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    Risultati da 51 a 60 DI 172

    26/01/2017 17:43:00 Riduce i livelli della proteina tau e inverte i danni neurologici

    Alzheimer, un farmaco anti-tau per curarlo
    Una nuova speranza nella lotta al morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis ha dimostrato l'efficacia di un composto che ha come target la proteina tau, i cui livelli elevati rappresentano una delle cause della malattia.
    La sostanza riesce a ridurre i livelli della proteina e ad invertire alcuni dei danni neurologici prodotti dalla malattia puntando a mettere fuori uso le istruzioni genetiche necessarie per produrre la tau.
    Lo ... (Continua)

    28/11/2016 12:20:00 Verubecast agisce evitando l'accumulo di beta-amiloide

    Alzheimer, nuovo farmaco sembra efficace
    Un nuovo farmaco potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del morbo di Alzheimer. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato su Science Translational Medicine da un team dei Merck Research Laboratories di Kenilworth, negli Stati Uniti.
    Lo studio, diretto da Matthew Kennedy, si è concentrato sugli effetti di un nuovo composto che ha per obiettivo la prevenzione degli accumuli di beta-amiloide nel cervello. Kennedy spiega: «Secondo una delle ipotesi patogenetiche dell'Alzheimer, ... (Continua)

    21/11/2016 17:00:00 Studio australiano svela una nuova teoria sullo sviluppo della malattia

    Alzheimer, una proteina aiuta a ritrovare la memoria
    Il morbo di Alzheimer può essere efficacemente contrastato grazie alla reintroduzione di una proteina progressivamente cancellata dall'avanzare della malattia. Lo dimostrano alcuni ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, che hanno pubblicato su Science uno studio che ridisegna in parte i meccanismi di sviluppo della malattia neurodegenerativa.
    Gli studiosi, guidati da Lars Ittner, hanno individuato una proteina fondamentale, la kinasi p38y, la cui concentrazione ... (Continua)

    21/11/2016 14:30:00 Migliorano l'umore e alleviano lo stress. Inoltre rallentano l'Alzheimer

    Le noci fanno sorridere
    Per allontanare la depressione e lo stress può essere utile sgranocchiare qualche noce. Lo dice uno studio della University of New Mexico pubblicata sulla rivista Nutrients. Nel corso dello studio, che ha preso in esame 64 studenti fra i 18 e i 25 anni, i medici hanno invitato i volontari a mangiare tre fette di «banana bread», un tipico dolce anglosassone, ogni giorno per 16 settimane. Per 8 settimane, i medici hanno aggiunto delle noci all'impasto, tritate in maniera tale da non essere ... (Continua)

    16/11/2016 10:20:00 Effetti positivi derivanti da un consumo moderato

    La birra fa bene al cuore e al cervello
    La birra svela inaspettate proprietà protettive nei confronti di cuore e cervello. Lo dicono diversi studi, il primo dei quali si concentra sugli effetti della bevanda sul sistema cardiovascolare.
    La ricerca, coordinata dal dott. Shue Huang della Pennsylvania State University, afferma che il consumo moderato di birra aiuta a mantenere adeguati livelli di colesterolo Hdl nel sangue, prevenendo così i più comuni problemi cardiovascolari.
    Nel corso della ricerca sono stati presi in esame ... (Continua)

    09/11/2016 17:20:00 Nuovo studio segnala la possibile associazione

    Ipertensione, rischio di deterioramento cognitivo
    Essere ipertesi è un fattore di rischio per il deterioramento cognitivo. A dirlo è una ricerca pubblicata su Hypertension dagli esperti dell'American Heart Association. Costantino Iadecola, docente di Neurologia presso il Weill Cornell Medical Center di New York, spiega: «Molti studi osservazionali suggeriscono che la terapia dell'ipertensione può ridurre il deterioramento cognitivo su base vascolare dovuto agli effetti degli elevati valori pressori».
    Si tratta tuttavia di uno studio di tipo ... (Continua)

    27/10/2016 10:15:00 Gli effetti sul cervello della deprivazione androgenica

    Cancro prostatico, la terapia aumenta il rischio di demenza
    Curare un cancro della prostata con la terapia di deprivazione androgenica può causare un effetto collaterale imprevisto, ovvero l'aumento del rischio di demenza. A dirlo è una ricerca pubblicata su Jama Oncology da un team del Center for Biomedical Informatics Research della Stanford University School of Medicine in California.
    Kevin Nead, coordinatore dello studio, spiega: «La deprivazione androgenica ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con tumore prostatico, ma ... (Continua)

    19/10/2016 14:34:00 Fra pochi anni sarà nota l'origine di ogni malattia
    L'Atlante delle cellule umane
    Ogni singola cellula dell'organismo umano non avrà più segreti nel giro di qualche anno. Lo promettono i ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute, nel Regno Unito, del Massachussetts Institute of Technology e dell'Harvard University, che intendono ricreare una mappatura totale delle cellule di cui disponiamo per capirne la funzione e la forma.
    Gli scienziati, che puntano a raggiungere l'obiettivo nel giro di un decennio, realizzeranno una «Mappa di referenza» dell'organismo umano in ... (Continua)
    28/09/2016 12:41:00 MDA7 è il nome del farmaco sperimentato da ricercatori americani

    Alzheimer, nuovo composto ne previene la progressione
    Un nuovo composto in fase di sperimentazione ha mostrato tutta la propria efficacia nei confronti del morbo di Alzheimer. Un team del Cleveland Clinic Lerner College of Medicine, coordinato dal prof. Mohamed Naguib, sta analizzando le proprietà di un nuovo farmaco utilizzato per il controllo del dolore neurologico in caso di chemioterapia.
    Il composto, chiamato MDA7, sembra possedere «un grande potenziale», come spiega Naguib. Il medicinale sarebbe in grado non solo di prevenire la ... (Continua)

    22/09/2016 09:40:00 Sistema colinergico potenziato da alti livelli di scolarità e occupazione

    Alzheimer, prevenirlo impegnando il cervello
    47 milioni di malati in tutto il mondo, 1 milione e 200mila in Italia. Cifre destinate a triplicare entro il 2050. Sono gli inquietanti numeri legati alla diffusione del morbo di Alzheimer, resi noti in occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia.
    Se curare la patologia è al momento impossibile, si può pensare almeno di prevenirla? Secondo una ricerca dell’Alzheimer Disease Research Center, la risposta è sì, almeno in parte.
    Gli scienziati sono infatti convinti che un lavoro ... (Continua)

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