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    Risultati da 71 a 80 DI 170

    10/09/2014 14:36:00 I farmaci ansiolitici aumentano le probabilità della malattia

    Le benzodiazepine causano l'Alzheimer
    Assumere benzodiazepine espone a un rischio maggiore di morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da Sophie Billioti de Gage dell'Università di Bordeaux.
    La ricercatrice francese spiega: “abbiamo trovato che il rischio aumenta del 43-51% in persone (over-65enni) che hanno iniziato un trattamento con benzodiazepine in passato (più di 5 anni prima della diagnosi). Il rischio compare per individui che hanno usato i farmaci per almeno tre mesi e aumenta con ... (Continua)

    02/10/2014 14:24:00 Probabilità maggiori legate a una maggiore esposizione allo stress

    Donne gelose attente! Rischiate l'Alzheimer
    Chi soffre di gelosia dovrebbe stare attento e rivedere le sue priorità. Uno studio dell'Università di Goteborg pubblicato su Neurology rivela infatti che le donne di mezza età il cui comportamento è caratterizzato da gelosia, cambiamenti repentini di umore e ansia hanno più probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer in età avanzata.
    Il gruppo svedese ha somministrato dei test psicologici a un campione di 800 donne a trenta, quaranta e cinquant'anni. Le domande vertevano sulle loro ... (Continua)

    09/10/2014 10:24:00 Incidere sulla malattia intervenendo prima
    Morbo di Alzheimer, raccomandazioni per una diagnosi precoce
    Intervenire prima per intervenire meglio. È il punto su cui ruotano gli sforzi dei neurologi quando si parla di Alzheimer. Il prof. Carlo Ferrarese, Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca, ne conferma l'importanza strategica.
    “La speranza di poter interferire significativamente sul decorso di una malattia neurodegenerativa, come la malattia di Alzheimer, si fonda sull’avvenuto riconoscimento di alcuni dei processi fondamentali nella ... (Continua)
    14/10/2014 10:59:38 Riprodotte in laboratorio le strutture tipiche della malattia

    Un Alzheimer in provetta per studiarlo meglio
    Per combattere il morbo di Alzheimer un gruppo di scienziati del Massachusetts General Hospital ha pensato bene di riprodurne le caratteristiche in laboratorio, creando una versione in provetta della malattia.
    Per la prima volta nelle capsule di Petri sono state riprodotte le strutture tipiche del morbo per poterlo così studiare al meglio e trovare un modo per fermarlo. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato coordinato dal prof. Rudolph Tanzi e dal collega Doo Yeon Kim. Il dott. Murali ... (Continua)

    12/11/2014 16:49:53 La condizione ansiosa può provocare l'insorgere della malattia

    L'ansia è un fattore di rischio per l'Alzheimer
    In soggetti predisposti l'ansia può fungere da detonatore e far scoppiare il morbo di Alzheimer. Lo dice uno studio del Rotman Research Institute di Toronto, in Canada, che ha analizzato i meccanismi che dal deterioramento cognitivo lieve (MCI) conducono all'insorgenza della grave malattia neurodegenerativa.
    Con questa definizione si intende una sorta di stadio di transizione fra il normale invecchiamento e la demenza vera e propria. Tuttavia, la presenza della MCI non condanna ... (Continua)

    18/12/2014 09:34:36 I tradizionali giochi di società plasmano nuove forme mentali

    I giochi di Natale che fanno bene al cervello
    Tombola, Risiko, Monopoli, Cluedo e altri giochi da tavolo non solo allietano le giornate natalizie ma producono effetti positivi sul cervello dei partecipanti. Tutte queste attività ludiche, che comunemente sono inserite nei programmi delle Festività in famiglia, fanno bene alla mente e stimolano molte aree cerebrali, migliorando abilità cognitive, come la concentrazione.
    «Il gioco, in tutte le sue forme, è un potente mental training», conferma il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, ... (Continua)

    19/01/2015 17:20:00 Diverse ricerche intanto puntano a una diagnosi più veloce

    Chi vive al nord rischia l'Alzheimer
    Chi abita in zone dal clima freddo e meno soleggiato rischia di più l'insorgenza del morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca dell'Università di Edimburgo pubblicata sul Daily Mail. La spiegazione è la mancanza di esposizione ai raggi solari e il conseguente abbassamento dei livelli di vitamina D.
    La vitamina D infatti viene sintetizzata dall'organismo in risposta all'esposizione al sole, e alcuni studi in passato hanno associato i bassi livelli della vitamina a un rischio maggiore della ... (Continua)

    27/01/2015 11:46:28 Bassi livelli di RMB3 accelerano la malattia
    Il ruolo della «proteina del freddo» nell'Alzheimer
    Una proteina espressa dall'organismo per prevenire la perdita di connessioni neurali alle basse temperature potrebbe aiutare i medici a trovare nuovi trattamenti per l'Alzheimer.
    In fase di letargo, il cervello degli animali va incontro a una serie di modificazioni che servono ad affrontare il lungo periodo di sonno e il freddo. Al risveglio, per tornare alle normali attività cerebrali l'organismo ha bisogno di una proteina specifica, RMB3, che evita la perdita di connessioni e favorisce lo ... (Continua)
    03/02/2015 10:28:00 Rischio di Alzheimer più alto con l'uso di questi farmaci
    Anticolinergici e demenza, un nesso
    Alcuni farmaci appartenenti alla classe degli anticolinergici sarebbero legati a un rischio più elevato di sviluppare demenza e morbo di Alzheimer. Lo dice uno studio dell'Università di Washington pubblicato su Jama Internal Medicine.
    La ricerca, coordinata dalla dott.ssa Shelly Gray, ha preso in esame nello specifico alcuni antidepressivi triciclici, antistaminici e farmaci per il trattamento dell'incontinenza urinaria.
    Nella maggior parte dei casi si tratta di farmaci che hanno bisogno ... (Continua)
    18/02/2015 10:23:34 Da realizzare sulla base di una proteina dei polmoni

    Rallentare l'Alzheimer con una pillola
    Una molecola contenuta nei polmoni potrebbe rappresentare la svolta nella terapia del morbo di Alzheimer. A scoprirla è stato un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge, e l'intuizione potrebbe presto portare alla messa a punto di una pillola da utilizzare come prevenzione della malattia, un po' come avviene con le statine per le patologie cardiache.
    La molecola, di origine naturale, fa parte di una famiglia di proteine che si trovano nei polmoni, e pare in grado di bloccare la ... (Continua)

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