Una miscela di vitamine del gruppo B protegge il cervello dal morbo

    Un pieno di vitamina B per contrastare l'Alzheimer
    Potrebbe essere la soluzione più semplice a rivelarsi anche la più efficace nel caso del morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricercatori inglesi dell'Università di Oxford ha sottolineato infatti l'efficacia delle vitamine del gruppo B nel contrastare gli effetti della demenza, rallentandone o addirittura bloccandone lo sviluppo.
    Lo studio, pubblicato su Pnas, ha coinvolto 168 pazienti suddivisi in due gruppi di controllo. Ai volontari del primo gruppo è stata somministrata una pasticca al ... (Continua)

    03/06/2013 Una tossina potrebbe far regredire i sintomi

    Dall’intestino una cura per l’Alzheimer?
    L’intestino potrebbe nascondere la chiave per la soluzione dell’enigma posto ai ricercatori dalla malattia di Alzheimer. Un team italiano ha infatti scoperto che una tossina prodotta dal batterio Escherichia Coli avrebbe la capacità di far regredire i sintomi della patologia neurologica.
    La ricerca, pubblicata su Plos One, è a cura di un’équipe formata da vari ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e dell’Università di Bologna. La tossina, denominata CNF1, agisce sui sintomi ... (Continua)

    12/06/2013 Il ruolo di Arc in varie patologie neurologiche e genetiche

    La proteina della memoria
    Un team di ricercatori americani ha rivelato l'importanza fondamentale di una proteina nei processi che sottendono alla costruzione della memoria a lungo termine e dell'apprendimento. La proteina in questione si chiama Arc (Activity-regulated cytoskeletal), e la sua carenza è connessa con una serie di patologie fra cui l'Alzheimer e l'autismo.
    Secondo la tesi degli scienziati dell'Università della California, quando l'organismo è intento a “costruire” la memoria, vengono attivati o ... (Continua)

    19/06/2013 Allo studio un medicinale che ripristina le connessioni nervose

    Un farmaco per l'Alzheimer avanzato
    Un nuovo farmaco ancora in fase di sperimentazione ha mostrato un'ottima efficacia nel contrasto del morbo di Alzheimer. Si tratta di un medicinale che punta a ripristinare le connessioni nervose danneggiate dalla patologia, e la sua efficacia è già stata testata su modello animale. Il farmaco si chiama NitroMemantine e combina due molecole già approvate dalla Fda americana.
    Lo studio, che ora sta per intraprendere la strada del trial clinico sull'uomo, è a firma di ricercatori dell'Istituto ... (Continua)

    20/06/2013 11:23:27 Possibile associazione fra l'infezione e la comparsa del declino cognitivo

    Il citomegalovirus favorisce l'Alzheimer
    Un virus potrebbe favorire la comparsa del morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca del Rush University Alzheimer's Disease Center di Chicago, che ha proposto un'associazione fra il citomegalovirus (CMV) e l'insorgenza della patologia neurologica.
    I ricercatori, che hanno pubblicato il lavoro su The Journal of Infectious Diseases, hanno scoperto che nei pazienti in cui erano presenti risposte immunitarie volte a combattere il CMV spesso si manifestavano anche i segni della malattia di ... (Continua)

    15/07/2013 Il ruolo della proteina anomala Fus
    Sla legata a un'alterazione genetica
    Un team di ricercatori della Cattolica di Roma ha segnalato l'esistenza di un meccanismo genetico dietro la comparsa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la patologia autoimmune neurodegenerativa che colpisce i muscoli.
    I ricercatori italiani hanno pubblicato su Human Molecular Genetics il resoconto di una sperimentazione che ha individuato nell'eccesso della proteina FUS la scintilla che accende la malattia, nota anche con il nome di morbo di Lou Gehrig, giocatore di baseball ... (Continua)
    08/08/2013 Le donne che hanno allattato risultano meno esposte al rischio

    Alzheimer meno probabile per chi allatta al seno
    Il rischio di insorgenza del morbo di Alzheimer diminuisce nelle donne che dopo il parto hanno potuto allattare al seno il proprio bambino. Ad avanzare l'ipotesi è una ricerca pubblicata sul Journal of Alzheimer da un gruppo di scienziati dell'Università di Cambridge.
    Secondo la ricerca, a lunghi periodi di allattamento corrispondono riduzioni più significative del rischio di sviluppare la malattia neurodegenerativa. Secondo i ricercatori, la chiave risiederebbe in alcuni effetti biologici ... (Continua)

      1|2|3|4|5|6|7|8|9|10|11| 12| 13| 14| 15| 16| 17

    Italia Salute Redazione TEL. 391.318.5657
    Via Albanese Ruffo 48, 00178 Roma
    Centro Medico Okmedicina.it Via Albanese Ruffo 40-46, 00178 Roma Mail redazione
    Copyright © 2000-2021 Italiasalute Riproduzione riservata anche parziale