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    Risultati da 71 a 80 DI 171

    15/02/2016 14:26:00 Livelli più elevati proteggono dalle alterazioni del morbo

    Alzheimer, la proteina Bdnf è un alleato della memoria
    Concentrazioni più elevate di Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor) assicurano maggiori capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da un team del Rush University Medical Center di Chicago guidato da Aron Buchman.
    Secondo l'ipotesi di lavoro, livelli più alti di Bdnf potrebbero garantire al cervello protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.
    Lo studio ha visto la partecipazione di 535 persone con un'età media di 81 anni, seguite fino al momento della ... (Continua)

    02/02/2016 10:13:00 Basato sulle informazioni raccolte dal medico di base

    L'algoritmo che predice l'Alzheimer
    Le informazioni raccolte dal medico di base possono costituire la base di lavoro per un algoritmo destinato a predire il rischio di Alzheimer. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Bmc Medicine da un team dello University College di Londra.
    Gli scienziati, coordinati da Kate Walters, hanno utilizzato i dati di oltre 930mila assistiti che facevano parte del database dell'Health Improvement Network (Thin) e non mostravano segni di demenza né disturbi cognitivi.
    Le informazioni sulla loro ... (Continua)

    21/01/2016 17:07:00 Studio su pazienti affetti da trisomia 21

    L'Alzheimer spiegato dalla sindrome di Down
    Un nuovo trial clinico proverà a trovare una soluzione per la cura del morbo di Alzheimer. Ad annunciarlo sono i ricercatori della University of California di San Diego, che somministreranno a 24 adulti con sindrome di Down un vaccino ideato per evitare l'accumulo di placche di proteina beta-amiloide nel cervello.
    Il vaccino si chiama ACI-24 e stimola la produzione di anticorpi diretti contro gli accumuli tossici del peptide beta-amiloide. I ricercatori hanno scelto i pazienti Down perché ... (Continua)

    08/01/2016 16:25:00 Studio rivela l'importanza di inibire il recettore CSF1R

    Alzheimer, un farmaco riduce l'infiammazione
    Ridurre i disagi legati al morbo di Alzheimer grazie a un farmaco che ostacola la produzione di nuove cellule immunitarie, responsabili del processo infiammatorio. Ci stanno lavorando alcuni ricercatori della University of Southampton, nel Regno Unito, che hanno pubblicato sulla rivista Brain il resoconto delle loro scoperte.
    Nella maggior parte dei casi, i ricercatori che si occupano di Alzheimer puntano a intervenire sull'accumulo delle placche amiloidi nel cervello, cercando di ... (Continua)

    23/10/2015 09:37:00 Uno scudo sorprendente per le malattie neurodegenerative

    La dieta mediterranea protegge il cervello
    La salute del nostro cervello passa anche da quello che mangiamo. Uno studio appena pubblicato su Neurology dimostra che la dieta mediterranea produce un effetto positivo sulle cellule cerebrali. Con almeno cinque alimenti che fanno parte del nostro tipico regime alimentare si può rallentare l'atrofia cerebrale.
    Lo studio è firmato dalla dott.ssa Yian Gu del The Taub Institute for Research in Alzheimer’s Disease and the Aging Brain della Columbia University, ed è stato condotto su 674 ... (Continua)

    19/10/2015 15:14:00 Possibile la messa a punto di nuovi sistemi di diagnosi

    Un esame del sangue per l'Alzheimer
    Il sangue potrebbe in futuro svelare l'esistenza del morbo di Alzheimer. È ciò che sperano alcuni ricercatori della Rowan University School of Osteopathic Medicine di Stratford, che stanno mettendo a punto un nuovo esame del sangue in grado di rilevare con precisione la presenza del morbo.
    Gli scienziati americani si sono concentrati su due anticorpi da utilizzare come biomarcatori del sangue capaci di indicare la presenza e il livello di avanzamento della malattia.
    Lo stesso test, in ... (Continua)

    07/10/2015 09:30:00 IL1RAP associato a un maggior accumulo di beta amiloide
    Il gene che scatena l'Alzheimer
    C'è un gene legato a più alti tassi di accumulo di proteina beta amiloide e quindi all'insorgenza dell'Alzheimer. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università dell'Indiana che hanno pubblicato sulla rivista Brain i dettagli del loro studio.
    I ricercatori hanno decodificato l'intero genoma di 500 pazienti, misurando anche l'estensione delle placche nel loro cervello con un intervallo di due anni.
    Hanno poi incrociato i dati scoprendo che il gene IL1RAP è associato a una maggiore ... (Continua)
    30/09/2015 15:30:00 Una sua carenza determina declino cognitivo

    Vitamina D utile per il cervello degli anziani
    Un deficit di vitamina D negli anziani si associa a una perdita di capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Jama Neurology da Joshua Miller della Rutgers University di New Brunswick.
    In collaborazione con i ricercatori dell'Università della California di Davis, Miller ha analizzato il rapporto fra assunzione di vitamina D e funzioni cognitive in 382 adulti anziani con età media di 75,5 anni.
    “Sia il recettore della vitamina D sia l'enzima che la converte in 25-idrossivitamina ... (Continua)

    25/09/2015 17:40:11 Chi è affetto dalla malattia ha livelli più elevati

    La neurogranina è un marcatore per l'Alzheimer
    Il liquido cerebrospinale (CSF) dei malati di Alzheimer mostra livelli più elevati di neurogranina. Lo hanno scoperto i ricercatori del VU University Medical Center di Amsterdam, che hanno pubblicato su Jama Neurology i dettagli della sperimentazione.
    Maartje Kester, prima autrice dello studio, spiega: “i nostri dati suggeriscono che la neurogranina può essere un indicatore diagnostico potenzialmente utile per la diagnosi, la prognosi e il monitoraggio del morbo di Alzheimer”.
    I ... (Continua)

    24/08/2015 La dieta aiuta ad invecchiare meglio

    Broccoli e spinaci e il cervello invecchia meglio
    Broccoli e spinaci possono aiutare le donne ad invecchiare conservando un'eccellente salute del cervello, tenendosi alla larga dalle forme di demenza come l'Alzheimer.


    Fare di tutto per evitare l'obesità quando si è sulla cinquantina diminuisce di molto il rischio di essere colpiti in futuro dalla malattia di Alzheimer. Scienziati americani, confermano così vecchie indagini, affermando che c'è la
    possibilità di mantenere il cervello sveglio e in buona salute, tenendo a bada il ... (Continua)

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