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    Risultati da 61 a 70 DI 170

    01/02/2014 12:53:44 La proteina agisce sugli enzimi chinasi MAPK

    Una molecola per salvare i diabetici dall'Alzheimer
    Chi ha il diabete mostra un rischio superiore alla media di insorgenza del morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricerca dell'Alexander Silberman Institute of Life Sciences presso la Hebrew University ha messo a punto una nuova molecola che dovrebbe favorire il controllo di quei meccanismi che una volta innescati promuovono lo sviluppo dell'Alzheimer nei pazienti diabetici.
    Lo studio, pubblicato su Redox Biology – la rivista ufficiale della Society for Free Radical Biology and Medicine e della ... (Continua)

    17/04/2014 12:40:00 Il ruolo della variante ApoE4

    Un gene aumenta il rischio di Alzheimer nelle donne
    In presenza di una variante genetica denominata ApoE4 le donne rischiano più di altri di essere affette dal morbo di Alzheimer. A dirlo è uno studio della Stanford University pubblicato su Annals of Neurology.
    I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a un vasto campione di anziani seguiti nel corso del tempo con un monitoraggio che teneva conto del progressivo passaggio da una condizione di buona salute al lieve declino cognitivo e poi all'Alzheimer.
    Dai risultati è emerso che chi è ... (Continua)

    23/04/2014 16:05:00 Il complesso RPC potrebbe ostacolare la malattia

    Un complesso proteico contro l'Alzheimer
    Un complesso proteico denominato RPC (Retromer Protein Complex) o retromero potrebbe rappresentare una nuova valida opzione terapeutica per i tanti ammalati di Alzheimer.
    Lo sostiene una ricerca condotta dagli scienziati del Columbia University Medical Center, del Weill Cornell Medical College e della Brandeis University, che hanno scoperto una nuova classe di composti farmacologici – chiamati chaperon – apparentemente in grado di bloccare l'evoluzione della patologia aumentando i livelli di ... (Continua)

    16/05/2014 16:35:00 La malattia dei piccoli vasi cerebrali aumenta il rischio

    I fattori di rischio vascolare favoriscono l'Alzheimer
    C'è un nesso fra la malattia dei piccoli vasi cerebrali (Svd) e il rischio di Alzheimer. Nei soggetti affetti dalla prima condizione, infatti, la deposizione di amiloide è sensibilmente maggiore, soprattutto fra i portatori dell’allele ε4 dell’apolipoproteina E.
    Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Jama Neurology da un team coordinato da Maartje Kester del Centro Alzheimer della Vu University di Amsterdam, che spiega: «la malattia di Alzheimer è caratterizzata dalla comparsa ... (Continua)

    19/05/2014 10:15:00 Sclerosi multipla, ma anche Alzheimer e Parkinson

    Vene coinvolte in diverse malattie neurodegenerative
    Il ‘fattore vene’ protagonista non solo nella sclerosi multipla, ma anche nel morbo di Alzheimer e nel Parkinson, questo uno temi più importanti emersi nel Congresso ‘Veinland’ che il Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, diretto dal prof Paolo Zamboni, ha tenuto nell'Isola di Albarella (Rovigo) su ‘Innovazione ed eccellenza in Flebologia’, con la presenza di relatori che nei rispettivi campi di ricerca sono ai vertici nelle università internazionali.
    L’Insufficienza venosa ... (Continua)

    26/06/2014 09:34:00 Riduce i danni alle vie nervose

    Il cacao previene l'Alzheimer
    Il cacao non smette di stupire e rivela un'altra importante proprietà, un fattore di protezione nei confronti del morbo di Alzheimer. A dirlo è una ricerca dell'Icahn School of Medicine presso il Mount Sinai Hospital di New York in collaborazione con la Kanazawa University, in Giappone.
    I ricercatori hanno scoperto che un estratto del cacao Lavado può ridurre i danni alle vie nervose che si verificano nel cervello dei malati di Alzheimer prima dello sviluppo dei sintomi veri e propri.
    Lo ... (Continua)

    02/07/2014 12:23:00 I malati manifestano un'iperattività cerebrale

    Rischio di epilessia per chi soffre di Alzheimer
    Essere malati di Alzheimer espone a un rischio decisamente più elevato della media di subire crisi epilettiche. A dirlo è uno studio dell'Università di Tel Aviv pubblicato su Cell Reports.
    Il rischio più alto sarebbe legato alla proteina beta-amiloide, nota per essere coinvolta nello sviluppo e nella progressione del morbo di Alzheimer. I ricercatori israeliani hanno individuato l'esatto meccanismo molecolare alla base dell'aumento dell'attività neuronale nei pazienti affetti da Alzheimer, ... (Continua)

    07/07/2014 11:15:00 Un deficit di TREM2 rende più probabile la demenza

    Senza una proteina si scatena l'Alzheimer
    La carenza di una proteina chiamata TREM2 rende più probabile l'insorgenza del declino cognitivo e di malattie come il morbo di Alzheimer. A ipotizzarlo è una ricerca internazionale a cui hanno preso parte scienziati della Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, dell’Universitat Autònoma de Barcelona e del Sant Pau Biomedical Research Institute (IIB Sant Pau).
    Lo studio, pubblicato su Science Tranlational Medicine, ha svelato il meccanismo molecolare in base al quale le forme mutate della ... (Continua)

    15/07/2014 17:38:00 Pioglitazone sembra prevenire la malattia

    Speranza per l’Alzheimer da un farmaco per il diabete
    Un farmaco utilizzato per il controllo del diabete potrebbe rivelarsi utile in caso di Alzheimer. Si tratta di pioglitazone, medicinale che sembra prevenire la patologia neurodegenerativa.
    A sostenerlo è uno studio tedesco del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative, secondo cui le persone che assumono pioglitazone – farmaco dell’azienda farmaceutica giapponese Takeda commercializzato con il nome di Actos - hanno un rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer più basso della ... (Continua)

    29/08/2014 10:18:00 Il THC ne rallenta la progressione

    La marijuana contro l'Alzheimer
    Il principio attivo delle foglie di cannabis - THC - sembra in grado di rallentare o addirittura arrestare la progressione del morbo di Alzheimer. Lo afferma una ricerca dell'Università della Florida del Sud, i cui scienziati evidenziano il ruolo positivo svolto dal delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) nel controllo della malattia.
    Si parla ovviamente di livelli molto bassi del principio attivo. I risultati della sperimentazione effettuata su un modello cellulare della malattia sono stati ... (Continua)

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